mercoledì 22 luglio 2020

Uncinetto antistress


Buongiorno e ben ritrovati,
in questi mesi sono particolarmente assente dal blog, forse per mancanza di argomenti o forse per un po' di pigrizia, il caldo e le belle giornate mi fanno stare di più all'aria aperta piuttosto che al computer, per cercare di recuperare i momenti difficili del lockdown e fare scorta di vitamina D con i raggi solari,  così da aumentare le difese immunitarie indispensabili contro ogni tipo di infezione e contagio.

Non pensate che sia stata con le mani in mano, anzi ho riscoperto l'uncinetto ed ora vi mostro alcuni lavori. I colori sono  un po' patriottici ma avevo questo cotone in casa.


















La durata di  queste pattine lo so sarà limitata perchè io sono maldestra in cucina e sono certa che si bruceranno in fretta.



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giovedì 9 luglio 2020

C'è chi dice : No!










Di seguito copia di una lettera al preside di una scuola di Bologna.



Alla c.a. attenzione
del D.S. dell’Ist. E. MATTEI (BO)
Prof. PRONO

Gent. mo, la mattina del 24 maggio u.s. leggo sulla prima pagina di “La Repubblica” relativamente al “PIANO TECNICO” del Governo di permettere il rientro a scuola da settembre con OBBLIGO DELLE MASCHERINE
Le scrivo, affinché, in qualità di Dirigente Scolastico, Lei possa prendere TUTTI i necessari provvedimenti finalizzati a fare sì che questo “FOLLE PROGETTO” basato su principi scientifici inesistenti NON TROVI REALIZZAZIONE, nell’interesse della salute dei nostri figli e del Personale Docente
Le scrivo in qualità di “padre”, ma, soprattutto in qualità di “MEDICO”. Il progetto governativo lede le più semplici e basilari nozioni scientifiche di “IGIENE e MICROBIOLOGIA” che tutti gli studenti di Medicina hanno studiato per sostenere il relativo esame al 2° a di Fac.
L’ uso della mascherina chirurgica, ha senso SOLO ED ESCLUSIVAMENTE per i malati infettivi al fine di proteggere le persone sane, bloccando le goccioline di saliva che vengono emesse dalla bocca del malato a seguito di colpi di tosse o del semplice dialogare.
NON HANNO ALCUNA FUNZIONE PROTETTIVA NEI CONFRONTI DI QUELLA QUOTA DI VIRUS CHE FISIOLOGICAMENTE SI TROVA “SOSPESA” NELL’ ARIA e che , in quanto “libera” e non trattenuta all’interno delle goccioline di saliva, è in grado di passare attraverso la trama della mascherina.
Per contro, l’uso di questo DPI è , se usato maldestramente, causa di danni alla salute di chi ne fa uso. L’ utilizzo della mascherina comporta il fatto di obbligare l’utilizzatore a respirare i gas ( co2) emessi con gli atti respiratori…
… inspirando pertanto una miscela di aria a proporzioni invertite ( più ricca di CO2 e più povera di Ossigeno ); ciò comporta un’aumento dell’anidride carbonica nel sangue con conseguente STATO DI ACIDOSI METABOLICA .
Lo stato di acidosi metabolica è UNIVERSALMENTE RICONOSCIUTO DALLA LETTERATURA MEDICA come l’innesco di molteplici processi patologici che hanno come fine ultimo del loro instaurarsi …LA MALATTIA..!!! (CANCRO COMPRESO)…
La fisiopatologia del cancro insegna che la cellula tumorale vive, prospera e si riproduce in un ambiente povero di Ossigeno !!!!….; il Dott. Otto Warburg ha vinto un Nobel per questa scoperta !!!
Senza dover arrivare a queste estreme conseguenze, l’uso non corretto di DPI determina IPERTENSIONE , OBNUBILAMENTO DEI SENSI ( scarsa concentrazione ), il vapore acqueo emesso dalla respirazione si deposita sulla superficie interna della mascherina…
… favorendo la crescita di batteri, virus , funghi che i nostri figli saranno obbligati a respirare…l’innalzamento della percentuale di CO 2 nel sangue e il conseguente stato di acidosi determina ABBASSAMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO e, quindi…
Aumento della suscettibilità alle infezioni ( ma tanto c’è il vaccino !!?? ) Per concludere… accendiamo il lume della ragione, spegniamo la paura. Non possiamo continuare a ubbidire cecamente a task force di pseudo-scienziati in conflitto di interessi.
In qualità di esercente la PATRIA POTESTA’ ho il diritto/dovere di mettere in atto tutte le doverose contromisure al fine di tutelare la salute di mia figlia e dei miei pazienti ( IPPOCRATE).
Chiedo quindi che Lei, in virtù del ruolo istituzionale che ricopre, possa attivare tutte le contromisure ( possibili e impossibili ) al fine di contrastare un piano di indebolimento della salute pubblica che va a minare i nostri figli (rappresentanti della società futura ).
Nel caso in cui non fosse possibile fare valere il diritto alla verità e alla libertà, chiedo di continuare ad effettuare lezioni via web in quanto NON SONO DISPOSTO A PERMETTERE A MIA FIGLIA DI INDOSSARE PER 5 ORE AL GIORNO UNO STRUMENTO INUTILE E DANNOSO ALLA SALUTE.
Cordiali saluti.

[Dal Dott. Marco Stegagno • Medico-Chirurgo • Spec. Chirurgia d’Urgenza e di Pronto Soccorso • Docente c/o College of Naturopathic Medicin of London


**§**

Non ho elementi per giudicare quale sia il comportamento migliore certo è che i bambini, in questo periodo di pandemia, sono stati certamente poco considerati.  Si è potuto portare fuori i cani, giustamente,  ma ai bambini per due mesi  è stato proibito di fare anche solo una camminata sul marciapiede.
Con il ritorno a scuola speriamo che si trovino soluzioni per non danneggiare ancor di più la psiche  e la salute delle nuove generazioni.




mercoledì 1 luglio 2020

Luglio /Un té con...




Benvenuti all'appuntamento mensile della rubrica  "Un Tè con...", oggi abbiamo ospite la scienziata che ha scoperto la radioattività :



(1867/1934)


“Nulla nella vita deve essere temuto, deve solo essere compreso.
Ora è il momento di capire di più, in modo che possiamo temere di meno ”.     Marie Curie






- Madame Curie, che onore, la sua fama è immensa ma noi vorremmo conoscere meglio la sua crescita personale, per cominciare, come è stata la sua infanzia?
- Il mio nome è Maria Salomea Skłodowska sono nata a Varsavia, nell'allora Polonia Russa, il 7 novembre 1867. Ultima di cinque figli e figlie. Avevo sette anni quando mia madre morì di tifo, poco dopo anche mia sorella Zosia morì per la stessa malattia. Io caddi in una tristezza assoluta e sviluppai un carattere molto serio. Mio padre Wladislaw fu uno scienziato ed educatore,  a quattro anni imparai a leggere e scrivere con lui  senza andare a scuola  ma da autodidatta. Proseguii gli studi a Varsavia e in seguito l'Università a Parigi.

- Ci vuole raccontare qualche episodio della sua esperienza scolastica?
- Mi isolavo spesso a leggere, incurante di quello che succedeva attorno; questo aumentava l'ilarità dei miei compagni che a scuola un giorno mi fecero uno scherzo circondandomi con una piramide di sedie e aspettando che la catasta crollasse. I minuti passavano ed io immobile non mi accorsi di nulla. Improvvisamente feci  un gesto e le sedie caddero con un gran fracasso. Mi massaggiai la spalla urtata da una sedia, mi alzai, presi il mio libro e borbottai: "che idiozia!", uscendo dignitosamente dalla stanza. Un episodio che ricordai piacevolmente.

- Con sua sorella Bronislawa ci fu un legame molto forte?
- Era maggiore di me di due anni e frequentammo insieme qualche anno al liceo a Varsavia. Lei era esuberante, espansiva e materna; è stata lei a proteggermi e consolarmi nei miei momenti difficili.
Un giorno mi confidò il suo desiderio di studiare medicina a Parigi ma le nostre condizioni economiche non ce lo avrebbero permesso. Fu in quel momento che io decisi di lavorare per poter realizzare il desiderio di mia sorella. Trovai lavoro come governante, mia sorella si laureò, in seguito lei fece altrettanto per me, a 24 anni senza conoscere una parola di francese mi iscrissi alla Sorbona.

- Seguirono anni difficili?
- Certamente, abitavo a Parigi in una soffitta al Quartiere Latino, al sesto piano e senza riscaldamento. Sopravvivevo con pochissimo: un po' di pane, frutta, tè e cioccolata, una pila di vestiti sotto i quali dormire per non congelare ma ero ossessionata dagli studi, e nel giro di tre anni mi laureai in fisica e matematica alla Sorbona. Il piano era diplomarsi come insegnante e tornare a Varsavia.

- Lei fu una donna emancipata per i suoi tempi e dedita esclusivamente ai suoi studi ma presto entrò in scena l'uomo della sua vita.
- Pierre Curie era uno scienziato che aveva fatto importanti scoperte e si guadagnava da vivere come capo del Laboratorio di chimica e fisica industriale di Parigi. Lui aveva otto anni più di me, all'inizio fu solo amicizia, io non volevo distrazioni. Riuscii a infondere a Pierre una nuova ambizione e in cambio ricevetti una comprensione assoluta del  valore centrale  che la scienza aveva nella mia vita.
Ci sposammo un anno dopo.

- Iniziò una collaborazione che sfociò in grandi scoperte...
- Aprimmo un laboratorio e dopo anni di esperimenti riuscimmo ad isolare un nuovo elemento chimico che chiamammo radio per le radiazioni che emetteva.
Aiutata da mio marito, sulla base di una mia  intuizione, riuscii a isolare dalla pechblenda un minerale radioattivo, un nuovo elemento: il polonio.

-Nel 1903 un grande premio per entrambi?
- Ottenemmo il Premio Nobel per la Fisica e per tutti i risultati raggiunti fino a quel momento. Ma dopo qualche anno Pierre morì tragicamente in un incidente. Rimasi sola con due figlie Irene e Eva.

- Nonostante tutto lei continuò nelle sue ricerche?
- Ottenni la cattedra all'Università della Sorbona precedentemente appartenuta a mio marito. Otto anni dopo, nel 1911 mi conferirono un altro Premio Nobel questa volta per la chimica.







Per la sua concezione disinteressata della scienza non brevettò mai le sue scoperte, preferendo donare all'umanità i risultati della sua ricerca. Morì nel 1934 per una grave forma di anemia aplastica causata dai tanti anni di lavoro a contatto con le sostanze radioattive.
Questa è stata Marie Curie, donna, madre, scienziata. Un esempio di dedizione incondizionata al perseguimento dei propri sogni con serietà, impegno,sacrificio e tanta umiltà.



Trailer del film" Marie Curie" 2020





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