A U G U R I
sabato 25 dicembre 2021
venerdì 17 dicembre 2021
Intervento della Dottoressa Loretta Bolgan
Buonasera,
in settembre ho partecipato ad un evento nell'Azienda Agricola Il Cerreto di Pomarancee in provincia di Pisa.
In quell'occasione ho avuto modo di seguire un intervento della dottoressa Bolgan sull'argomento Covid.
Io l'ho trovato molto interessante e pubblicandolo qui ho la possibilità di conservarlo e condividerlo.
Per chi volesse ascoltarlo premetto che durerà quasi due ore.

mercoledì 8 dicembre 2021
Angeli
Buongiorno care Amiche,
. . . ecco che un Angelo del Signore gli apparve in sogno per dirgli : Darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù. . . . destatosi dal sonno Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo e prese con se la sua sposa. . . . .
(Matteo 1,25)
Forse gli Angeli esistono davvero ma li riconosciamo solo quando se ne sono andati.

mercoledì 1 dicembre 2021
Dicembre/Un tè con...
Buongiorno a tutti,
chi segue questo blog conosce la rubrica mensile "Un Te con..." che porto avanti dal 2016.
Un appuntamento dove ho cercato di non mancare, salvo brevi periodi in cui non mi è stato possibile causa eventi famigliari, ora però ho deciso di chiudere questa rubrica.
Questo impegno mi ha permesso di non abbandonare questo blog anche se qualche volta ci ho pensato.
Le mie "Interviste Impossibili" mi hanno fatto scoprire figure di donne straordinarie che non conoscevo fino in fondo. Dai vostri commenti ho capito che abbiate gradito ed ogni mese scoperto, anche voi come me, qualcosa di nuovo e coinvolgente in questi personaggi passati per un "tè" insieme.
Abbiamo avuto:Poetesse e scrittrici
Pittrici
Attrici
Scienziate
Giornaliste e Politiche
Stiliste di moda
una santa
un'aviatrice
un'olimpionica
e perfino una contessa
Ma non finisce qui, mi inventerò certamente qualcos'altro!.

martedì 23 novembre 2021
Italia vista dallo spazio
Buongiorno,
trovo emozionanti le foto pubblicate dall'Earth Observatory della Nasa. Fotografie incredibili per scoprire un'Italia come non l'abbiamo mai vista.
Immagini di grande suggestione, che ci permettono di guardare il nostro Paese con gli occhi dell'equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale o dello Space Shuttle, che dal loro punto di vista privilegiato hanno la possibilità di vedere il pianeta trasformarsi dal giorno alla notte .
La Stazione Spaziale Internazionale è un laboratorio in orbita intorno alla Terra ad un’altitudine di 400 chilometri ed ha una velocità di 27.000 km/h. Vengono effettuati esperimenti in microgravità dagli astronauti per la ricerca medica, per le nuove energie rinnovabili, per il monitoraggio del cambiamento climatico e tanto altro ancora. Gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali: la statunitense NASA, la russa RKA, l'europea ESA (con tutte le agenzie spaziali correlate), la giapponese JAXA e la canadese CSA-ASC.
La nostra astronauta Samantha Cristoforetti sarà la prima donna europea al comando della Stazione spaziale internazionale (ISS), la terza al mondo dopo due americane: accadrà nel corso della Expedition 68 che la vedrà in orbita nel 2022.
@nasa @salvatore_cerruto @europeanspaceagency
@astro_paolo @blackholeum

lunedì 1 novembre 2021
Novembre2021/ Un Tè con...
Buongiorno,
la famiglia in genere e specialmente una famiglia unita, è una grande risorsa verso il successo. Quando c'è coesione e sentore di appartenenza tra i membri si crea un'unione nel portare avanti le radici e il rispetto delle tradizioni familiari. Comincia così la storia di tre sorelle: Zoe, Micol e Giovanna.
Sono loro le gentili signore che ospitiamo oggi nella rubrica:
| Le Sorelle della Moda |
- Signora Micol Fontana, Lei ha sempre avuto un carattere determinato e tenace, vuole parlarci lei della vostra infanzia e come siete cresciute, insieme alle sue sorelle, in quella piccola azienda artigianale ereditata dalla nonna?
- Siamo nate a Traversetolo in provincia di Parma, Zoe nel 1911, Io nel 1913 e Giovanna nel 1915, tra la cucina genuina della pasta fatta in casa e le buone maniere ereditate dai nostri genitori.
- I vostri caratteri erano molto diversi ma questo, forse, compensava e rafforzava la vostra unione?
- Mia sorella Zoe la maggiore, è stata una grande lavoratrice, responsabile e pragmatica, la prima a trasferirsi a Roma a lavorare per una grande sartoria. Giovanna, la più piccola era timida e remissiva. Tra noi, sicuramente, io ero quella dal temperamento più forte e volitivo; quando mi prefiggevo un obiettivo non mi fermava nessun ostacolo compresa la disapprovazione e le punizioni di mia madre con la quale avevo un rapporto ambivalente di grande amore e di grande conflittualità.
- La vostra professione non nasce ex novo ma si è sviluppata attraverso le due generazioni precedenti.
- Nel nostro lavoro ha contribuito certamente la stabilità di base e il bagaglio di esperienza tramandato da nostra madre e nostra nonna, tutto ha contribuito a creare quegli intrecci armonici che sono stati gli abiti del futuro Atelier Fontana.
- Da una piccola sartoria di un paese di provincia all'Alta Moda Internazionale?
- Mio padre riponeva grande fiducia in me e ne apprezzava la determinazione e l'audacia,
audacia che determinò il nostro successo lavorativo ma anche molte sofferenze nella mia vita privata: scegliendo, senza desistere, di sposare l'uomo sbagliato. Posso affermare però di aver avuto capacità e grande intuito sono stata un pioniere andando in avanscoperta di innovazioni.
- Lo scoppio della seconda guerra mondiale non vi fermò ?
- Anzi, fondammo in quel periodo a Roma la "Sorelle Fontana Alta Moda"
- Il salto di qualità arriverà post-guerra con la richiesta di un abito per il matrimonio
tra Linda Christian e Tyron Power?
- Un abito che ha lasciato un segno nel nostro cuore e in quello di milioni di persone, esterrefatte dalla bellezza e della minuziosità nel ricamo di un abito da sposa così semplice ed essenziale..
La cassa di risonanza legata all'evento fu enorme a livello internazionale e Hollywood iniziò ad interessarsi alle tre sorelle di Traversetolo.
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| 1949 Linda Christian |
- Sarà solo l'inizio di una favolosa carriera dove vestirete grandi star?
-Dopo la Christian anche Maria Pia di Savoia si fa confezionare l'abito per le sue nozze ,
in seguito anche Liz Taylor, Grace Kelly, Audrey Hepburn, la principessa Soraya, Ursula Andress,
Jacqueline Kennedy Onassis, ma la loro punta di diamante sarà Ava Gardner, affezionata cliente e mia cara amica . Lei volle che nei suoi contratti fosse scritto che per i suoi costumi ci fossero soltanto le sorelle Fontana.Per la Gardner furono realizzati gli abiti dei film “La contessa scalza” (1954), “Il sole sorge ancora” (1957), “L’ultima spiaggia” (1959).
- Ci può raccontare l'episodio legato all'abito da sposa di Audrey Hepburn?
- Era il 1952 Audrey era impegnata sul set di Vacanze Romane di William Wyler al fianco di Gregory Peck e, tra una ripresa e l’altra, venne presso il nostro atelier. Mia sorella Zoe disegnò per lei una abito da sposa in raso, di una delicata sfumatura avorio, con scollo a barca, maniche lunghe con bordo alla francese e con abbottonatura posteriore. La creazione d’alta moda era accompagnata da un cappello fascinator, decorato con fiori di mughetto in tessuto da cui partiva il lungo velo, e da un paio di guanti in satin.
Poco prima della cerimonia, le nozze furono annullate. L’attrice espresse allora un desiderio che quel meraviglioso abito andasse in dono a una ragazza romana che non se lo sarebbe mai potuto permettere. La sorte baciò una contadina di Borgo Carso, paese vicino Roma, la quale aveva partecipato al concorso radiofonico Soli contro tutti, condotto da Mario Riva, affermando di avere difficoltà nell’organizzare le nozze a causa di gravi problemi economici.
- Quali erano i ruoli di ognuna di voi all'interno della casa di moda?
- Giovanna era la "manager" si occupava dei contratti, degli affari e dei pagamenti. Zoe era la "creativa", sempre a caccia delle ultime tendenze da riversare nella creazione degli abiti,io ero "il piccione", come mi chiamavano le mie sorelle, il mio compito appunto era andare in giro per il mondo per sponsorizzare le collezioni dell'Atelier e seguire le commesse dall'estero.
“Io credo che noi Italiani non sappiamo dare il valore che abbiamo nelle nostre mani, il valore dell’artigianato italiano è unico”
(Micol Fontana)
Nel 1978 il trio si sciolse per sempre quando morì Zoe, la "creativa" dell'azienda.
Negli anni Novanta, Micol e Giovanna vendettero la casa di moda ad una finanziaria, e due anni dopo, nacque la Fondazione Micol Fontana, che racchiude le creazioni, i progetti e i modelli della casa di moda delle tre sorelle.
Nel 2004 morì anche Giovanna
Infine, nel 2015, se ne è andata anche Micol Fontana, l'ultima esponente di una famiglia che ha portato per prima il Made in Italy nel mondo.
La Fondazione Micol Fontana è un’associazione no-profit istituita nel 1994, integrata ufficialmente nell’Albo degli Istituti culturali della Regione Lazio, e dichiarata «Archivio di notevole interesse storico» dal Ministero per i beni culturali.
Con la Fondazione che porta il suo nome , Micol Fontana ha realizzato un progetto, molto amato e perseguito con grande determinazione, in omaggio a una vita dedicata, con le sorelle Zoe e Giovanna, al mondo della Moda e rivolto al conseguimento di obiettivi culturali, didattici e sociali.
Il grande patrimonio lasciato in eredità dall’Atelier delle sorelle Fontana, costituito da oltre 200 abiti dal 1940 al 1990, una vasta raccolta di figurini, ricami ed accessori, biblioteca, e fotografie, è conservata nell’Archivio della Fondazione come memoria del passato, messo al servizio delle nuove generazioni

lunedì 18 ottobre 2021
Trieste 18 ottobre 2021
I portuali di Trieste manifestano contro il "lasciapassare verde" imposto dal governo Draghi.
venerdì 1 ottobre 2021
Ottobre 2021/Un tè con...
Buongiorno,
oggi, per la rubrica "Un Tè con..." abbiamo una delle fotografe più sorprendenti del secolo scorso, la cui opera fu svelata al mondo solo in anni recenti.
VIVIAN MAIER
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| (V.Maier self-portrait) |
(New York 1 febbraio 1926 - Chicago 21 aprile 2009)
- Mrs. Maier, lei è stata una "fotografa di strada" anche se non si è mai considerata tale, ci può raccontare come arrivò ad appassionarsi alla fotografia?
- Sono nata il 1° febbraio 1926, mio padre Charles Maier americano proveniente da una famiglia di origine austriaca e mia madre Maria Jaussaud nata in Francia . Io nacqui qualche anno dopo mio fratello William. I nostri genitori si separarono nel 1929, mio fratello fu affidato ai nonni ed io rimasi con mia madre. Trovammo rifugio presso una vecchia amica di mia madre Jeanne Bertrand fotografa professionista.
- Lei non ebbe la possibilità di studiare anche se avrebbe voluto?
- Non avevo studi specifici ebbi difficoltà a trovare lavoro, infine feci la bambinaia per quarant'anni.
- Non abbandonò mai la macchina fotografica?
- Mai! Con il ricavato della vendita all'asta di una casa in Francia ereditata da mia madre, comprai una fotocamera eccellente: una Rolleiflex professionale e viaggiai nel Nord America. Avevo 30 anni quando mi stabilii a Chicago dove fui assunta dai coniugi Nancy e Avron Gensburg per prendermi cura dei loro tre ragazzi: John, Lane e Matthew. Secondo Nancy Gensburg i bambini mi adoravano ed io adoravo loro.
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- Oltre alla fotografia, ebbe una grande passione per i viaggi?
- Mentre ero ancora al servizio dei Gensburg, che ricorsero ad una temporanea sostituta, intrapresi, da sola, per 6 mesi, tra il 1959 e il 1960, un viaggio intorno al mondo, visitando le Filippine, la Thailandia, l'India, Lo Yemen, l'Egitto, l'Italia e la Francia. scattando molte foto. Non dissi mai ai Gensburg dove ero stata, benché fossi molto legata a questa famiglia con cui vissi per 17 anni..Diventati grandi John, Lane e Matthew, i Gensburg non ebbero più bisogno di una tata e così li lasciai per continuare la mia attività presso altre famiglie con bambini piccoli.


- Furono diverse le famiglie in cui lei prese servizio?
- Nel 1987 mi
presentai ai coniugi Usiskin, miei nuovi datori di lavoro, portando con
me 200 casse di cartone contenenti il mio archivio personale, che furono
immagazzinate in un box. Dal 1989 al 1993 mi presi cura con
grande affetto di Chiara Bayleander, un'adolescente con handicap
mentale. In questo periodo le mie casse furono sistemate in un mezzanino. Ci tenevo molto ai miei rullini fotografici che erano diventati centinaia, così quando mi ritrovai in ristrettezze economiche la famiglia Gensburg mi aiutò a pagare l'affitto di un box dove sistemarli.





La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.
Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.
Ciò che questa strana donna ci ha restituito sono immagini straordinarie di un’America che negli anni Cinquanta e Sessanta stava subendo un forte cambiamento sociale e culturale. Nell'era in cui tutto si condivide nell'immediato e le fotografie assumono sempre carattere documentaristico, ci sfugge la possibilità di immortalare per il gusto di farlo.
Probabilmente fotografava perché questa era la sua dimensione dello stare al mondo, questo il suo modo di disegnare la realtà. Identitario non è il prodotto finale ma l'azione in sé.
( foto di vivian maier)






















