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mercoledì 28 gennaio 2026

Lo scettro e la clessidra/gennaio 2026


Buongiorno, 
la luce invernale ha il potere di rallentarmi, riflettere e immaginare cosa ci aspetta in questo nuovo anno.. 
Riprendo la rubrica che nel tempo avete molto seguito e cioè:



La regina a cui farò una delle mie " Interviste Impossibili" sarà:





L'ultima Regina dell'Antico Egitto

Cleopatra
(Alessandria d'Egitto 69 a.C. - 30 a.C.)

Prima di incontrarla, vado a rileggere qualche libro di storia.

 
All'epoca i Faraoni sposavano tanto le sorelle quanto le figlie, usanza riservata però solo ai faraoni, in quanto le donne reali erano l'immagine divina di Iside. In questo senso la donna della famiglia faraonica era sacerdotessa di Iside, pertanto legittimatrice del trono. Un uomo di origini estranee poteva diventare faraone sposando una donna di stirpe reale.
Un retaggio matriarcale in cui il re per diventare tale sposava la Gran Sacerdotessa, Infatti sovente la figlia del Faraone diventava la Grande Sposa Reale del padre, un incesto legittimato dalla divinità Isiaca che la figlia rappresentava. Il Faraone infatti, al contrario dei suoi sudditi, poteva avere più spose e un'infinità di concubine


- Maestà, le sue origini?
- Sono  la figlia di Tolomeo XII Aulete, discendente della dinastia Tolemaica instaurata sul trono Egizio da Alessandro Magno. Mia madre era una concubina di mio padre ,assassinata un anno dopo la  mia nascita. Tolomeo XII ebbe solamente una figlia legittima, Berenice IV. Tra il 68 e il 59 a.c. erano nati poi la sorellastra Arsinoe IV ed i fratelli Tolomeo XIII e Tolomeo XIV.

- BereniceIV morì anch'essa assassinata?
- Mia sorella maggiore morì  giustiziata da mio padre per aver tentato di spodestarlo, così poco prima di morire mio padre  mi nominò co-reggente di mio  fratello Tolomeo XIII. Nella primavera del 51 a.c. sposai mio fratello secondo le leggi egizie.

- Ma tra di voi non correva buon sangue?
- Infatti tentò di depormi esiliandomi da Alessandria. Io non fui facile alla sconfitta, per cui radunai a mia volta un esercito dando inizio alla guerra civile, dato che anche il popolo si schierava dalle due parti.

- Ecco che nel 48 a.C. entra audacemente nel conflitto Giulio Cesare...
- Roma dipendeva dal grano dell'Egitto e la popolazione romana se aveva fame scendeva in piazza rovesciando tutto e tutti., pertanto Cesare tentò di riappacificare la guerra tra me  e mio fratello volendo parlare con entrambi.

- Tornare ad Alessandria poteva essere un rischio?
- Certamente, temetti un agguato da parte di mio fratello così ricorsi ad uno stratagemma. Mi  feci avvolgere da un mio fedele amico, Apollodoro Siciliano, in un grande tappeto legato con una cinghia. Apollodoro si presentò a Palazzo con l'involto sulle spalle per consegnare in dono un prezioso tappeto a Cesare. Senza sospetti giunse negli appartamenti del console, dove il tappeto fu srotolato rivelando la mia figura. Parlandogli in latino, chiesi protezione dal fratello. Cesare ne fu conquistato e diventammo amanti.

Sicuramente apprezzò, oltre alle arti seduttive, la sua intelligenza, la sua cultura e l 'atteggiamento filo romano. Ma ben presto il popolo si ribellò?
- Cesare venne accusato di impadronirsi dei tesori di palazzo e mio fratello organizzò un esercito che si scontrò  contro di noi, ma l'arrivo di rinforzi da Pergamo ci  offrì la vittoria. Tolomeo fu costretto a lasciare la città e, poco dopo, nel 47 a.c. Tolomeo morì annegato, mentre attraversava il Nilo.

-


- Lei  fu nominata così Regina d’Egitto.
- Prima fui unita in matrimonio con mio fratello minore Tolomeo XIV io avevo 23 anni e mio fratello 13. 

- Come regina d'Egitto, con il figlio avuto da Cesare, detto Cesarione,  vi recaste a Roma?
- Speravo di diventare la moglie ufficiale di Cesare e imperatrice romana dato che gli avevo dato l'unico figlio maschio destinato a succedergli al trono,  così partii con il bambino per Roma con un grande corteo regale mai visto. 
 
- Ma il popolo romano non la accolse con molto entusiasmo?
- Qualcuno forse aveva saputo del mio progetto. Le contestazioni nate in Senato scaturiscono nell'assassinio di Giulio Cesare. Marco Antonio, alleato di Cesare, proclamò mio figlio Tolomeo XV Cesarione erede di Giulio Cesare davanti al Senato, ma Ottaviano si oppose affermando di essere lui il legittimo successore al trono.

- Lei cosa fece?
- In quel clima burrascoso decisi di tornare in Egitto

- Cosa trovò in Egitto?
Un popolo affamato e un’economia disastrata. La gente egiziana era ridotta alla schiavitù per opera dei Greci. Mi convinsi che una rivolta contro di loro sarebbe stata un massacro per cui cercai di alleggerire le tasse e migliorare il livello di vita del mio popolo.
Rilanciai il commercio riaprendo e mettendo in sicurezza l’antica via dal Nilo al Mar Rosso. Feci costruire lungo il percorso una fitta rete di torri di guardia, visibili tra loro, in modo da consentire la comunicazione in caso di agguati.

- Le cose andarono per il verso giusto anche per i rapporti con Roma?
- Marco Antonio divenne padrone dell'Impero Romano d'Oriente, mentre Ottaviano governava l’Occidente.

- Iniziarono dissidi fra Marco Antonio e Ottaviano?
- Tra i due c'era molta rivalità. Per sconfiggere il suo nemico, Marco Antonio aveva bisogno di me e dell’appoggio pieno del popolo egiziano. Mi convocò a Tarso, sulla costa turca. Mi presentai su un'imbarcazione dalle vele color porpora, la poppa d'oro e i remi d'argento. Vestita come una Venere e accompagnata dal suono di flauti e liuti.

- Nacque un grande amore e nacquero anche due gemelli?
- Beh, mi innamorai pazzamente di Antonio. La nostra relazione apparve fin da subito ai nostri sudditi un sacro connubio. Il Nuovo Dioniso si congiungeva con la regina-dea dei Faraoni, ma presto Antonio partì per la guerra. Seppi in seguito del suo matrimonio con Ottavia, sorella di Ottaviano.

- Ma Antonio tornò da lei?
- Dopo tre anni, dopo aver ripudiato Ottavia lui tornò da me.

- E lei come lo accolse?
- A me interessava il mio popolo e la mia famiglia, per cui alla sua richiesta di impossessarsi delle ricchezze d’Egitto, ottenni  le terre dell'Arabia, le miniere di rame di Cipro, il Sinai, l'Armenia ed i campi di grano di tutto il nord Africa appartenenti a Roma. Naturalmente Roma fu furiosa per tutte quelle terre conquistate con il sangue dei Romani e cedute all’Egitto

- Ottaviano approfittò di questo malcontento…
- Sferrò un attacco a Marco Antonio nella battaglia di Azio. Mandai delle navi in aiuto di Antonio, era mio interesse salvaguardare l’accordo. Ma l’esercito di Ottaviano ebbe la meglio e fui costretta a richiamare le mie truppe.

- La situazione stava peggiorando…
- Mi ritirai ad Alessandria insieme ad Antonio, ma Ottaviano ormai era alle porte. Antonio non resse e si uccise con la spada tra le mie braccia. Distrutta, diedi inizio ai preparativi per la partenza, ma fui sorpresa dagli Abatei che mi impedirono la fuga. 
Ora sono prigioniera di Ottaviano ma non voglio essere umiliata e portata in catene a Roma.



l 12 agosto del 30 a.C., però, un contadino riuscì a farle avere un cesto di fichi che nascondeva un serpente velenoso. Cleopatra, accortasi della presenza dell’aspide, si fece mordere e morì prima dell'arrivo di Ottaviano evitando così l'umiliazione di essere sconfitta. Suo figlio Cesarione venne ucciso da Ottaviano, mentre gli altri due figli gemelli sparirono senza lasciare traccia. Da quel momento, l'Egitto divenne una semplice provincia dell'Impero Romano.





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domenica 8 dicembre 2024

Lo scettro e la clessidra/dicembre2024


Oggi, per la rubrica:




abbiamo una sovrana diventata regina consorte a quattordici anni.



Maria Amalia di Sassonia   (1724 - 1760)
Regina di Napoli e Sicilia (poi di Spagna)






Siamo a Palazzo Reale di Napoli, nell'appartamento privato della regina Maria Amalia di Sassonia. Biondo rame i suoi capellli, pelle chiarissima, occhi azzurri.

- Maestà, noto con piacere il vostro accento napoletano nonostante abbiate origini tedesche.
- Amo Napoli e mi sono immersa completamente in questa città, conosco diverse lingue ma parlo più volentieri il napoletano.

- Le vostre origini?
- Sono nata a  Dresda, il 24 novembre 1724. Furono i miei  genitori Augusto III di Polonia, elettore di Sassonia, e Maria Giuseppa d’Asburgo ad educarmi  al amore per le arti. Le corti di Dresda e di Varsavia, dove vissi dal 1733 quando mio padre salì sul trono polacco, costituirono lo scenario della mia fanciullezza, prima di essere scelta come moglie di Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese.

- Artefice fu Elisabetta Farnese, madre dell’infante di Spagna? 
- Nel quadro degli equilibri tra le corti europee, scelse me come futura regina. Divenne necessaria però la dispensa papale per sanare un impedimento causato da un rapporto di parentela. La cerimonia nuziale avvenne per  procura l’8 maggio 1738, io avevo quattordici anni.

- Nonostante  tutto, fu amore a prima vista?
- In poco tempo diventammo inseparabili, fino all'anno successivo quando il vaiolo si mise tra noi. Io fui costretta  a barricarmi a Palazzo  Reale mentre Carlo si ritirò nella reggia di Portici.

Foste intenzionati a trasformare Napoli in una grande capitale europea?
-  Volli a tutti i costi la costruzione della reggia di  Capodimonte,  pensata inizialmente come casino di caccia perchè immersa in un bosco lussureggiante. In seguito fondai qui una fabbrica con marchio reale in grado di produrre porcellane belle e forse di più di quelle della mia terra natìa. Seguii con entusiasmo le prime scoperte di Ercolano.




- Voi avete avuto un ruolo decisivo per la costruzione della reggia di Caserta.
- E' stata posta la prima pietra, sono sicura che diverrà meravigliosa. L'architetto Vanvitelli cerca di esaudire ogni mio desiderio. Gli dissi:" Vedi Vanvitelli, in questo loco mi  hai da fare una bella fontana" 


Reggia di Caserta  (foto personale)

- Vi faceste adottare da Napoli e dalla sua cultura?
-  Mi considero napoletana. Sono un'incallita fumatrice di sigari, gioco appassionatamente al lotto, cavalco all’amazzone.Ho avuto tredici figli., purtroppo molti morirono in tenera età.






 Il 7 ottobre 1759 Maria Amalia partì per la Spagna dove Carlo era diventato re, lasciando a governare il giovane figlio Fedinando IV di otto anni. Non amò mai quella terra. si lamentava del clima, del cibo, della lingua spagnola che non volle mai apprendere; detestava inoltre gli intrighi e le conversazioni delle dame di corte, a suo avviso «le creature più ignoranti del mondo». Morì a Madrid, non ancora trentaseienne, nel Palazzo del Buen Retiro. Era il 27 settembre 1760. Fu sepolta nella Cripta Reale nel Monastero dell'Escorial. Carlo non si risposò più.







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sabato 12 ottobre 2024

Lo scettro e la clessidra/ottobre 2024


Buongiorno, 
stravolgendo le regole che mi sono data, arrivo, con molto ritardo, a riprendere la rubrica:





Soraya Esfandiary-Bakhtiary

(1932 - 2001)


Regina consorte dell'Iran -  1951 -1958




                                                     Hotel Plaza Athénée- Parigi

Siamo a Parigi, al  bar dell'Hotel Athénée nella stessa via dove si trova l'appartamento di Sua Altezza Imperiale la Principessa dell'Iran.

- Madame, la chiamavano la principessa triste? 
- Ero entrata nel palazzo reale di Teheran con la consapevolezza di aver coronato un sogno. Ero davvero dentro una favola, giovane ed innamorata, illusa che l’amore fosse sopra ogni cosa. Ma non fu così…

- Quali sono le sue origini? 
- Sono nata a Esfahan, una città dell'Iran centrale  il  22 giugno 1932, mio padre, Khalil Esfandiari Bakhtiyari,fu ambasciatore d'Iran in Germania  mentre mia madre, Eva Klein, era una tedesca di origini russe. Ho vissuto in Germania e studiato nei collegi Svizzeri

- Si sentiva metà europea e metà iraniana, metà cattolica e metà musulmana?
- Ben presto notai le differenze sia per la mentalità che per il comportamento. Lo stile di vita di una donna in Europa era completamente diverso.

- Immagino la sua emozione quando fu invitata a corte..
- Fui invitata grazie a  Shams, la sorella del sovrano Reza Pahavi la quale gli aveva mostrato una mia fotografia. Eravamo amiche e l'avevo conosciuta a Parigi. Forse il metodo può apparire arido, ma io mi innamorai di lui appena lo vidi. Ricordo ancora quel momento, mi tremavano le gambe e non dissi una parola. Credevo di aver fatto un buco nell'acqua, ma il giorno dopo, con mia sorpresa, venne annunciato il nostro fidanzamento.






- Era molto giovane quando sposò lo Scià di Persia?
- Ci sposammo a Teheran il 12 febbraio 1951,lui aveva trentadue anni ed io quasi diciannove, la vita mi aveva fatto un grande regalo e non mi sembrava vero. Indossavo un abito di Dior tempestato di seimila brillanti veri, pesava oltre 15 chili. Forse per il peso del vestito o forse per l’intenso profumo dei quintali di fiori fatti arrivare appositamente dall'Olanda svenni per ben tre volte…. Ero felice, ma purtroppo i sogni possono durare al massimo una notte.



- Per suo marito era il secondo matrimonio?
- Prima di me c'era stata Fawzia, sorella di Faruk, re d'Egitto, ripudiata perché aveva partorito un’inutile figlia femmina.

- E' stato un matrimonio  d'amore e di passione?
- Vivevamo al settimo cielo, tanto entusiasmo  avrebbe dovuto dare buoni frutti, ovvero: una gravidanza invece non succedeva nulla. Nemmeno dopo sei mesi., un anno, tre anni. A corte iniziò il malumore, i parenti di . Mohammad Reza Pahlavi cominciarono  a sospettare  che la giovane sposa fosse sterile.

- Ci fu un altro tentativo per salvare il matrimonio, vero?
- Sì ventilò l’ipotesi di designare erede al trono il fratello minore dello Scià, Alì, ma questi purtroppo morì in un incidente aereo.

- Dopo sette anni la ragion di Stato costrinse il sovrano a dare il triste annuncio...
-La ragione di stato, come lei la chiama, pretendeva dalla consorte del re di essere una fattrice di lusso, la produttrice di un erede maschio. Visibilmente affranto e commosso mio marito annunciò la separazione. Io mi trasferii in Europa.

- La sua storia commosse tutto il mondo, era anche amata dal suo popolo?
- Lo ero,  ma purtroppo sono stata anch'io ripudiata e cercai di rifarmi una vita, diventai attrice, un vecchio sogno da ragazzina. In Italia recitai  con Alberto Sordi in " I tre volti",  Nacque una bella amicizia con il  regista Franco Indovina. Ma lui morì nel 1974   in un incidente aereo.

- Suo marito si risposò poco dopo…
- Sposò Farah Diba. Poco dopo nacque il suo sperato erede maschio Ciro, in seguito altri tre figli! Purtroppo non servì a nulla l'erede, in quanto, a seguito alla rivoluzione khomeinista, Reza perse il potere, cessò la monarchia che durava da 2500 anni  e tutta la famiglia fu costretta ad espatriare.

- Ora, posso chiederle come sta ? 
- Sono una girovaga per l'Europa,  partecipo ad eventi mondani, ma nonostante questo esilio dorato la depressione rimane la mia unica e fedele compagna.




Era il 25 ottobre 2001, aveva 69 anni. e venne trovata morta  dalla sua donna di servizio. Ad ucciderla sarebbe stato un cocktail di farmaci e di alcool. La stesso mix che qualche mese prima aveva spezzato a Londra la vita di Leila Pahlavi, trentunenne figlia dello scià e di Farah Diba.




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sabato 1 giugno 2024

Lo scettro e la clessidra/giugno 2024


Buongiorno a tutte e a tutti,
oggi riprendo la rubrica "lo scettro e la clessidra" con la Regina Egizia Nefertari che oltre tremila anni fa aveva capito che le guerre possono cessare con il dialogo e la diplomazia.









NEFERTARI
(1295 avanti Cristo,Abu Simbel /1255 avanti Cristo, Abu Simbel )

Regina dell’Alto e del Basso Egitto. Grande Sposa Reale di Ramses II, sovrano egizio della XIX dinastia, fu una delle regine più influenti dell'antico Egitto




La regina mi accoglie in una delle sue stanze, sta giocando al senet, un'antica dama. Ha la corona avvoltoio e reca lo scettro sekhem, simbolo di potere.




Si alza. Davanti a me una donna alta, sottile, con lunghi capelli neri. Il suo aspetto è simile alla maggior parte delle principesse reali egizie.,un misto di bellezza e determinazione interiore..

- Il vostro nome significa la più bella, la perfetta…”
- Fui anche chiamata “Sovrana del doppio Paese” e “Signora di tutte le terre” perché il popolo mi riconosceva un ruolo essenziale nel governo e soprattutto nella prosperità dell’Alto e del Basso Egitto. 

- I testi Vi descrivono come Sovrana di grazie e di dolcezza!”
- Riesco a dare gioia al mio popolo. Le mie parole e la mia voce donano benessere e serenità, faccio nascere la felicità sui visi.”

- Foste una delle otto spose di Ramses …”
“ Fui senza dubbio la più importante e  la più influente nella politica egiziana.Sono stata scelta non per il mio sangue ma per il mio spirito e per regnare accanto al più grande Faraone, insieme abbiamo visto l'Egitto raggiungere il culmine della sua potenza e prosperità. Donai a Ramses sei splendide creature, due femmine e quattro maschi. Le due femmine Meritamon e Nebettani, divennero entrambe sacerdotesse.

- Può ricordare un evento in cui è stata protagonista per la conciliazione tra i popoli?
“Ho sempre operato in nome della pace. Ci fu una grande battaglia con i nostri eterni nemici: gli Ittiti che minacciavano i nostri confini in Asia Minore. Invece di proseguire in un conflitto interminabile ho lavorato per costruire ponti di pace.Ricordo con piacere la mia corrispondenza con la regina Pudukhepa, moglie del sovrano ittita Hattusilis. Le nostre parole scritte su tavolette d'argilla hanno cambiato il corso della storia sostituendo la guerra  con la diplomazia.





Nefertari fu la più importante delle spose di Ramses II e per più di venti anni fu una delle figure preminenti della politica egizia. Dopo il 20º anno di regno del sovrano (circa 1260 a.C.) la sua influenza diminuì a tal punto che alcune sue immagini che la raffiguravano insieme al sovrano furono cancellate. 

Nefertari morì nel 25º anno di regno di Ramses II, all'età di circa 40 anni, probabilmente ad Abu Simbel e fu seppellita nell'imponente tempio della  Valle delle Regine.
Nella sua tomba, scoperta nel 1904 dall'italiano  Schiapparelli non si trovò molto: la mummia ed il corredo funerario erano stati trafugati. Ciò nonostante le splendide pitture sulle pareti, recentemente restaurate, fanno di questo luogo uno dei gioielli dell'antico Egitto.

Il detto:" Dietro, o meglio davanti,  a un grande uomo c'è sempre una grande donna"  ha origini molto antiche


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giovedì 11 gennaio 2024

Lo scettro e la clessidra/ gennaio 2024


Buongiorno a tutte e a tutti.





Questo mese ritroviamo l'ultima sovrana Normanna in Italia::



Per comprendere l’origine del regno, istituito nel 1130, è necessario rifarsi alla  presenza normanna nell’Italia meridionale. Nel X secolo alcuni gruppi di normanni si trovarono a transitare in Italia, in veste non di guerrieri ma piuttosto di pellegrini di ritorno dalla Terrasanta. Solo agli inizi dell’XI secolo essi iniziarono a mettere la propria abilità militare al servizio dei vari signori locali, insinuandosi via via nei conflitti che vedevano longobardi e bizantini contendersi il Mezzogiorno.

Nel volgere di una generazione, l'apporto  militare dalla Normandia diventò determinante al punto da essere ricompensato con significative concessioni territoriali. Proprio come ricompensa per il sostegno al duca bizantino di Napoli contro il principe longobardo di Capua, nel 1029 venne istituita la prima contea normanna in Italia, ad Aversa. Nei decenni successivi i normanni si espansero in maniera inarrestabile, conquistando terre longobarde e bizantine senza che né l’imperatore germanico né il papa potessero contenere la loro ascesa
A distinguersi in tale frangente furono in primo luogo gli Altavilla (dalla località di Hauteville, in Normandia): nella seconda metà dell’XI secolo,  dalle loro fila emersero personalità di assoluto rilievo, quali Roberto detto il Guiscardo,, e suo fratello minore Ruggero . Furono loro due che, forti della posizione raggiunta nel Mezzogiorno nel 1061 avviarono la conquista della Sicilia musulmana, uno dei territori più floridi e ricchi del Mediterraneo. 
Ruggero II detto 'il normanno' (1095 - 1154) fu il primo sovrano del Regno di Sicilia che arrivò ad estendersi per circa un terzo della superficie della Penisola italiana.






Palermo - Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina fatti costruire da Ruggero II - 1130

- Regina Costanza, Voi non foste destinata a diventare regina ma la morte di tutti i Vostri fratellastri Vi portò a diventarlo?
- Sono nata nel 1154, mio padre Ruggero II morì qualche mese prima della mia nascita. Mia madre, Beatrice di Rethel,  era la sua terza moglie. 

- Avevate interesse per la vita monastica?
- L'hanno pensato in molti perchè a trent'anni non erano state previste nei miei confronti possibilità matrimoniali né possibile successione al trono.

- La Vostra vita inaspettatamente cambiò nel 1184?
- Cambiò quando per porre fine ai contrasti da anni esistenti tra Impero, rappresentato da Federico Barbarossa e Regno di Sicilia rappresentato da Guglielmo, si arrivò a un trattato di pace, e fu richiesta in garanzia la mia  mano. 

- Fu deciso così il Vostro fidanzamento?
- Esattamente, mi fidanzai con il giovane Enrico figlio del Barbarossa di 20 anni, io ne avevo trentuno.
Due anni dopo, il 27 gennaio 1186, a Milano fu celebrato il matrimonio.

- Voi, principessa normanna, dalla calda Palermo Vi trasferiste nelle barbare langhe tedesche?
- E mi trovai proiettata verso una vita diversa da quella vissuta fino ad allora. Nessuna possibilità di successione al trono di Sicilia era ipotizzabile. 

- Finchè invece nel 1189 si verificò l'impensabile e l'incredibile....
- Quell'anno Guglielmo morì, aveva 36 anni e non aveva eredi. Il Regno era in pericolo per la mancanza di un erede, ma ci si era dimenticati di Costanza, l'ultima figlia di Re Ruggero.

- Si aprirono le porte per l'imprevista strada al trono di Sicilia?
- Enrico VI, mio marito,  era diventato imperatore dopo la morte del padre,  il Barbarossa. Io fui l'unica erede legittima vivente di Ruggero II.

- Ma in Sicilia i tedeschi non erano molto amati?
- L'Aristocrazia e il clero siciliano, appoggiati anche dal Papato, si opposero per la presenza di mio marito tedesco, si ribellarono alla sola idea ed elessero Re Tancredi, cugino di Guglielmo II, nipote di Ruggero II, unico discendente maschio, per quanto illegittimo, di stirpe normanna.

- Con Vostro marito Vi opponeste a questa elezione?
- Ovviamente, rivendicammo il diritto ereditario e nel 1191 partimmo per la conquista della Sicilia attraversando l'Italia.

- Il vostro esercito fu fermato a Napoli?
-  L'esercito tedesco, ingrossato da altre truppe di Stati italiani ghibellini, fu fermato davanti alle mura di Napoli, che erano imprendibili e ben difese. Per giunta, a causa di una pestilenza, fu decimato e si fermò nei pressi di Salerno e da lì rientrammo tutti in Germania.
Preso da questioni tedesche, mio marito l'imperatore abbandonò momentaneamente il problema siciliano, fino a quando nel 1194 il re Tancredi morì e gli successe un bambino di nove anni, Guglielmo III, con la reggenza della madre, Sibilla di Medania.

- In quell'anno molti non credettero alla Vostra gravidanza?
- Avevo quarant'anni ed ero incinta,  erano trascorsi ben nove anni di matrimonio, , una età all'epoca molto avanzata.  Nacquero voci, dicerie e dubbi sia sulla reale madre che sul padre. 
Ciò nonostante, mi misi  in viaggio per raggiungere la Sicilia. Lungo il cammino però dovetti fermarmi per evitare problemi.
Enrico, che era un violento e sanguinario, con il grosso dell'esercito proseguì l'avanzata, massacrando e uccidendo tutti quelli che si opponevano, conquistò finalmente Napoli e ne abbattè le mura, si imbarcò e arrivò a Palermo  il 20 novembre e il 25 di dicembre fu incoronato re di Sicilia nella cattedrale di Palermo.

- Voi, pur ancora lontana diventaste Regina di Sicilia.
- Io, in quei giorni avevo altro da pensare stavo partorendo. Al fine di fugare ogni dubbio sulla nascita di mio figlio,  feci allestire un tendone nella piazza di Jesi, dove mi trovavo, e partorii pubblicamente. Il maschietto fu chiamato Federico Ruggero.




- Qualche anno dopo Enrico morì?
- Ora mi trovo con un figlio di quattro anni e una corte disunita ed infida. Ho assunto il ruolo di tutrice del piccolo Federico e reggente del regno.




Nel 1198 Costanza morì a soli quarantaquattro anni, ma per garantire il trono di suo figlio scese a patti con la Chiesa,  mise il figlio sotto la tutela di Papa Innocenzo III  e rinunciò al titolo di imperatrice del Sacro Romano Impero. Fu sepolta nella Cattedrale di Palermo.
Costanza aveva un unico obiettivo: ricostruire la Sicilia come regno normanno, assicurarne l'indipendenza conservandone l'eredità al figlio.
Il piccolo Federico diventò da grande uno dei più importanti personaggi dell' epoca. Quello che non era riuscito al padre, l'unione delle corone di Sicilia e di imperatore, riuscì a lui, Federico II di Svevia.






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sabato 4 novembre 2023

Lo scettro e la clessidra/Novembre 2023

Oggi per la rubrica mensile: 






abbiamo una regina ribelle:







CRISTINA DI SVEZIA

Regina di Svezia dal 1632 al 1654
(Stoccolma, 18 dicembre 1626 – Roma, 19 aprile 1689


Il destino offrì alla storia questa figura contraddittoria, libertina e religiosa, protestante e cattolica, e allo stesso tempo ferma nelle proprie convinzioni. Appassionata d'arte e di filosofia aveva una personalità complessa e anticonformista, dotata di grande intelligenza e di straordinario temperamento era amante del sapere, dei libri, della pittura, protettrice e mecenate di artisti e scienziati e giustamente considerata una delle donne più colte del suo tempo . Infranse ogni convenzione per affermare il suo diritto a decidere e a seguire le proprie inclinazioni a prescindere dal ruolo, dal rango e dall'essere una donna.

- Iniziamo dalla morte di Vostro padre Gustavo II Adolfo re di Svezia avvenuta durante la Guerra dei Trent'anni?
- Avevo sei anni e mi ritrovai unica erede. Venni affidata al cancelliere di corte,  perché mia madre, affetta da melanconia, occupava le sue giornate con lunghe passeggiate nel verde ed amabili conversazioni. A diciotto anni venni incoronata regina,  dopo un’educazione adeguata al mio rango principesco.

- Eravate  amata dal popolo perché foste Voi ad ottenere la fine della guerra dei Trent’anni che insanguinò con oltre otto milioni di morti mezza Europa? 
-  Firmai tre trattati di pace e nel 1648 la guerra finì con la pace di Westfalia.

- Verso i vent'anni entraste in rotta di collisione con il Cancelliere e la Reggenza. Per quale motivo?
- Semplice, loro volevano a tutti i costi che prendessi marito, possibilmente nel giro dei miei nobili cugini, in modo da assicurare alla Svezia un vero re. Dal mio canto, pur essendo pronta ad innamorarmi, provavo una forte avversione al matrimonio. Non mi rassegnavo all'idea di passare in seconda linea rispetto a chi, sposandomi, sarebbe diventato re del mio regno.

- Non temevate le dicerie sulla vostra sessualità?
Ero nata per stupire, "Questa bambina varrà quanto un uomo" disse mio padre. Ed in effetti sin da adolescente il mio stile di vita contrastava con gli aspetti maggiormente femminili delle convenzioni del tempo dimostrando sin da allora un temperamento vivace e anticonformista.

- Nella sua biografia si parla di una sua sfrenata passione per la cultura…
- Adoravo circondarmi di filosofi e letterati. Tra gli altri chiamai da Parigi il filosofo René Descartes (Cartesio). Purtroppo lo obbligavo a conferire con me ogni mattina alle cinque in punto, lui non resse il rigido inverno scandinavo e morì l’11 febbraio del 1650 per una polmonite.

- In seguito  le cose nel Regno non andarono bene …
- Regnavo un paese povero e le continue guerre purtroppo imponevano tasse sempre più alte a contadini abituati per lunga tradizione ad una fiscalità assai blanda.Cosa potevo dare, ero semplicemente prigioniera dell’aristocrazia che reclamava l’aumento delle rendite.

- Poi cosa accadde?
- Era il 1652  ed io mi convertii al Cattolicesimo, atto che meditavo da tempo. Detestavo il rigore dei protestanti. Abbracciai la fede con tanto entusiasmo che non nascosi la conversione e così non potendo abiurare dopo dieci anni di regno rinunciai alla corona a favore di mio cugino Carlo X Gustavo. Quello che mi interessava maggiormente era ottenere garanzie circa il mantenimento del mio status regale.
Sbrigate le mie cose partii da Stoccolma, attraversai la Svezia in incognito, a cavallo, vestita da uomo e con una piccola scorta.Fnsi un viaggio diretta in Danimarca, ma in realtà la mia meta era Roma.

- Una Regina che rinunciava al trono per abbracciare la fede cattolica, una vittoria incalcolabile per i cattolici!
- Già! Incontrai il Santo Padre in Vaticano. Fui accolta con grandi onori e feste dal nuovo Papa, Alessandro VII Chigi, e da tutta la nobiltà romana.  Caso unico nella storia di Regina senza Stato chiesi per il mio gesto il piccolo Regno di Napoli e una cospicua rendita per il mio mantenimento a Roma o in subordine il regno di Polonia, ma la Francia nella persona di Mazzarino si oppose..

Quale fu la sua residenza?
Mi insediai nel Palazzo Riario alla Lungara che avevo acquistato già nel 1659. Ero rimasta affascinata dal grande parco che saliva fino in cima al Gianicolo. (Attualmente l’Orto Botanico di Roma. ndr) Mi dedicai all’alchimia, alla chimica e all’astrologia e soprattutto alla botanica.

- Voi non avevate mai rinunziato al titolo di regina, vero?
- No, e perché mai? Nel palazzo installai un piccola corte facendo della mia residenza un centro intellettuale e base di feste, avventure galanti e ritrovo di diplomatici di tutto il mondo. Nel mio salotto si potevano incontrare le migliori menti e artisti dell’epoca ed anche influenti cardinali come Benedetto Pamphilj e Pietro Ottoboni; oppure musicisti del calibro di Alessandro Scarlatti, Arcangelo Corelli e Bernardo Pasquini.  

- Voi foste la donna più ammirata e calunniata d’Europa.?
- Diciamo che nessuno mi trovava capace di  conversare con i sapienti dell’epoca. In effetti il mio modo di apparire in società destava scalpore. Ad esempio, pur essendo di statura non alta, non portavo calzature alte come le altre dame di corte, ma scarpe basse maschili di marocchino nero.






Il suo decesso pose fine ad una vita eccezionale e piena di contraddizioni. Fu insieme religiosa e libertina: attratta eroticamente da gentildonne e avventurieri. Fu anche generosa e dissipatrice: visse piena di debiti, ma lasciò in eredità inestimabili collezioni d'arte.
Morì nel 1689 a 63 anni, dopo una crisi di rabbia: un prelato aveva osato insidiare una delle fanciulle che prediligeva. Prima di morire aveva ordinato ventimila messe per il riposo della sua anima. Lasciò la sua ingente eredità al suo unico grande amore maschile, ossia il cardinale Azzolino come «dimostrazione d’affetto, di stima e di gratitudine», ma l’erede morì due mesi dopo di lei.
La sua biblioteca, ricca di duemila manoscritti, è divenuta parte della Biblioteca Vaticana.
In quello che fu il suo palazzo ha sede l’ Accademia dei Lincei.
Convertita preferita di ben 4 papi: Alessandro VII Chigi, Clemente IX, Clemente X Altieri, Innocenzo XI Odescalchi fu sepolta solennemente con la corona in testa e lo scettro in mano nelle grotte vaticane della Basilica di San Pietro, un onore che fino a quel momento era stato riservato soltanto a un'altra donna, Matilde di Canossa.








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lunedì 4 settembre 2023

Lo scettro e la clessidra/settembre 2023


Buongiorno a tutte e a tutti,






per la Rubrica "Lo scettro e la Clessidra" questo mese  abbiamo la prima e unica regina di Spagna. 
(Isabella I è stata regina di Castiglia)





Isabella II di Borbone -  Regina di Spagna
(1830 - 1904)

Siamo  nel centro di Parigi, qui si trova la residenza in esilio della regina: Il Palazzo di Castiglia.*






- Maestà ,  avete amato molto il Vostro paese, certamente Vi mancherà. Vorremmo parlare un pò della Vostra vita, se siete disponibile a farlo.
- Con piacere, sono nata a Madrid nel 1830, figlia primogenita del re Ferdinando VII di Spagna e della sua quarta moglie e nipote, Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie. Mio padre era stato precedentemente sposato altre tre volte, ma nessuna delle sue mogli aveva dato alla luce prole abile a succedergli e pertanto, quando io  nacqui, molte furono le speranze proiettate su di me. Due anni dopo nacque mia sorella: l'infanta Luisa Ferdinanda.
 
- Vostro padre, prima che Voi nasceste,  modificò il sistema tradizionale di successione al trono di Spagna?
- Per sostenere la posizione della propria casata a scapito delle continue ingerenze al trono del fratello (l'infante Carlo Maria Isidoro), mio padre promulgò una legge già esistente  permettendo alla figlia di succedergli dopo la sua morte in mancanza di altri eredi maschi.

- Questa decisione provocò grandi conflitti?
- Mio zio, Carlo Maria Isidoro, che fino ad allora era stato l'erede designato della Corona, non accettò che io  fossi nominata principessa delle Asturie ed erede quindi al trono spagnolo. Come conseguenza,  mio padre esiliò suo fratello.

- Molto presto diventaste Regina?
- Salii al trono il 29 settembre del 1833, dopo la morte di mio  padre, quando avevo meno di tre anni. Durante i primi anni del mio  regno, mentre  era ancora bambina, la reggenza fu assunta da mia madre fino al 1840, quando le subentrò il generale Baldomero Espartero, che rimase in carica sino al 23 luglio 1843, data nella quale venni dichiarata maggiorenne, a soli tredici anni.

- A Corte si pensò presto al possibile marito per Voi?
- Mia madre, la principessa Maria Cristina di Borbone-Due Sicilie mi propose il principe Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, zio della regina Vittoria, mentre il re Luigi Filippo di Francia propose uno dei suoi figli, Enrico, duca d'Aumale o Antonio, duca di Montpensier. Entrambe queste ultime proposte non trovarono accoglimento ,  ma la Francia riuscì a spuntarla almeno su un punto, ovvero che il figlio secondogenito di Luigi Filippo sposasse mia sorella l'infanta Luisa Ferdinanda.
Il governo spagnolo mi impose infine mio  cugino e primo infante Francesco d'Assisi di Borbone-Spagna, duca di Cadice, un'unione ben vista da molte parti perché avrebbe potuto porre fine definitivamente al conflitto con il carlismo. Il matrimonio venne celebrato a Madrid il 10 ottobre 1846, il giorno stesso in cui compii  sedici anni, e nella medesima occasione mia  sorella Luisa Ferdinanda venne sposata con il principe Antonio d'Orleans, duca di Montpensier.

- Fu un matrimonio felice?
- No, aveva un carattere civettuolo, amava i pizzi e i merletti, diciamo così! Ma riconobbe tutti i miei undici figli, alcuni  morti prematuri. Confesso di aver avuto molti amanti.

- Il Vostro regno fu un periodo di transizione?
- La monarchia perse potere nei confronti del Parlamento. Inoltre, sempre in questo momento storico, molte delle colonie spagnole che rimanevano nel Sud America ottennero l'indipendenza. Io interferivo troppo e divenni impopolare tra i politici. Molte volte, vari membri del governo cercarono di conquistarsi più potere manipolandomi. 
Durante il mio regno, ad ogni modo, la Spagna seppe modernizzarsi notevolmente con la costruzione di molte industrie, la riapertura delle università (chiuse per volere di mio padre Ferdinando VII che vi vedeva dei covi rivoluzionari) e la costruzione di una vasta rete ferroviaria. 

- Intanto i Borbone di Napoli (ramo cadetto dei Borbone di Spagna) furono investiti dagli eventi del Risorgimento italiano...
- Sostenni il mio parente Francesco II delle due Sicilie. Nel corso della spedizione dei mille, Francesco II giunse a Gaeta accompagnato da quattro navi spagnole. L'Assedio di Gaeta (1860) si concluse con la vittoria piemontese e l'allontanamento delle navi spagnole, il cui tentativo di approdare nuovamente al porto fu impedito da un blocco navale. Francesco II fu mandato in esilio presso lo stato pontificio. post-unitario. Nel 1865, apparendo ormai lontana la possibilità di una restaurazione, dovetti abbandonare le precedenti posizioni e riconoscere il neonato regno d'Italia.

- In seguito ci fu una rivoluzione detta la Gloriosa?
- Nel 1868 il malcontento contro di me era evidente, liberali e repubblicani si accordarono in modo da creare maggiori disordini. Andai  in esilio in Francia  e da lì abdicai in favore di mio   figlio Alfonso XII il 25 giugno del 1870. Mi posi sotto la protezione dell'imperatore Napoleone III e poi della Repubblica Francese.





Morì a Parigi il 9 aprile 1904,  due anni dopo suo marito. L'attuale re di Spagna Filippo VI discende in linea diretta da Isabella II.




(*) Palais de Castille ora Hotel di lusso






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sabato 1 luglio 2023

Lo scettro e la clessidra/luglio 2023


Buongiorno e ben ritrovate,


riprendo oggi la consueta rubrica parlando di:  REGINE  di OGGI


Letizia di Spagna


Rania di Giordania



Rania di Giordania e Letizia di Spagna EUROPA PRESS/ABACA / IPA-AGENCY.NET


Poniamoci qualche domanda: perchè il mondo attuale ha ancora bisogno di re e regine? Chi è una regina oggi? Che cosa rappresentano le monarchie europee contemporanee? La monarchia ha ancora un senso?


Silvia di Svezia



Sonja di Norvegia


Mathilde del Belgio


Margrethe di Danimarca


Maxima d'Olanda

Le regine di oggi non sono certo donne pronte a scendere in battaglia o ordire inganni e omicidi per difendere i loro possedimenti e la loro smania di potere. Non hanno più la volontà e il dominio di imporre ai propri  figli il marito o la moglie designati, sono figure di rappresentanza che alcuni considerano un bene, altri sono critici sull'utilizzo della ricchezza della famiglia reale.



Il dovere principale è quello di mantenere e alimentare il supporto popolare e sembra che ci riescano molto bene,  vista la bassa percentuale di contrari alla monarchia nei singoli paesi dove regnano.

Ho fatto una ricerca: il costo di mantenimento materiale delle famiglie reali varia molto. È 10 euro pro-capite in Norvegia e 16 centesimi in Spagna, ma è compensato a volte abbondantemente dalle entrate generate. Una stima suggerisce che la famiglia reale britannica ha generato 3,3 miliardi di euro per l’economia nazionale tra il 2014 e il 2018, con un utile netto di circa 2,4 miliardi di euro. In Belgio, l’utile netto nello stesso periodo è stato valutato a 131 milioni di euro, mentre in Spagna è stato di 83 milioni di euro.

In ogni caso i reali in un paese democratico,  specialmente la figura della regina vedi Elisabetta II del Regno Unito, sono visti come depositari della tradizione e della continuità; valori importanti in tempi di continui cambiamenti. Ricordano a un paese ciò che rappresenta e da dove viene, fatti che spesso sono completamente assenti dalla narrazione della politica.
Una considerazione sorge spontanea; in Europa le persone che vivono in paesi che hanno una monarchia tendono a godere di standard di vita più elevati rispetto a quelli delle repubbliche. Non sarà perchè  in questi paesi siano più tutelati i diritti di ogni singolo cittadino, o meglio,  suddito?

In Italia non abbiamo buoni ricordi della monarchia. I Savoia pur essendo una delle dinastie più antiche d'Europa sono riusciti, oltre ad altri enormi errori,  a vendere alla Francia anche la loro terra: la Savoia.





Voi come rispondereste alla domanda: Monarchia Parlamentare o Repubblica?








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