Buongiorno a tutti,
un addio ad agosto e un benvenuto a settembre, oggi come ogni primo giorno del mese ci ritroviamo per un tè con una pittrice messicana che attraverso i suoi quadri stravaganti e pieni di colore ha comunicato il dolore e la solitudine ma anche grande dignità ed amore per la vita.
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| Artista messicana 1907/1954 |
* Cara Signora Kahlo vuole parlarci un po' di lei, dove è nata e come è stata la sua infanzia?
- Sono nata il 6 luglio 1907 a Coyoacàn un sobborgo di Città del Messico. I miei genitori erano ebrei ungheresi emigrati in Messico. Alla nascita ero affetta da spina bifida erroneamente scambiata per poliomielite. Dopo aver frequentato il liceo venni ammessa al migliore Istituto Superiore del Messico, il mio sogno era di diventare medico. La mia disabilità però era oggetto di scherno e denigrazione.
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Era il 17 settembre 1925 e successe un bruttissimo incidente, ce ne vuole parlare?
- Avevo 18 anni e stavo tornando da scuola con l'autobus in compagnia di Alejandro Gomez uno studente di diritto di cui ero innamorata. All'improvviso un tram si scontrò contro l'autobus che finì schiacciato contro un muro. Molte persone morirono sul colpo,io rimasi ferita gravemente. La mia colonna vertebrale si spezzò in tre punti nella regione lombare, si fratturarono il bacino e la gamba sinistra. In seguito subii trentadue operazioni chirurgiche.
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Quando tornò a casa fu costretta a rimanere immobile per diversi mesi?
- Fu allora che volli cominciare a dipingere e fare dell'immobilità un'opportunità. Mia madre mise uno specchio sul soffitto sopra il mio letto e grazie ad un cavalletto e dei colori ad olio iniziai a dipingere me stessa.
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Rimase immobile indossando il gesso per quanto tempo?
- Dopo due anni dall'incidente mi tolsero il gesso e ripresi a camminare ma i dolori non mi hanno più abbandonato.
"Ho provato ad affogare i miei dolori, ma hanno imparato a nuotare".
Ritrovai i miei compagni di università e partecipai attivamente alla vita politica del mio paese iscrivendomi al Partito Comunista nel 1928.
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Purtroppo nemmeno la sua vita sentimentale si rivelò felice e soddisfacente...
- In quegli anni conobbi
Diego Rivera un illustre pittore murale del tempo a cui sottoposi le mie opere per avere una critica autorevole. Lui rimase colpito positivamente dal mio stile moderno e mi avvicinò al suo mondo, alla scena politica e culturale messicana. Mi innamorai di lui e ci sposammo nel 1929. Fui subito consapevole dei suoi continui tradimenti che, da parte mia, ripagai allo stesso modo.
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| Murales di Diego Rivera |
"Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera."
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In seguito vi trasferiste negli Staati Uniti?
In quegli anni a mio marito hanno ordinato alcuni lavori negli USA, come il muro all'interno del Rockefeller Center di New York, o gli affreschi per la fiera internazionale di Chicago. A seguito dello scalpore suscitato dall'affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio è raffigurato palesemente col volto di Lenin, gli vennero revocati i mandati di tali incarichi. Nello stesso periodo in cui soggiornammo a New York, io rimasi incinta: a gravidanza inoltrata ebbi un aborto spontaneo a causa dell'insufficienza del mio fisico a sopportare una gestazione. Sconvolta mi separai e decisi di tornare in Messico.
La mia vita è stata intensa ma crudele, ho cercato sempre di affrontarla opponendomi alla sorte avversa cercando di trasformare la mia sofferenza in arte.
Rinchiudere la propria sofferenza significa rischiare che ti divori dal’interno.- Frida Kahlo
Tre importanti esposizioni le furono dedicate, nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico. L'anno successivo a quest'ultima mostra, il 13 luglio 1954, Frida Kahlo muore nella sua città natale. La sua abitazione di Coyoacán, la
"Casa Azzurra", meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico. E' una casa meravigliosa, semplice e bellissima, con muri colorati, luce e sole, piena di vita e di forza interiore come fu la sua proprietaria.