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venerdì 28 agosto 2026

La raccolta dei pomodori



Buongiorno,

i nostri pomodori stanno maturando e via via li raccolgo per fare il sugo. Il sapore del pomodoro fresco rende la pasta molto gustosa.  Ieri ne ho raccolto un bel po' e ho voluto fare un po' di  salsa da conservare.
















Ho raccolto anche il basilico, tutto perfetto per una buona pizza!






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venerdì 10 settembre 2021

Pulpo Gallego, rivisitato

Felice giorno a tutte,


la cucina  non è la mia passione, ma lo devo fare. ..! Ieri ho pensato di cucinare il polpo, anche perchè si prepara velocemente, basta metterlo a bollire.

L'ho gustato la prima volta in Galizia, precisamente a Santiago di Compostela e mi era piaciuto molto.




La ricetta galiziana del "Pulpo Gallego"  non prevede il limone ma  una grande aggiunta di paprika che io ho omesso.



Ecco la ricetta:

800 gr. di polpo
pepe in grani e sale
prezzemolo
700 gr di patate
olio, limone

In acqua bollente mettete il polpo pulito, aggiungete il pepe nero in grani e il sale ,bollirlo per 45 minuti a fuoco lento, nel frattempo lessate le patate con la buccia.
Lasciate raffreddare il polpo nella sua acqua di bollitura.
Preparate un'emulsione di olio, sale e limone.
Mettere sopra un piatto di portata le patate a cui avrete tolto la buccia e tagliato a fettine , il polpo tagliato a pezzetti e cospargere con l'emulsione e il prezzemolo.






Tutto qui! Facile e veloce come piace a me.



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venerdì 25 giugno 2021

Gita a Vallombrosa

Buongiorno a tutti, 


Vallombrosa è stata e lo è tuttora una delle mete dei fiorentini per trascorrere qualche ora in mezzo al verde e uscire dal caldo della città.  Anche noi ci siamo recati in questa località dove si respira, oltre all'aria buona, molta pace e tranquillità.

La località di Valllombrosa nel comune di Reggello (Fi)  prende il nome dalla sua Abbazia.


Un complesso monumentale che ospita il Monastero tenuto dai monaci Vallombrosani dell'ordine di San Benedetto, nato nel XI secolo..


simplelifeintuscany





Il primo nucleo  fu una cappella in legno, consacrata nel 1038 da Rodolfo, arcivescovo di Paderborn (Germania), successivamente ricostruita in pietra e consacrata il 9 luglio 1058 dal cardinale Umberto di Silvacandida (1000 ca. - 1061).
Dopo l'approvazione papale del 1055, iniziò la fase ascendente della Congregazione Vallombrosana, che si consolidò con il sostegno della Repubblica di Firenze (1115 - 1532), acquisendo un grande patrimonio fondiario, oltre ad un rilevante potere politico. Nel tempo gran parte della dorsale appenninica del Pratomagno divenne possesso dell'abbazia, grazie soprattutto a due donazioni, la prima nel 1039 da parte di Itta, badessa del monastero di Sant'Ilario di Alfiano, la seconda nel 1103 da Matilde di Canossa (1046 - 1115).



Al suo interno, la basilica dedicaa all'Assunzione di Maria la cui  prima costruzione risale all'XI secolo, ai tempi della fondazione e si trattava di un semplice oratorio ligneo con l'altare in pietra, consacrato nel 1038.    Dopo lo sviluppo della comunità monastica, tra il 1224 e il 1230, si procedette ad innalzare un nuovo edificio sacro.
    La chiesa, all'interno, viene completamente ristrutturata, dandogli un aspetto prevalentemente barocco, pur conservando l'impianto del XIII secolo.

Il 28 novembre 1950 papa Pio XII ha elevato la chiesa abbaziale alla dignità di Basilica minore.







Intorno una grande foresta con alberi secolari, il territorio è ricco di sorgenti che danno origine a  corsi d'acqua e piccole cascate.



video


Una meta che vi consiglio nell'eventualità che passiate da queste parti.



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venerdì 21 settembre 2018

Il tempo delle mele



Buongiorno a tutti,

oggi è iniziato l'autunno anche se le temperature sono ancora molto alte, le prime mele della stagione sono già state raccolta in agosto, sono le "Royal Gala"; le mie preferite.

Nei mesi a venire non se ne troveranno  più nei supermercati, per lo meno in Toscana.



Ho fatto una buona scorta, e seguirò il famoso proverbio che " una mela al giorno toglie il medico di torno".


I dolci con le mele sono i miei preferiti. Oggi ho fatto la torta ma viene buonissimo anche lo strudel.









Sarà piacevole domani fare colazione con una fetta di questa torta deliziosa.



La ricetta? No, non ve la do, chi non sa fare una torta di mele , suvvia!


Buon weekend e....



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giovedì 9 agosto 2018

Panzanella


Buongiorno,

non lo faccio quasi mai di parlarvi di cucina ma stavolta voglio darvi la ricetta della

Panzanella Toscana





La panzanella è una ricetta tipica  Toscana, diffusasi ben presto in tutta l’Italia centrale variando un po' gli ingredienti. Il suo nome pare derivi dall’unione delle parole “pane” e “zanella”, che significa zuppiera, e si riferirebbe all’usanza, diffusa tra i contadini, di bagnare il pane secco “sciocco”, cioè senza sale, per non buttarlo via, prima di unirlo alle verdure disponibili nel proprio orto.




Prendete 500gr di pane raffermo Toscano (c’è chi lo passa in forno per renderlo più croccante), tagliatelo a pezzetti e passatelo sotto l’acqua. Quando sentite che si è ammorbidito, ma non troppo sennò fa pappa, va sbriciolato sfregandolo tra le mani, in modo da ottenere delle briciole abbastanza asciutte. L’alternativa è mischiare acqua e aceto di vino bianco per bagnare il pane.

Mettete il pane in una zuppiera, aggiungete 4 o 5 pomodori maturi, 3 o 4 cipollotti freschi (o 2 cipolle rosse), 2 o 3  cetrioli , ovviamente tagliate tutto a fette e rondelle e mescolate il tutto.
Sale e pepe, olio Toscano, aceto e infine le foglioline di basilico. Servite dopo averla lasciata qualche ora nel frigorifero.

Le regole per la panzanella toscana sono:

- il pane deve essere del giorno prima e rigorosamente senza sale;
- niente tonno, maionese,  mais o germogli di soia;
- non ci deve essere il liquido sul fondo della zuppiera;
- si mangia solo d'estate quando le verdure sono di stagione, in inverno si fa la Ribollita.








In questa stagione ci sono in Toscana molte sagre dedicate alla Panzanella, questo piatto povero ma molto apprezzato.



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venerdì 9 marzo 2018

Zuppe e minestre toscane


Buongiorno,

oggi vi parlerò della Ginestrata della Lombarda e della Garmugia. Mai sentito parlarne? Bene, allora seguitemi e andiamo alla loro scoperta.

Come avrete intuito dal titolo di questo post, parliamo di zuppe dal sapore intenso a base di verdure o no che erano il pasto unico di una volta. La Toscana è senz'altro terra di sapori forti e schietti di una cucina semplice fatta di ingredienti genuini.  Alcuni caratteri della gastronomia etrusca si sono tramandati nei secoli diventando parte della tradizione culinaria come l'utilizzo abbondante dell'olio di frantoio, la carne cotta allo spiedo o alla griglia, i profumi intensi delle erbe aromatiche e le spezie giunte dall'Oriente ad arricchire la cucina medievale attraverso il porto della Repubblica Marinara di Pisa.



Iniziamo dalla Ginestrata senese.  E' una zuppa che veniva offerta, in segno propiziatorio, dai genitori della sposa al futuro genero, la prima volta che questo si presentava per incontrare la promessa sposa. . Viene tutt'ora usata come ricostituente durante la convalescenza,o dopo una malattia debilitante, è un piatto semplice, fatto di pochi ingredienti e la loro qualità deve essere indiscussa.
Il brodo di gallina, che ne è la base, deve essere molto profumato e ristretto.



Ingredienti per 4 persone:

Per il brodo:
una mezza gallina
1 costa di sedano
1 piccola carota 1 piccola cipolla dorata
2 chiodi di garofano
1 pezzetto di zenzero fresco
qualche grano di pepe bianco
2 bacche di ginepro
1 pezzetto di foglia di lemon grass
un rametto di maggiorana
sale integrale di Cervia
acqua q.b.

4 uova
8 cucchiai di vin santo secco
1 cucchiaino di spezie per panpepato (in parti uguali: polvere di cannella, di chiodi di garofano, di coriandolo e di noce moscata)

Preparare il brodo utilizzando una piccola pentola dove la gallina con gli odori e le spezie deve starci quasi di misura. Steccare la cipolla con i chiodi di garofano, senza privarla della buccia che servirà per dare un colore ambrato al brodo. Coprire con acqua fredda fino a 5 cm sopra. Portare ad ebollizione, schiumare, abbassare la fiamma, coperchiare e sobollire a fuoco lento per 4 ore.

Preparare le spezie macinando in parti uguali polvere di cannella, di chiodi di garofano, di coriandolo e di noce moscata, prenderne un cucchiaino e mettere da parte il resto che potete utilizzare per aromatizzare dolci e tisane.
Sbattere le uova con il vin santo, un pizzico di sale e le spezie.
Filtrare il brodo e metterlo a bollire in una casseruola.
Versare a filo il composto e spegnere la fiamma mescolando bene.
Distribuire la zuppa in quattro tazze e servirla subito.
Una minestra simile si fa in altre zone d'Italia, si chiama stracciatella e al posto del vin santo e delle spezie si mette il parmigiano e la noce moscata.

La Lombarda il nome fa pensare a origini lombarde ma non è così. Sembra infatti che il nome provenga da una zuppa povera, ma sostanziosa, che, alla fine dell’Ottocento, i fiorentini preparavano per gli operai che stavano costruendo la nuova linea ferroviaria tra Firenze e Faenza. Questi operai venivano per lo più dalla Lombardia, per questo la minestra prese il nome di zuppa lombarda.



Iniziamo con il mettere a bagno 500 gr. di fagioli cannellini o, meglio, di fagioli zolfini del Pratomagno, un fagiolo dalle qualità incredibili che molto bene si presta per preparare questa zuppa lombarda. La tradizione vorrebbe che per lessare i fagioli si usasse l’acqua del pozzo o quella piovana, ma adattandoci all’attualità possiamo usare l’acqua del rubinetto, anche se in realtà non è la stessa cosa. Dopo una notte in ammollo li lessiamo in acqua salata e aromatizzata con salvia, un paio di spicchi d’aglio in camicia, qualche chicco di pepe nero intero.
Contemporaneamente crogiamo (abbrustoliamo) leggermente delle fette di pane toscano "sciocco" e  raffermo che andremo a disporre nelle scodelle. Versiamo nella scodella un paio di romaioli di fagioli e loro brodo di cottura, aggiungiamo un filo di olio evo, una passata di pepe nero macinato e gustiamo questo semplice piatto ricco di sapore.

Ingredienti

500 gr. di fagioli cannellini toscani o fagioli zolfini del Pratomagno
pane toscano raffermo in fette
una ciocca di salvia
6-8 chicchi di pepe nero
2-3 spicchi di aglio rosso
olio extravergine d’oliva Terre di Siena
sale e pepe q.b.

La Garmugia è una zuppa tipica della tradizione lucchese ricca di ortaggi e verdure, il nome deriva da "germoglio" che rimanda alla verdura fresca primaverile come carciofi, piselli e fave. Nelle famiglie più facoltose si aggiungevano carni e pancetta.




Ingredienti:
100 gr di polpa di manzo macinata, 1 lt. di brodo,  2 carciofi, 14 asparagi, 4 cipollotti, 100 gr. di fave fresche sgranate, 4 fette di pane toscano, pecorino grattugiato, olio extra vergine d'oliva, 50 gr. di pancetta, 100 gr. di piselli freschi sgranati, succo di limone, sale, pepe.

Mondare i carciofi,tagliarli a fette e immergerli in acqua e succo di limone. Pulire gli asparagi e tagliarli a pezzetti. Affettare sottilmente i cipollotti e farli soffriggere con la pancetta tritata e un filo d'olio. Aggiungere la carne macinata e fare insaporire a fuoco basso per 10 minuti, quindi unire le fave e i carciofi lasciare rosolare per qualche minuto e unire il brodo bollente. Lasciare sobbollire di nuovo per 10 minuti e aggiungere gli asparagi e i piselli. Salare, incoperchiare e far cuocere a fuoco basso per circa mezz'ora.
Tostare le fette di pane, distribuirle nelle ciotole individuali, spolverizzarle con abbondante pecorino grattugiato, versare la zuppa sul pane,  terminare con un pizzico di pepe e un filo d'olio

In Italia, ogni regione ha le proprie ricette di zuppe e minestre ma il pane è l'ingrediente che non manca mai; abbrustolito, tagliato a fette e magari strofinato generosamente con una spicchio d'aglio sbucciato e tagliato a metà.

 Vi ho fatto venire voglia di una buona zuppa? Allora, mettiamoci a cucinare!


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mercoledì 25 ottobre 2017

Halloween, la notte delle streghe


Buongiorno a tutti,


La notte di Halloween si avvicina, non è una festa di tradizione italiana, l'abbiamo importata dall'America come tante altre cose positive e negative, ma siccome a noi italiani piace festeggiare, sempre e comunque, ecco che è venuta a far parte delle nostre abitudini.




I bambini sono sempre affascinati  da questa ricorrenza  e tutti gli anni sento suonare il campanello di casa da maghetti e streghette urlanti: - Dolcetto o scherzetto?







Questa tradizione ha origini celtiche ed è associata alla fine della stagione dei raccolti. La leggenda vuole che Stingy Jack, un personaggio della tradizione irlandese che dopo aver vissuto una vita dissoluta e dedita all’alcool e aver raggirato anche il diavolo, una volta morto non venne accolto né in Paradiso né all’Inferno e dunque si ritrovò a vagare con una rapa in mano all’interno della quale mise una lucina che gli venne donata dal Diavolo allo scopo di trovare la sua strada. 




Ogni anno, nella notte di Halloween, lo spettro con la lanterna di rapa si aggira nelle campagne alla ricerca di un rifugio. Gli abitanti di ogni paese quindi appendono una lanterna di zucca fuori dalla porta per indicare al perfido Jack che la loro casa non è posto per lui.

Da questo personaggio ha preso il nome la zucca più adatta da intagliare e cioè la Jack O’Lantern che non è commestibile.

In Italia sono più diffuse le Mantovane e le Violine ottime per preparare svariati piatti e dolci.


Un dolce che faccio spesso in questa stagione è il Pan di zucca.;  la mia ricetta la trovate qui.



HAPPY HALLOWEEN


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venerdì 6 gennaio 2017

Cannoli siciliani


Buongiorno e buona Epifania,


a casa nostra amiamo i dolci con la ricotta, e oltre al cheese cake, i Cannoli siciliani sono molto graditi.

Il lavoro più impegnativo è preparare le cialde perché è una pasta lavorata con farina, uova , un po' di Marsala e fritta in appositi cilindretti di acciaio , ma avendo trovato in questi giorni, presso la pasticceria siciliana in centro, le cialde già pronte li  ho preparati in un attimo.








Importante è la ricotta fresca di giornata, e riempire i cannoli pochi istanti prima del consumo.




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Il successo è assicurato e anche il gusto!


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