mercoledì 25 dicembre 2019

domenica 22 dicembre 2019

La piccola fiammiferaia

Buongiorno e buona domenica,

quando ero piccola io, si parla di molti anni fa, a Natale i regali erano pochi e principalmente ricevevo dei libri di favole. Ricordo "Piccole Donne" ,   e un libro di favole di Andersen. Fra quelle favole, ricordo che una in particolare mi aveva colpito tristemente. Non vi era il finale con principi azzurri ne' "vissero felici e contenti".
Nessuna redenzione, niente fate, ne bacchette magiche, niente di niente !
Credo di aver detestato Andersen e aver voluto cambiare la fine di quella favola.
Era un piccolo racconto e s'intitolava:

LA PICCOLA FIAMMIFERAIA
H.C. Andersen






Era la sera di Natale fuori nevicava e soffiava un vento gelido. Sotto la neve, c’era una bambina che vagava solitaria, senza scarpe e senza berretto. In verità, quando era uscita di casa, aveva un paio di ciabatte, che erano state della sua mamma ed erano troppo grandi: una l’aveva persa per schivare due carrozze che correvano di gran carriera e l’altra gliel’aveva portata via un ragazzo, per scherzo. Così, la bambina camminava con i piedini congelati.

In grembo, teneva due scatole di fiammiferi che avrebbe dovuto vendere. Purtroppo, però, faceva così freddo che la gente era rimasta chiusa in casa, e così non era riuscita a vendere nemmeno un fiammifero. La piccola fiammiferaia non poteva nemmeno tornare a casa, così a mani vuote: suo padre l’avrebbe picchiata.

La bambina si rannicchiò nell’angolino formato da due case; prese uno dei suoi fiammiferi e lo strofinò contro il muro, per riscaldarsi un poco. Il fiammifero si accese di una luce bizzarra, come fosse una stufa di ferro, che scoppiettava allegramente. La piccola allungò i piedi, per avvicinarli al fuoco, ma il fiammifero si spense e lei si trovò sola al freddo, con un fiammifero bruciato tra le dita.
La bambina accese un secondo fiammifero: alla luce, le parve di vedere una tavola imbandita con un’oca arrostita ripiena di mele e prugne. La piccola si alzò per avvicinarsi al banchetto, ma anche quel fiammifero si spense e lei si trovò a camminare nella neve gelida.
“Ancora uno!” disse la bambina, e accese un terzo fiammifero. Questa volta, nella luce, immaginò di trovarsi di fronte un enorme albero di Natale, con centinaia di candeline che scintillavano tra le sue fronde.

Quando il fiammifero si spense, le candeline volarono in cielo, ed ecco la volta stellata: la bambina ripensò alla sua nonna, che era volata in cielo tanto tempo prima; accese un quarto fiammifero, strofinandolo sul muro. Ed ecco, nella luce, comparve la sua nonna, con uno scialle sulle spalle e il suo lungo grembiule.

“Nonna!” gridò la piccola, cercando di abbracciarla “portami con te! Presto sparirai anche tu, come la stufa, l’oca arrosto e l’albero di Natale. Portami con te”. La piccola fiammiferaia accese uno dopo l’altro tutti i fiammiferi che le rimanevano: la luce si fece sempre più forte, sembrava rischiarare l’intera città. La nonna prese in braccio la sua bambina e insieme volarono in cielo, tra le braccia di Dio.

Il giorno dopo, i passanti trovarono la bambina senza vita, rannicchiata tra due case, con il sorriso tra le labbra. “Poverina” pensarono “avrà provato a riscaldarsi un poco con i fiammiferi”.

Io avrei concluso così (chiedendo scusa al grande scrittore):

La piccola fiammiferaia stava per mettersi a piangere quando vide una bella signora con un bambino per mano andarle incontro.
“Ciao piccola” disse la bella signora “perché sei qui al freddo da sola?”
“Vendo fiammiferi, ma per scaldarmi li ho accesi quasi tutti; tornerò a casa senza soldi e il mio patrigno mi picchierà”.
Gli occhi della signora si riempirono di dolcezza. “Io ho un’altra idea: vuoi venire a passare il Natale da noi? Sono giorni  e giorni che ti guardo e ho deciso che, se vorrai, la nostra casa sarà la tua da ora in poi.  Ti va?”

La piccola fiammiferaia, incredula, rispose di sì. Quello fu per lei il primo di molti Natali felici, passati insieme alla sua nuova famiglia.

Alle favole possiamo cambiare i finali e portarli dove vogliamo noi, ma purtroppo nella realtà non è così, per molti bambini nel mondo il Natale non arriva e restano nella sofferenza della fame e  delle guerre volute dai grandi .



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domenica 15 dicembre 2019

Atmosfera natalizia in cucina

Buongiorno,

diciamo la verità siamo tanto indaffarate a decorare la casa per il Natale e lasciamo un po' in disparte l'ambiente dove cuciniamo e dove ci riuniamo più spesso per desinare, la cucina.

 Allora perché non provare a renderla ancora più accogliente e colorata in occasione della festa più magica dell’anno? Decorare la cucina per le feste natalizie darà alla vostra casa un’atmosfera  festosa e renderà l’attesa del Natale ancor più divertente.

Ecco qualche idea:
















Le ghirlande di alloro saranno utilissime.





















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martedì 3 dicembre 2019

Stelle di Natale

Buongiorno,



c’è solo una cosa che accende gli animi e fa brillare gli occhi più del giorno di Natale: il periodo che lo precede,









Quest'anno ho voluto fare delle stelle di Natale con il cartoncino perché è così che io entro nell'atmosfera natalizia, creando qualcosa con le mie mani.










Cose semplici,  ma capaci di regalarmi attimi di serenità.










Alla prossima creazione e Buon Avvento!






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mercoledì 20 novembre 2019

Il nome suo è Autunno






Il nome – suo – è “Autunno”                                             
Il colore – suo – è Sangue
Un’Arteria – sulla Collina
Una Vena – lungo la Strada



Grandi Globuli – nei Viali
E Oh, l’Acquazzone di Tinte
Quando i Venti – rovesciano il Bacile
E versano Pioggia Scarlatta


Sparpaglia Berretti – laggiù
Forma rubicondi Stagni
Poi – avvolgendosi come una Rosa – se ne va
Su Vermiglie Ruote.

(Emily Dickinson)



The name – of it – is “Autumn”
The hue – of it – is Blood
An Artery – upon the Hill
A Vein – along the Road

Great Globules – in the Alleys
And Oh, the Shower of Stain
When Winds – upset the Basin
And spill the Scarlet Rain

It sprinkles Bonnets – far below
It gathers ruddy Pools
Then – eddies like a Rose – away
Upon Vermilion Wheels

(Emily Dickinson)






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domenica 3 novembre 2019

Disegnami un pettirosso....



Buongiorno e buona domenica,

















Fammi un ritratto del sole
così che io possa appenderlo in camera mia
e possa fingere di scaldarmi
mentre gli altri lo chiamano ” Giorno”!
Disegnami un pettirosso su un ramo
così che io possa ascoltarlo mentre dormo
e quando cesserà il canto nei campi
anch’io deporrò la mia illusione.
(Emily Dickinson)









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venerdì 25 ottobre 2019

Torta alla zucca



Buongiorno amici,

in questa stagione le zucche fanno bella  mostra di sé nei supermercati e dai fruttivendoli.
Un dolce che faccio spesso in autunno è la Torta alla zucca perché mi ricorda quando mia mamma la faceva, accendeva il forno  e fuori faceva già molto freddo a differenza di ora che il   termometro segna 23 gradi.




Ingredienti:

250 gr. di purea di zucca
200 gr. di farina
200 gr. di zucchero
120 gr di gocce di cioccolato
80 ml. di olio di semi di girasole
2    uova
1 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 di cucchiaino di noce moscata
5 chiodi di garofano tritati
 un pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio

Preparazione:

Cuocete la zucca tagliata a fette nel forno a 180° per 20 minuti, togliete la buccia e frullatela oppure schiacciatela con la forchetta.
In una ciotola grande  setacciate la farina, il lievito, il bicarbonato il sale, e le spezie .
In una ciotola media, sbattete molto bene le uova con lo zucchero, aggiungete la zucca, l'olio e le gocce di cioccolato (tenetene da parte una manciatina). Unite gli ingredienti umidi a quelli secchi nella ciotola grande e mescolate
Foderate una teglia di 22 cm. di diametro con carta forno versate il composto, cospargete le gocce di cioccolato tenute da parte e cuocete in forno preriscaldato a 180° per 55/60 minuti.
Fate la prova stecchino.
Lasciate raffreddare completamente la torta nella teglia prima di rimuoverla e tagliarla.
Avrà un sapore migliore se la gusterete il giorno dopo.
Resterà un po' umida all'interno ma è la sua caratteristica e il pregio di rimanere morbida.








Buon appetito e buona domenica!






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sabato 19 ottobre 2019

Giochiamo con Vincenzo




Buongiorno,

l'amico blogger Vincenzo del blog Web sul blog ci invita a votare la canzone preferita tra quelle da lui segnalate.

Andate a visitare il suo blog e. VOTATE, VOTATE, VOTATE.

Io ho scelto e votato la mia cantante preferita:


Fiorella Mannoia.



Foto da Facebook





(Imparare ad essere una donna)


i testi delle sue canzoni non sono mai banali e il suo canto è pura emozione. 


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giovedì 3 ottobre 2019

Un borgo abbandonato e il fantasma di Elvira


Buongiorno,

ottobre, il primo mese autunnale è legato ad Halloween, all'immaginario comune su fantasmi e alle storie di paura. Uno scenario ideale è il borgo abbandonato di TOIANO in provincia di Pisa nel comune di Palaia dove vi porto oggi, per conoscere la sua storia e il mistero che lo racchiude..








È situato in una zona di notevole interesse paesaggistico, tra l’area palaiese e quella volterrana, tra le colline pisane e i calanchi di sabbia che sconfinano nelle balze della zona intorno a Volterra.
Le sue origini risalgono all’alto medioevo, e la struttura del paese resta quella di un castello, a cui si accede tramite un ponte, attualmente pericolante, forse in origine un ponte levatoio.

Il massimo splendore di questo piccolo borgo risale all’ottocento, quando i suoi abitanti raggiunsero quota 521.

Pian piano Toiano iniziò il declino, dovuto al boom economico degli anni 60, ma ha concorso all’abbandono la mancanza di acqua corrente, il pericolo di crolli ,causati dall’erosione del sottosuolo costituito da speroni di tufo alti 40/50 metri,  e la terra arida che pioggia e vento hanno reso incoltivabile.

Toiano è stato segnalato dal FAI ( Fondo per l’Ambiente Italiano) e fa parte dei luoghi da salvare


Inizialmente sotto il dominio lucchese, passò poi sotto i pisani e nel 1362 sotto l'egemonia fiorentina, grazie all'azione del condottiero Rodolfo II Da Varano, il quale dopo aver vinto l'assedio, prese una campana della rocca e la inviò come trofeo a Firenze, dove fu posta nel ballatoio di Palazzo Vecchio[2]. Nel 1364 il paese (da allora detto "Toiano Vecchio") fu distrutto dai fiorentini e il territorio venne restituito ai pisani, in seguito agli accordi di pace tra le due città.

Gli abitanti di Toiano ricostruirono nuovamente il villaggio (da allora detto "Toiano Nuovo"), ma nel 1406 si arresero nuovamente al dominio di Firenze (fonte Wikipedia).






E’ il 5 giugno 1947 e a Toiano,  la vita scorre tranquilla fra il lavoro nei campi e le faccende domestiche. Intorno alle due del pomeriggio Elvira Orlandini, considerata la ragazza più bella del paese, prende una brocca e va a prendere l’acqua alla fonte, poco distante da casa sua.

Saluta la madre ed esce di casa. Sul cammino per recarsi alla fonte incontra un’amica. Elvira le chiede se vuole andare con lei a prendere l’acqua, ma l’amica rifiuta e le due si salutano. Elvira prosegue verso la fonte.



Circa due ore dopo , non vedendola tornare, la madre della giovane esce a cercarla. Percorre il sentiero fino alla fonte e non vedendo la figlia torna a casa preoccupata avvisando il marito, Antonio. L’uomo comincia le ricerche insieme al cognato Giovanni e i due percorrono il sentiero che avrebbe dovuto percorrere Elvira

E’ proprio in quel bosco che Antonio troverà il corpo senza vita di sua figlia, con la gola sgozzata da un taglio che va da un orecchio all’altro.

Accanto a lei la brocca piena d’acqua e le ciabatte della giovane, sistemate vicino alla brocca.

Il padre di Elvira porta il cadavere della figlia fuori dal bosco e vengono chiamati i carabinieri. Intorno alle sei arriva il maresciallo del comando di Palaia, che si occuperà del caso.
Il primo sospettato, come spesso succede in questi casi, è il fidanzato di Elvira: Ugo Ancillotti. Il giovane è un reduce della guerra che dopo il conflitto è tornato a fare il contadino al suo paese. E’ considerato da tutti  un ragazzo serio, ma molto geloso.In paese infatti tutti sanno della sua gelosia e dei frequenti litigi con Elvira. Inoltre sui pantaloni del giovane vengono ritrovate tracce di sangue e il suo alibi non è attendibile.

Il maresciallo non ha dubbi e arresta Ugo 4 giorni dopo l’omicidio. Nonostante gli indizi contro Ugo, ce ne sono altri a suo favore. Ad esempio le impronte ritrovate alla fonte sono più piccole delle sue. Ugo avrebbe inoltre accompagnato Elvira a casa dopo la messa verso le 13.30 e poi sarebbe stato visto tornare a casa e pranzare. Sarebbe stato praticamente impossibile per lui andare alla fonte, entro le 14.00, ora dell’omicidio.

Nonostante i litigi fra i due, in molti in paese sono convinti della sua innocenza.

Elvira Orlandini
Elvira faceva la domestica nella villa di una ricca famiglia svizzera, la famiglia Salt, che trascorreva alcuni mesi dell’anno nella villa che possedeva a Toiano.

I Salt avevano un figlio dell’età di Elvira, che aveva in più occasioni corteggiato la giovane nonostante fosse fidanzata. Anzi, si vocifera anche di una lettera anonima recapitata a Ugo, in cui gli veniva intimato di non sposarla.
Alla fine del 1949 il processo si concluse per mancanza di prove, e l’uomo tornò a vivere a Toiano. Ancillotti morì nel 2013 proclamandosi sempre innocente.
Il figlio dei Salt, non venne mai indagato né accusato, probabilmente per timore reverenziale nei confronti della nobile famiglia svizzera. La realtà dei fatti, a ormai 70 anni dalla morte della ragazza, rimarrà per sempre sepolta con lei.
Restano sepolte le domande che non hanno avuto risposta, sotto il manto di edera che oggi inghirlanda la lapide con la foto della ragazza uccisa, nel Botro della Lupa. La bella Elvira non attende più giustizia, si è consegnata alla memoria con la sua storia maledetta, lasciando dietro di sé una delle tante leggende dei boschi.

Dicono che per anni ci sono stati avvistamenti della bella Elvira aggirarsi come fantasma  tra le rovine di questo borgo che conserverà per sempre la sua verità.




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