martedì 26 gennaio 2016

Scegliere di andare via



Care amiche,

l'esperienza di questo blog mi sta scoprendo doti che pensavo di non avere, voi che mi seguite vi sarete accorte che io non scrivo molto; i miei post sono spesso molto concisi ma stavolta grazie all'iniziativa di
  Patricia "Insieme raccontiamo 5"

 ho voluto trovare le parole per il finale del suo incipit:


(tumblr)




Era il momento giusto. La luna era alta in cielo. Nessuna nube a farle da velo.

Prese quanto le serviva, lo mise nel suo zaino di luce e si alzò.

Presto tutti avrebbero capito chi era. Chi comandava.

(io ho continuato così)


...Di solito i suoi timori e le sue paure avevano il sopravvento, ma era arrivato il momento di metterli da parte, non si sarebbe più fatta comandare  da loro.
 Non era una psicologa ma credeva profondamente nel viaggio come terapia.
Viaggiare da sola la spaventava a morte ma doveva a tutti i costi affrontare quel viaggio alla scoperta di se stessa. Doveva trovare l'equilibrio interiore, doveva riuscire a cambiare la routine,
Quella notte di luna piena si era ritrovata su un aereo in partenza per Barcellona. Un viaggio in solitaria, pensava,  le avrebbe fatto superare i limiti mentali e i blocchi interiori che il subconscio le inviava.
Week end in Italia li aveva già trascorsi da sola, si era già messa alla prova ma ora era diverso, nuovi orizzonti, nuove culture, e nuovi obiettivi davanti a lei..
La conoscenza della lingua spagnola l'avrebbe aiutata, ma fino a che punto? Le sarebbero bastati i risparmi che si era portata, per le prime spese? Molti dubbi le sfioravano la mente ma ormai era sull'aereo non poteva più avere ripensamenti.
Trovò un lavoro in un'agenzia di viaggi e trascorse un anno incontrando persone diverse, con opinioni diverse con cui confrontarsi, sospendendo i giudizi e sconfiggendo i pregiudizi.

Aveva pensato di amare la sua libertà e indipendenza ma aveva capito di non essere così indipendente, , era un tipo intellettuale poco incline ai lavori manuali, c'è sempre stato qualcuno che pensava a quelle cose.
Si rese conto che l'essere poco pratica nel saper usare le mani era una forma mentale di rifiuto  e quindi doveva ad  ogni costo trovare un lavoro che la impegnasse manualmente.
Andò a lavorare in una fattoria, la sera era stanchissima ma molto serena, imparò dagli altri a riparare le sue cose a farsi bastare quello che aveva e... riciclare.
Divenne più socievole, più capace e soprattutto più autonoma condizione indispensabile per la sua ricerca di libertà.
Da allora continuò a viaggiare da sola ma quel periodo lo ricorda con la nostalgia e  con la consapevolezza di quanto sia difficile il viaggio in solitaria, ma anche quanto sia essenziale farlo.










Con questo post partecipo a:





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sabato 23 gennaio 2016

La casa in inverno






Buonasera care amiche,

le giornate sono fresche ma le serate sono decisamente fredde, allora accendiamo il camino e la casa diventa subito calda e accogliente 






Una coperta di lana è quello che ci vuole mentre mi dedico alla lettura.







Una lettura piacevole di vecchie leggende toscane.

Ne riporto una che mi è piaciuta particolarmente:

Il gallo nero

Firenze e Siena si sono sempre contese il territorio del Chianti. La leggenda vuole che nel Medioevo i governanti delle due repubbliche decisero di abbandonare le armi per affidare la spartizione del Chianti a una corsa fra cavalieri. Il regolamento della disfida venne scritto e sottoscritto di comune accordo: la gara prevedeva che un cavaliere sarebbe partito all'alba da Firenze e l'altro da Siena al primo canto del gallo. Il confine sarebbe stato tracciato nel punto in cui i due cavalieri si sarebbero incontrati.
Venne stabilito il giorno della prova e vennero inviati due giudicanti fiorentini a Siena e due senesi a Firenze per verificare la correttezza dei contendenti.
I senesi scelsero un gallo bianco e lo fecero mangiare in abbondanza; un gallo ben nutrito avrebbe cantato certamente più forte appena giunta l'alba. I fiorentini preferirono un gallo nero che venne tenuto completamente a digiuno.
Nel giorno fissato il gallo nero fiorentino, consumato dalla fame, cominciò a cantare con molto anticipo rispetto al levar del sole e così il suo cavaliere partì all'istante verso Siena.
Nello stesso momento il gallo bianco senese stava ancora dormendo, sazio per la grande quantità di cibo, il cavaliere partì quindi con molto ritardo rispetto all'altro alla volta di Firenze.
Il cavaliere fiorentino incontrò quello senese dopo aver percorso cinquanta chilometri e a soli dodici chilometri da Siena. La Repubblica Fiorentina conquistò quindi tutto il territorio del Chianti, senza colpo ferire. Il gallo nero divenne il simbolo per tutto ciò che concerne la zona vinicola del Chianti Classico.






Buona Domenica




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sabato 16 gennaio 2016

Un caldo golfino per Chiara


Buongiorno,


oggi è proprio una bella giornata, da noi c'è un bellissimo sole.

Ho terminato un golfino per la mia nipotina Chiara , molto semplice a maglia rasata con dei cuoricini rosa sul fondo.


♥ ♥ ♥










♥




                                                           





è un po'  grandino per la sua età (diciassette mesi) ma a mamma Francesca è piaciuto e ha detto che va benissimo così.



♥ ♥ ♥



Buona Domenica a tutti e...


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lunedì 4 gennaio 2016

La Neve... la grande assente


Ciao a tutti e Buon Anno,

come è stato il vostro Capodanno? Quali propositi e speranze? Si sa, non tutti i desideri si avvereranno ma l'importante è star bene in salute, tutto il resto si aggiusta.

Noi siamo stati in Trentino in allegra compagnia di amici.

A Trento abbiamo visitato il Castello del Buon Consiglio e i Mercatini di Natale








Da Bolzano siamo saliti in Funivia, abbiamo raggiunto l'altopiano del Renon e proseguito con il trenino elettrico fra le montagne senza neve e laghetti ghiacciati;











In baita sopra Levico Terme abbiamo gustato i piatti tipici come i canederli, la polenta, i crauti, e il parampampoli, (che buffo nome) la bevanda tipica a base di caffè/grappa/vino bianco/miele, il tutto incendiato in un pentolino smaltato e versato, in piccole e robuste tazze, ancora con il liquido in fiamme.






L'Italia è piena di belle  tradizioni ma in Trentino Alto Adige sono fortemente sentite ed è bello viverle ed apprezzarle, come l'incendio della "vecia", che rappresenta l'anno vecchio che se ne va.







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