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lunedì 25 marzo 2019

Villa Medicea La Petraia

Domenica scorsa abbiamo visitato Villa La Petraia, ritenuta una fra le più belle e celebrate ville medicee della Toscana. Poco distante dal centro di Firenze, nella zona collinare di Castello,  in una posizione privilegiata e panoramica da cui si domina tutta la città fiorentina..



Si pensa che al progetto abbia lavorato Bernando Buontalenti il celebre architetto con la sua lunga ed operosa attività presso la corte granducale fiorentina, fu uno degli artisti più importanti ed influenti della seconda metà del Cinquecento.


La Villa fu acquistata nel XVI secolo da Cosimo I de Medici che poi la donò successivamente al figlio Cardinale Ferdinando; fu proprio Ferdinando smessi i panni di Cardinale e diventato Granduca nel 1587, a continuare i lavori di ampliamento e abbellimento della villa iniziati dal padre e trasformando l’esistente edificio in una vera residenza degna di un Principe!

Durante questi lavori che durarono un decennio, si lavorò molto al terreno di natura “pietrosa” ( da qui il nome della Villa Petraia, cioè piena di pietre) trasformandolo in   un giardino con romantici e scenografici terrazzamenti culminati sulla sommità dall’edificio principale della Villa, che per stile e aspetto riprendevano un po’ la Villa Medici al Pincio (Roma) dove Ferdinando aveva trascorso la sua vita da Cardinale.



















In epoca sabauda, la villa divenne anche residenza del Re Vittorio Emanuele II e di sua moglie morganatica Rosa Vercellana .










Magnifico il giardino con i vari terrazzamenti da cui si può godere un bellissimo panorama su Firenze.









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lunedì 17 ottobre 2016

Con il FAI fra pievi e abbazie



Buongiorno,

il Fondo Ambiente Italiano (FAI) opera grazie al sostegno di cittadini, aziende e istituzioni con lo scopo di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio d'arte, natura e paesaggio italiano.

Ieri ho partecipato alla giornata FAI d'Autunno e ho avuto la possibilità di visitare luoghi interessanti, che solitamente sono chiusi al pubblico.







La prima tappa è stata la visita all'Abbazia di San Giusto al Pinone, edificio religioso del 
XII secolo.







L'abbazia oggi monumento nazionale, sembra che fosse sede di una piccola comunità monastica.




Nel medioevo l'abbazia sorgeva lungo un'importante via di comunicazione tra nord e sud Italia che ogni giorno era percorsa da numerosi pellegrini , l'abbazia era quindi  un eremo sicuro per chi attraversava i boschi allora selvaggi del Montalbano,

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La seconda tappa è stata l'Abbazia di San Martino in campo





Piccolo gioiello e antico
 "ospedale" datato 1057.
Tra il XII secolo e il 1464 fu abitato da Benedettini e in seguito abbandonato.

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La maratona è proseguita verso la Pieve di San Leonardo ad Artimino








Questa Pieve è un raro esempio di edificio toscano preromanico, sorge sopra una necropoli etrusca.
La facciata è di ispirazione lombarda.



Vi si accede da una scalinata che conduce a una loggia cinquecentesca, contiene opere d'arte di artisti del 1500






E' stata un'interessante e bellissima giornata.






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giovedì 29 ottobre 2015

Salviamo il Castello di Sammezzano


Buongiorno,



Halloween è alle porte e allora voglio parlarvi di un castello, sì proprio un castello... chiuso da oltre vent'anni e inaccessibile.  Appartiene ad una società italo/inglese. Si trova in provincia di Firenze nel comune di Reggello.

Non si capisce perché bellezze e patrimoni di questo genere debbano rimanere chiuse al pubblico.










L'edificio principale è una costruzione in stile moresco ed è stata edificata nel 1605. Appartenne  a famiglie molto importanti: in particolare gli Altoviti poi, per volere del Duca Cosimo, a Giovanni Jacopo de’ Medici che a sua volta la vendette a Sebastiano Ximenes. d'Aragona.
 La tenuta di cui fa parte Sammezzano è costituita da un parco di 65 ettari.



Tali beni restarono alla famiglia Ximenes d’Aragona fino all’ ultimo erede, Ferdinando, che morì nel 1816.

In oltre quaranta anni della propria vita il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona ha pensato, progettato, finanziato e realizzato (in senso fisico dal momento che tutti i mattoni, gli stucchi, le piastrelle venivano realizzate “in loco”) il Castello di Sammezzano; un’ opera poco compresa e spesso giudicata con la sufficienza che nasce dall’ignoranza.















Questo castello è un esempio di grandezza di un intellettuale che aveva il desiderio di lasciare l'impronta di se stesso al mondo, in omaggio all'Oriente.













Chi ha visitato l'Alhambra a Granada può trovare qui molte sale simili. Solo che l'Alhambra è visitata da milioni di visitatori  ogni anno e noi non sappiamo valorizzare  e nemmeno rendere pubblico questo Patrimonio.

Forse ha ragione il Marchese Ferdinando quando scrive a bassorilievo nella stanza delle stalattiti:

" Mi vergogno a dirlo, ma è vero, l’Italia è in mano a ladri, “meretrici” e sensali, ma non di questo mi dolgo, ma del fatto che ce lo siamo meritato"



http://www.change.org/p/savesammezzano-salviamo-il-castello-toscano



con questo post partecipo a:




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