non mi era mai successo di mancare dal blog per un mese intero, ma le mie giornate sono cambiate da quando il mio nipotino Luca di nove mesi è venuto a trascorrere con me una buona parte di esse.
E' una gioia, un bambino sorridente e buono che mette allegria a tutta la famiglia.
Sono andata a rileggere alcune poesie e filastrocche di Gianni Rodari, ve ne lascio una adatta al periodo.
C’era una zucca tanto carina
Sopra il ripiano della cucina
Che si annoiava di noia noiosa
Ché pur essendo allegra e curiosa
là sulla mensola a quell’altezza
il tempo era solo tedio e tristezza.
Questa bellissima poesia è stata per anni attribuita erroneamente a Pablo Neruda ma è stata scritta dalla giornalista e scrittrice brasiliana MARTHA MEDEIROS nata a Porto Alegra il 20 agosto 1961
Lentamente muore
“Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita,
di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore
chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce
o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare."
Martha Medeiros
*§*
Non capisco chi abbia avuto interesse ad attribuire questa poesia a un altro scrittore, comunque sia, di fronte a questa "Ode alla vita" chiunque l’abbia scritta, non ci si può non soffermare, non si può non riflettere.