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"Un Tè con...", oggi abbiamo ospite la scienziata che ha scoperto la radioattività :
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| (1867/1934) |
“Nulla nella vita deve essere temuto, deve solo essere compreso.
Ora è il momento di capire di più, in modo che possiamo temere di meno ”. Marie Curie
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Madame Curie, che onore, la sua fama è immensa ma noi vorremmo conoscere meglio la sua crescita personale, per cominciare, come è stata la sua infanzia?
- Il mio nome è Maria Salomea Skłodowska sono nata a Varsavia, nell'allora Polonia Russa, il 7 novembre 1867. Ultima di cinque figli e figlie. Avevo sette anni quando mia madre morì di tifo, poco dopo anche mia sorella Zosia morì per la stessa malattia. Io caddi in una tristezza assoluta e sviluppai un carattere molto serio. Mio padre Wladislaw fu uno scienziato ed educatore, a quattro anni imparai a leggere e scrivere con lui senza andare a scuola ma da autodidatta. Proseguii gli studi a Varsavia e in seguito l'Università a Parigi.
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Ci vuole raccontare qualche episodio della sua esperienza scolastica?
- Mi isolavo spesso a leggere, incurante di quello che succedeva attorno; questo aumentava l'ilarità dei miei compagni che a scuola un giorno mi fecero uno scherzo
circondandomi con una piramide di sedie e aspettando che la catasta crollasse. I minuti passavano ed io immobile non mi accorsi di nulla. Improvvisamente feci un gesto e le sedie caddero con un gran fracasso. Mi massaggiai la spalla urtata da una sedia, mi alzai, presi il mio libro e borbottai: "che idiozia!", uscendo dignitosamente dalla stanza. Un episodio che ricordai piacevolmente.
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Con sua sorella Bronislawa ci fu un legame molto forte?
- Era maggiore di me di due anni e frequentammo insieme qualche anno al liceo a Varsavia. Lei era esuberante, espansiva e materna; è stata lei a proteggermi e consolarmi nei miei momenti difficili.
Un giorno mi confidò il suo desiderio di studiare medicina a Parigi ma le nostre condizioni economiche non ce lo avrebbero permesso. Fu in quel momento che io decisi di lavorare per poter realizzare il desiderio di mia sorella. Trovai lavoro come governante, mia sorella si laureò, in seguito lei fece altrettanto per me, a 24 anni senza conoscere una parola di francese mi iscrissi alla Sorbona.
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Seguirono anni difficili?
- Certamente, abitavo a Parigi in una soffitta al Quartiere Latino, al sesto piano e senza riscaldamento. Sopravvivevo con pochissimo: un po' di pane, frutta, tè e cioccolata, una pila di vestiti sotto i quali dormire per non congelare ma ero ossessionata dagli studi, e nel giro di tre anni mi laureai in fisica e matematica alla Sorbona. Il piano era diplomarsi come insegnante e tornare a Varsavia.
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Lei fu una donna emancipata per i suoi tempi e dedita esclusivamente ai suoi studi ma presto entrò in scena l'uomo della sua vita.
- Pierre Curie era uno scienziato che aveva fatto importanti scoperte e si guadagnava da vivere come capo del Laboratorio di chimica e fisica industriale di Parigi. Lui aveva otto anni più di me, all'inizio fu solo amicizia, io non volevo distrazioni. Riuscii a infondere a Pierre una nuova ambizione e in cambio ricevetti una comprensione assoluta del valore centrale che la scienza aveva nella mia vita.
Ci sposammo un anno dopo.
- I
niziò una collaborazione che sfociò in grandi scoperte...
- Aprimmo un laboratorio e dopo anni di esperimenti riuscimmo ad isolare un nuovo elemento chimico che chiamammo
radio per le radiazioni che emetteva.
Aiutata da mio marito, sulla base di una mia intuizione, riuscii a isolare dalla
pechblenda un minerale radioattivo, un nuovo elemento:
il polonio.
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Nel 1903 un grande premio per entrambi?
- Ottenemmo il Premio Nobel per la Fisica e per tutti i risultati raggiunti fino a quel momento. Ma dopo qualche anno Pierre morì tragicamente in un incidente. Rimasi sola con due figlie Irene e Eva.
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Nonostante tutto lei continuò nelle sue ricerche?
- Ottenni la cattedra all'Università della Sorbona precedentemente appartenuta a mio marito. Otto anni dopo, nel 1911 mi conferirono un altro Premio Nobel questa volta per la chimica.
Per la sua concezione disinteressata della scienza non brevettò mai le sue scoperte, preferendo donare all'umanità i risultati della sua ricerca. Morì nel 1934 per una grave forma di anemia aplastica causata dai tanti anni di lavoro a contatto con le sostanze radioattive.
Questa è stata Marie Curie, donna, madre, scienziata. Un esempio di dedizione incondizionata al perseguimento dei propri sogni con serietà, impegno,sacrificio e tanta umiltà.
Trailer del film" Marie Curie" 2020