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lunedì 1 gennaio 2018

Gennaio2018/Un té con...


Buongiorno e Buon Anno a tutti,

per la rubrica "Un tè con..." oggi ospitiamo un'attrice di una bellezza statuaria e dallo sguardo intenso:





Silvana Mangano


*Cara Signora Mangano,  oppure la devo chiamare Signora De Laurentiis? Ci vuol parlare un po' di lei, come è stata la sua infanzia?
- Mi chiami pure Mangano, sono nata a Roma il 21 aprile 1930, mio padre Amedeo era un semplice macchinista delle ferrovie  e mia madre Jakie una riservata casalinga inglese. La mia famiglia era composta anche da mio fratello Roy. Dopo la guerra ho iniziato a studiare danza e recitazione. Per pagare i corsi lavoravo come modella. Abitavo nello stesso quartiere di colui che divenne il mio grande amore Marcello Mastroianni.

*La danza era la sua passione?
- Si la amavo e volli perfezionarmi, mi trasferii a Milano per seguire i corsi di Jia Ruskaya. 
 Qui mi notò un famoso costumista francese Georges Armenkov e dopo un po' di titubanza mi lasciai convincere a partire per la Francia per lavorare come indossatrice presso la "Maison Mascetti".

* Fiera della sua bellezza nel 1947 partecipò al concorso di Miss Italia?
- Partecipai più per gioco che per convinzione, quell'anno vinse Lucia Bosè e terza si classificò Gina Lollobrigida, con entrambe diventai molto amica e mi rimasero accanto per tutta la vita.

* Ma quel concorso le aprì il mondo del cinema?
- Non subito, Avevo diciannove anni e mi presentai nella sede della Lux Film per il provino del film neorealista Riso Amaro  di Giuseppe De Santis. Di fronte ad un'enorme folla di ragazze, il regista non ne selezionò nemmeno una. Io non venni scelta perché, come lui ebbe a dire: "'si presentò con i capelli cotonati, molto truccata e vestita in maniera vistosa". Dopo qualche tempo però, in una giornata uggiosa, mentre  camminavo  per via Veneto  mi  scontrai all'angolo di un palazzo con lo stesso De Santis che, senza ombrello, camminava rasente al muro per non bagnarsi.  Vestita in maniera semplice, con i capelli completamente bagnati ed assolutamente senza trucco si vede che colpii il lato estetico del regista, che mi riconobbe immediatamente e mi invitò ad un altro provino decisivo, diventai  la protagonista del film che ottenne uno straordinario successo.
L'esperienza di Riso amaro nelle risaie con le mondine mi era piaciuta tantissimo, pensi che avevo imparato tutte le canzoni delle mondine a memoria. Mi ritenevo una di loro, ovvero una donna umile e semplice, capitata per caso nel mondo del cinema.





* Sul set di Riso Amaro conobbe Vittorio Gassman e colui che divenne suo marito...
- Era Dino De Laurentiis, direttore di produzione della Lux Film. 
Lui si innamorò di me e nei primi tempi ricevette solo una serie infinita di rifiuti. Però non si diede per vinto ed alla fine cedetti. Dapprima era solo un gioco,sì forse in effetti non era il mio uomo ideale, ma non mi lamentai mai di lui, non avevo nulla da rimproverargli tranne il fatto che non mi ero potuta sposare in chiesa .

* La sua fama attraversò l’oceano
I critici americani mi paragonarono a Rita Hayworth e ricevetti varie proposte dalle major di Hollywood, ma rifiutai. Quello stesso anno sposai Dino, dal quale ebbi quattro figli: Veronica, Raffaella, Federico e Francesca.

* Lavorò con grandi registi come Lattuada, De Sica, Monicelli, Bolognini Lizzani.
Furono i grandi registi a farmi rendere conto di essere una vera attrice, a me piaceva recitare, ma non pensavo assolutamente di essere all’altezza. Anzi quella paura di essere inadeguata mescolato all’orgoglio della perfezionista mi ha sempre bloccata. Forse solo dopo La grande guerra di Monicelli e le commedie con Alberto Sordi non mi sono più sentita fuori posto. Avevo i tempi giusti e mi divertivo molto.



* Nel film Uomini e Lupi di Giuseppe De Santis vi fu un episodio sgradevole?
Durante una pausa della lavorazione, nelle montagne della Majella in Abruzzo, venni assalita da uno dei lupi utilizzati per le scene, sfuggito al proprio domatore. Giuseppe Celano, uno degli attori protagonisti, rischiando coraggiosamente, riuscì a deviare l'aggressione dell'animale, che fu poi abbattuto da un cacciatore che si trovava nella zona.

* Come mai rifiutò la proposta di Federico Fellini per La dolce vita?
- Il protagonista maschile era Marcello Mastroianni e mio marito per gelosia mi spinse a rifiutare la parte affidata in seguito ad Anouk Aimée per la parte di Maddalena. Quella non fu l’unica volta.

*La sua carriera spiccò il volo… i registi facevano a gara per accaparrarsi la sua bellezza raffinata e malinconica…
Nel ’71 recitai in Morte a Venezia di Visconti, nel ’72 Lo scopone scientifico accanto ad Alberto Sordi, Bette Davis e Joseph Cotten che mi valse il terzo David, nel ’73 Ludwig con Romy Schneider, nel ’74 Gruppo di famiglia in un interno con Burt Lancaster ed Helmut Berger.

* Il successo professionale non la distolse da difficoltà nella vita privata? 
- A causa delle mie crisi depressive tendevo ad isolarmi anche da mio marito e dai miei figli. Detestavo il mio aspetto fisico e soffrivo di persistenti disturbi di insonnia. La morte di mio figlio Federico a 26 anni, avvenuta a causa di in un incidente aereo in Alaska, aggravò i miei malesseri.
Un risentimento verso il mondo che aumentò portandomi a tentare il suicidio.
Mentre io soffrivo Dino era già lontano, via dalla pazza folla, via dalla ingrata Italia nei lidi accoglienti di Hollywood.



* Trovò un modo per proteggersi dai sui stati d'animo complessi e contrastanti?
- Mi ripetevo spesso: “Non sono felice, ma nella vita ho avuto più di quanto meritassi.”


*§*


 Divorziò da Dino De Laurentiis e,  intuendo l'avvicinarsi della fine, si riappacificò con lui e lavorò ancora con Marcello Mastroianni nel capolavoro di Nikita Mikhalkov
Oci ciornie nel 1987.



Silvana Mangano è stata per ogni donna italiana e straniera un pilastro e un modello di femminilità, provocazione, serietà e raffinatezza; colei che dotata di “un’amara bellezza” ( così la descriveva Pasolini) si è lasciata travolgere e portar via da un’inspiegabile infelicità.




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sabato 1 luglio 2017

Luglio/ Un tè con...


Buongiorno  a tutti,



come ogni mese ci ritroviamo con le mie interviste impossibili  nella rubrica:



Il personaggio di oggi è l'attrice austriaca Romy Schneider, nome d'arte di Rosemarie Magdalena Albach-Retty (Vienna, 23 settembre 1938 – Parigi, 29 maggio 1982).





 * Signora Schneider vuole parlarci un po' di lei, dove è nata e come è stata la sua infanzia?

- Per iniziare non posso non dirle che sono figlia d’arte. Mia madre, Magda Schneider, e mio padre, Wolf Albach-Retty, sono stati entrambi attori di successo, molto famosi  in Austria. Per via del lavoro dei miei genitori, che li spingeva a stare molto tempo lontano da casa, ho trascorso gran parte della mia infanzia con i nonni materni nella loro casa di campagna.
 Mio padre s’innamorò di un’altra donna ed abbandonò la famiglia quando io ero ancora molto giovane. Questo mi portò a legarmi molto sia a mia madre che a mio fratello. Trascorsi un periodo della mia infanzia in un collegio a Salisburgo e quando tornai mia madre si era risposata con un pasticcere di Colonia.

* Lei iniziò  molto giovane ad apparire  sullo schermo?
-  Si avevo 16 anni e interpretai il ruolo della giovane regina Vittoria , nel film "L'amore di una grande regina".

* Sua madre in quel film interpretava la parte della fedele governante della regina Vittoria.
- Lei ricoprì il ruolo di mia madre in molti film tra cui quelli della trilogia di Sissi interpretando il ruolo della duchessa Ludovica mia madre nel film.




* Ottenne un’immensa notorietà, ma perché secondo lei?
- Sicuramente ho dato a quel personaggio una carica di freschezza, ingenuità ed entusiasmo. Tenga conto che per un caso strano vi era oltre a una forte somiglianza con l’Imperatrice Elisabetta.anche la stessa età della principessa bavarese.




* La svolta avvenne nel 1958 con il film "L'amante pura"?

Il film andò molto bene e venni consacrata a livello internazionale, ma soprattutto durante la lavorazione conobbi Alain Delon. All' inizio non ci trovammo molto simpatici, anzi durante le riprese del film a Vienna bisticciavamo molto. Poi, però, a riprese terminate, quando fu il momento di salutarci presi con lui l’aereo per Parigi. La mia vita cambiò totalmente… tra le altre cose mi trasferii definitivamente a Parigi





1965. Alain Delon e Romy Schneider nel film "L'amante pura" di Pierre Gaspard-Huit (AFP/Getty Images)






* Quanto durò la relazione con Delon?
- Ci lasciammo dopo cinque anni, quando entrò nella vita di Alain un'altra donna :Natalie. Iniziò così la mia discesa nella depressione ma nonostante questo interpretai altri film come:"Delitto in pieno sole", di René Clément ,  "Boccaccio '70", di Luchino Visconti.e Il processo con la regia di Orson Welles.








Fortunatamente in quel periodo ricevette un’offerta da alcuni produttori di Hollywood che la volevano nei loro 

* Fortunatamente in quel periodo ricevette un’offerta da alcuni produttori di Hollywood che la volevano nei loro film…
- Sì esatto! Ma soprattutto incontrai  il regista Harry Meyen. Ricordo che quando ci sposammo io ero già incinta di David di tre mesi. Ero al massimo della felicità, ma il matrimonio durò poco e mio figlio David morì all'età di quattordici anni in modo tragico, tentando di scavalcare un cancello rimase trafitto dalle lance appuntite dell'inferriata.



* Dopo il divorzio da suo marito, nel 1975 si risposò con il suo segretario Daniele Biasini.
- Daniele era più giovane di me di 11 anni, purtroppo persi il bambino che aspettavo in seguito ad un incidente automobilistico, ma, fortunatamente, il buon Dio mi fece la grazia e rimasi incinta quasi subito. Nel 1977 nacque la mia secondogenita, Sarah Magdalena.

* Dopo la nascita della bambina si riprese dalla depressione?
- No, peggiorai. A soli 40 anni ero spaventata dalla vecchiaia, esattamente come era accaduto a Sissi. Mi ero fissata che mio marito mi potesse lasciare a causa della differenza d’età. Per evitare questo lo lasciai io, sempre nel timore che lui potesse anticiparmi.

* I dolori non finirono lì vero?
- Eh no! Mi fu asportato un rene a causa di un tumore, ma quello fu niente rispetto a…

Avrei voluto fare molte altre domande sui suoi  film di successo e soprattutto su "Fantasma d'amore", girato nel 1980 da Dino Risi con Marcello Mastroianni.  Ma Romy non mi ascolta più, il suo sguardo è perso nel vuoto. Quel film inquietante e toccante anticipò di due anni il tragico epilogo della sua vita reale.


I film più importanti di Romy Schneider:
La giovane regina Vittoria di Ernst Marischka (1954)
La principessa Sissi di Ernst Marischka (1955)
Sissi, la giovane imperatrice  di Ernst Marischka (1956)
Sissi - il destino di un'imperatrice  di Ernst Marischka (1957)
Boccaccio '70 - episodio "Il lavoro" di Luchino Visconti (1962)
Il processo di Orson Welles (1962)
Ciao Pussycat di Clive Donner (1965)
La piscina  di Jacques Deray (1969)
L'amante di Claude Sautet (1970)
La califfa di Alberto Bevilacqua (1970)
Il commissario Pellissier  di Claude Sautet (1971)
È simpatico, ma gli romperei il muso  di Claude Sautet (1972)
Ludwig di Luchino Visconti (1972)
Male d'amore di Jean-Claude Brialy (1974)
Il trio infernale di Francis Girod (1974)
Frau Marlene  di Robert Enrico (1975)
L'importante è amare di Andrzej Zulawski (1975)
Gli innocenti dalle mani sporche di Claude Chabrol (1975)
Una donna alla finestra di Pierre Granier-Deferre (1976)
Una storia semplice  di Claude Sautet (1978)
Linea di sangue  di Terence Young (1979)
Chiaro di donna  di Costa Gavras (1979)
La morte in diretta  di Bertrand Tavernier (1980)
La banchiera di Francis Girod (1980)
Fantasma d'amore di Dino Risi (1981)
Guardato a vista  di Claude Miller (1981)
La signora è di passaggio di Jacques Rouffio (1982)







Bella e affascinante ma con un  destino crudele il suo, che le aveva fatto toccare le vette del successo e dell’amore, ma  non le risparmiò le ferite dell’anima e i lutti più atroci.




A noi piace ricordarla così:







***§***


Credits



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domenica 1 gennaio 2017

Gennaio/ Un Tè con...



Buongiorno  e buon 2017 a tutti,

un benvenuto a voi  per il tea party mensile, ma anche una tisana depurativa, dopo i pranzi e le cene di questo periodo sarà certamente gradita.








Oggi abbiamo una ospite a dir poco eccezionale, un'attrice italiana che divenne l'immagine della tragedia di quel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale. Il suo fu un nuovo modo di fare cinema, quel neorealismo dei grandi registi come Rossellini e De Sica capace di dare la possibilità  alla gente di apprendere attraverso una grande scossa emotiva.

Questa attrice è la grande:





* Cara Anna, o meglio, cara Nannarella, ci vuol parlare un po' di lei, dove è nata e come è stata la sua infanzia?
- Sono nata a Roma il 7 marzo 1908 da una ragazza madre che ben presto decise di rifarsi una vita partendo per Alessandria d'Egitto dove sposò un ricco austriaco. Sono stata cresciuta da una nonna e cinque zie, con affetto molto e denaro poco. La nonna mi iscrisse presso un collegio di suore francesi ma rimasi solo pochi mesi. In seguito frequentai l'Accademia di Santa Cecilia e lo studio del pianoforte. Ma la musica non mi soddisfaceva e mi indirizzai verso la recitazione.

* Una decisione che cambiò la sua vita?
- Si, superai nel 1927 l'esame d'ammissione alla Reale Scuola di Recitazione diretta da Silvio d'Amico.

* Qualcuno intuì il suo innato talento?
- Dario Niccodemi mi volle nella sua compagnia teatrale. Iniziai così diverse tournée che mi portarono persino in Sud America. Dal 1934 al 1941 lavorai nei teatri accanto ai Fratelli De Rege e Totò.

* Nel frattempo ci fu anche il matrimonio?
- Sposai il regista Goffredo Alessandrini nel 1935 e mi separai nel 1940.



Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori. [Anna Magnani]


* Quale fu il film che la lanciò nel mondo del cinema?
- Il vero ruolo da protagonista fu lo straripante personaggio di Elide in Campo de' Fiori di Mario Bonnard dove recitavo a fianco di Aldo Fabrizi. Su questa coppia cinematografica Rossellini poserà la scelta al momento della progettazione di Roma città aperta.

* Come furono gli anni della guerra?
- Vivevamo nella paura, io stessa nascondevo a casa mia amici antifascisti compreso Luchino Visconti, ma la paura la tenevamo per noi, sul palcoscenico dispiegavamo un'altra vita.
C'era la miseria, la fame, le bombe, le mitragliate, le spie, gli approfittatori, eravamo oppressi dai feroci occupanti tedeschi. Gli attori dal palcoscenico si opponevano con ammiccamenti, sberleffi, battute improvvisate e fulminanti.

* Ci può raccontare qualche episodio?
- Nelle prime repliche dello spettacolo Che ti sei messo in testa; recitavo con particolare enfasi un verso che terminava con la parola <libertà> e la platea rispondeva con applausi scroscianti. Ed ecco che una sera nel mio camerino si presenta un "bacarozzo" (così chiamavamo i repubblichini per il colore nero delle loro divise) che mi impone di tagliare la parola <libertà> minacciando una bomba nel teatro. I miei colleghi erano spaventati. La sera dopo entrai in scena accompagnata dalle raccomandazioni di Totò : Siamo nelle sue mani., mi disse.  Quando lo spettacolo arrivò al dunque mi piazzai al centro del palcoscenico e incominciai a dire la battuta incriminata: -Del tuo re la volontà e alfin, la cosa più importante.... feci una pausa carica di suspense ... Aria, aria  pura per respirare!
Gridai forte e con violenza all'indirizzo dei repubblichini in prima fila. E gli applausi del pubblico fecero quasi crollare il soffitto.                                                   (dal libro Nannarella di Giancarlo Governi)

* Iniziò poi un sodalizio artistico sentimentale con Roberto Rossellini?
- Roberto mi volle nel film Roma città aperta nel ruolo di Pina, che riprende un fatto realmente accaduto, di  un'indomita popolana già madre di un bambino e poi incinta di un tipografo impegnato nella Resistenza, con il quale avrebbe dovuto sposarsi proprio nel giorno in cui finirà a terra falciata da una mitragliata tedesca mentre insegue il camion che lo sta portando via. Con me recitavano molti attori presi direttamente dalla strada e Aldo Fabrizi nel ruolo del prete che verrà fucilato. Questo capolavoro fu capito tardi in Italia ma ricevette la Palma d'Oro a Cannes nel 1946.






* Lei interpretò molti film, ebbe molti riconoscimenti e anche un Oscar nel 1955.
- Si, con La rosa Tatuata scritto da Tennesseee Williams, ma non andai a ritirarlo.

* Vogliamo citare altri suoi bellissimi film?
- L'onorevole Angelina di Luigi Zampa 1947
  Bellissima di Luchino Visconti 1953
  Risate di gioia Mario Monicelli 1960
  Mamma Roma Pierpaolo Pasolini 1962
  Il Segreto di Santa Vittoria di Stanley Kramer 1969
  Roma  di Federico Fellini 1972

* Grandi uomini hanno riconosciuto il suo talento
-   A Totò e De Sica devo molto, ma molti altri uomini mi hanno colpita nella mia vita privata.
A parte il plateale voltafaccia di Rossellini, anche il padre del mio  unico figlio Luca, l’attore Massimo Serato, mi ha abbandonata quando ero ancora in dolce attesa. Ma Anna Magnani è una che cade in piedi! Ho preteso e ottenuto di dare il mio cognome al bambino.  Come anni prima, nel 1908, alla mia nascita, mia madre aveva fatto lo stesso con me.




Una donna vulcanica dagli occhi penetranti e i capelli neri che si ribellavano a qualsiasi pettine, questo era Anna Magnani, attrice simbolo del dopoguerra e del neorealismo italiano, capace di regalare alla nostra storia una galleria di personaggi femminili forti e struggenti, in lotta contro le ingiustizie, l'amore e le delusioni, senza mezze misure o incertezze, ma armate solamente di dignità e di orgoglio.
( da Vanity Fair)








Grazie "Nannarella" siamo orgogliosi di averti conosciuta, sei stata un'attrice e una donna straordinaria.











giovedì 1 dicembre 2016

Dicembre2016/Un Tè con...



Buongiorno care amiche,

in questo periodo, con queste fredde giornate, si prende  volentieri una tazza di tè e quindi siete tutte invitate al tea party di questo mese con la rubrica:.







Dicembre è il mese che porta con sé l'atmosfera natalizia, le luci e i balli di capodanno quindi ho pensato alla coppia più famosa di ballerini del cinema hollywoodiano  che, con le loro commedie musicali, hanno danzato con grazia divina:




Per galanteria parliamo prima con la signora Rogers:

* Dunque Signora Rogers, ci può parlare un po' di lei, dove è nata e come è stata la sua infanzia?

- Sono nata il 16 luglio 1911 ad Independence Missouri Usa, debuttai sul palcoscenico a sei anni, studiai poi con passione canto e recitazione ma avevo uno spiccato talento per la danza. A sedici anni vinsi il campionato di charleston nel Texas, eravamo 125 concorrenti. Vengo notata e scritturata per una tournèe approdando così a Broadway. Nella mia carriera ho fatto degli errori ed ho avuto fallimenti, ma non mi soffermo su di loro, credo nel vivere ogni giorno come viene.

* Come fu il suo incontro con Fred Astaire?
-  Fu una decisione della casa produttrice  del film "Carioca " a farci incontrare notando una certa sintonia tra noi per il ballo, girammo così dieci film. Fred era un perfezionista ed  i miei piedi sanguinavano a furia di provare e riprovare per soddisfare il suo perfezionismo. Io per carattere sono sempre stata solare e generosa ma anche furba e perspicace e non sempre andavamo d'accordo.










* Veniamo a lei caro Fred, dove è nato e come è stata la sua infanzia?
- Sono nato il 10 maggio 1899 a Omaha Nebraska USA, figlio di un facoltoso immigrato austriaco. Come mia sorella Adele dimostravo una spiccata passione per la danza. Dopo aver frequentato rinomate scuole di ballo, molto presto, sempre con mia sorella. iniziai la mia carriera danzando nei cabaret e nei teatri. Avevo orecchio per la musica fuori dal comune. A Broadway ottenemmo grandi successi ma nel 1931 mia sorella si sposò e decise di  ritirarsi dal mondo dello spettacolo. Sofrii molto per questa sua decisione e per un po' di tempo rimasi inattivo.

* Presto, però, arrivò l'occasione giusta?
- Si nel 1933 quando venni chiamato ad Hollywood per interpretare me stesso nel film Dancing Lady
con Joan Crawford e Clark Gable. Nello stesso anno interpretai il film  Carioca accanto alla fantastica e giovanissima ballerina di nome Ginger Rogers.

* Ci vuole citare altri film in cui siete entrambi protagonisti?
- Certamente:
Cerco il mio amore 1934; Cappello a Cilindro 1935; Roberta 1935; Follie d'Inverno 1936; Seguendo la flotta 1936; Voglio danzar con te 1937; Una Magnifica avventura 1937;Girandola 1938; La vita di Vernon e Irene Castel 1939; I Barkleys di Broadway 1949.

* Lei girò alcuni film con grandi attrici famose?
Con Rita Hayworth girammo nel 1942 il film "Non sei mai stata così bella", con Judy Garland il film "Ti amavo senza saperlo", con Leslie Caron "Papà Gambalunga", e "Cenerentola a Parigi" con Audrey Hepburn nel 1957.
















* Ad un certo punto le vostre strade si dividono, lei signora Rogerrs, recita in alcuni film drammatici come "Palcoscenico" con Katherine Hepburn con il quale vincerà l'Oscar nel 1937. 
- Recitai anche in teatro con "Hello Dolly"; Mame; No No Nanette; e Anithing goes.

* E lei Fred?
- Scelsi la televisione con i programmi di successo "An Evening with Fred Astaire" e il pluripremiato Astaire Time". Purtroppo non vinsi mai un Oscar ma un premio speciale dell'Academy Award e un'inspiegabile nomination come migliore attore non protagonista per il film "L'inferno di Cristallo"
nel 1974.

* Vorrei chiedere ad entrambi un giudizio personale di voi due, cominciamo con la Signora Rogers, come descriverebbe Fred in poche parole?
- E' stata la cosa più fortunata che mi sia mai capitata di lavorare in coppia con Fred. Lui è stato il più grande ballerino mai esistito; pieno di estro e dotato di grande classe, professionalità,  talento, semplicità e generosità .

* E Fred Astaire come giudica Ginger Rogers?
- Una donna decisa, intraprendente  e ambiziosa, brillantemente efficace, la maggior parte del successo è merito suo. Abbiamo formato una coppia perfetta sullo schermo. Solo sullo schermo!!!!!



Ho fatto tutto quello che ha fatto Fred, ma all'indietro e con i tacchi

 (Ginger Rogers)





Il Tea party finisce qui, vi lascio con questo filmato molto spettacolare. 








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martedì 1 novembre 2016

Novembre/Un Tè con...



Buongiorno fanciulle,

questo mese voglio farvi un regalo, l'ospite  per la rubrica:






è un un uomo, e che uomo! Un attore del cinema holliwoodiano fra i più affascinanti, lo abbiamo amato tutte, confessiamolo...ci siamo perse tutte nei suoi occhi:


Paul Newman

















* Caro Paul, posso chiamarla così? Dove è nato e come  ha iniziato la carriera di attore?

- Sono nato a Cleveland nell'Ohio nel 1925  da genitori americani,  di origine ebreo-tedesca mio padre, e ungherese mia madre. Nel 1943 mi arruolai in marina ma a causa del daltonismo vengo assegnato ai collegamenti radio della marina stessa. Finita la guerra torno all'Università frequentando il Kenyon College e nel 1949 mi laureo in Scienze. Dopo aver frequentato per meno di un anno la scuola d'arte drammatica della Yale University, mi iscrissi all'Actor's Studio di New York e debuttai nel 1953 in teatro  a Broadway in Picnic,

* Quante mogli ha avuto?
- Ho avuto due mogli: Jakie Witte che sposai nel 1949  dalla quale ebbi tre figli, dopo il divorzio sposai colei che non ho più lasciato Joanne Woodward conosciuta sul set di La Lunga Estate Calda. Con lei girai molti film ed abbiamo avuto tre figlie.






* Quanti film ha interpretato nella sua carriera?
- Ho interpretato 56 film.

* Vuole citarne alcuni?
- Si :Lassù qualcuno mi ama 1956;
 La lunga estate calda 1958; 
La gatta sul tetto che scotta 1958;  
Lo spaccone 1961;
 Il Sipario strappato 1966; 
Hud il selvaggio 1963; 
Nick mano fredda 1967;
 La stangata 1973;
 Diritto di cronaca 1981; 
Il verdetto 1982;
Il colore dei soldi 1986;
Mr e Mrs Bridge 1990;
Era mio padre 2003.











* E' stato uno sportivo?
Sono stato un cattivo pugile, un deludente giocatore di football americano, di tennis, di badminton, un pessimo sciatore. Non ho mai avuto il dono della grazia nello sport. Poi un giorno mi son detto: "Sta' a vedere che invece sono un decente pilota... e in effetti vinsi molte gare automobilistiche.



*So che lei non ama parlarne, ma lo faccio io ... Lei ha fondato un'azienda alimentare di prodotti biologici il cui ricavato viene devoluto tutto in beneficenza..
- Insieme allo scrittore Aaron Edward Hotchner, nel 1982 ho fondato la "Newman's Own",con  scopi umanitari ed educativi.Ma soprattutto, e ci tengo a dirlo con il PEN American Center, la Newman's Own ha finanziato  sino al 2006 un premio annuale di 20.000 dollari riservato al cittadino statunitense che abbia più coraggiosamente difeso il "primo emendamento" della costituzione statunitense, relativo alla libertà di espressione, di culto e di stampa.

Se lo lasci dire caro Paul, lei oltre ad essere un bellissimo uomo è soprattutto una

 BRAVA PERSONA









Il Tea Party di Novembre è giunto al termine, grazie per la vostra partecipazione e.....


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