giovedì 25 dicembre 2025

Il Re dei re








Nasce nella notte colui che dalla notte ci riscatta
(Papa Leone XIV)


B u o n   N a t a l e







sabato 20 dicembre 2025

Racconto di Natale


LE TRE DOMANDE

di Lev Tolstoj







Un imperatore pensò di poter trovare la risposta a qualunque problema se solo avesse avuto la risposta a tre domande:
Qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
Qual è la cosa che più conta sopra tutte?
L’imperatore emanò un editto che proclamava che chi avesse saputo rispondere alle tre domande avrebbe ricevuto una ricompensa generosa.
Molte furono le risposte che gli vennero proposte per la prima domanda:
chi gli consigliava di sviluppare dettagliati piani di lavoro, chi di fare grande attenzione allo sviluppo degli eventi, chi suggeriva di istituire comitati di saggi, altri di consultare maghi ed indovini.
Alla seconda domanda vennero date altre innumerevoli risposte: dare fiducia agli amministratori, affidarsi al clero e ai religiosi, ai medici o ai soldati.
Anche la terza domanda stimolò molte risposte diverse: la scienza, la fede, l’arte militare…
L’imperatore non fu soddisfatto delle risposte e la ricompensa non venne assegnata. Conoscendo la fama di illuminato che accompagnava un eremita che viveva sulle montagne, decise di rivolgersi a lui.
L’eremita, però, non abbandonava mai il suo ritiro e accoglieva solo la povera gente. L’imperatore decise allora di vestirsi da povero contadino e di lasciare i suoi soldati alle pendici del monte, per salire da solo la montagna.
Giunto alla capanna dell’eremita, l’imperatore lo vide vangare l’orto.
L’eremita vide lo sconosciuto, lo salutò e continuò a vangare.
L’eremita era vecchio e affaticato ed ogni colpo di zappa era accompagnato da un flebile gemito.
L’imperatore gli si avvicinò e disse: “Sono venuto per chiederti risposta a tre domande:
qual è il momento migliore per intraprendere qualcosa?
Quali sono le persone più importanti con cui collaborare?
Qual è la cosa che più conta sopra tutte?”
L’eremita ascoltò attentamente quello sconosciuto, gli diede una pacca sulla spalla e continuò a vangare.
L’imperatore gli disse: ”Devi essere stanco, permettimi di darti una mano”.
L’eremita si fermò, lo ringraziò e gli passò la vanga sedendosi per terra a riposare.
Dopo un po’ l’imperatore si fermò per ripetere le sue tre domande ma l’eremita non rispose, si alzò, indicò la vanga e disse: “Perché non ti riposi, ora riprendo io”.  Ma l’imperatore continuò nel suo lavoro.

Qualche ora più tardi il sole si avviava a tramontare e a quel punto l’imperatore disse: “Sono venuto fino a qui per porti le mie tre domande, se non sai darmi una risposta ti prego di dirmelo che ritorno a casa.”
L’eremita alzò la testa e in quel momento indicò all’imperatore un uomo che correva loro incontro premendosi le mani insanguinate sullo stomaco. Arrivato presso di loro l’uomo si accasciò al suolo privo di sensi.
L’imperatore allora gli tolse i vestiti e vide che era gravemente ferito, gli pulì la ferita, lo fasciò usando la sua camicia ma il sangue continuava a sgorgare, sciacquò e rifece la fasciatura più volte, finché l’emorragia non fu fermata.
Il ferito riprese i sensi e chiese da bere.
L’imperatore corse al fiume e ritornò con una brocca d’acqua fresca.
Il sole era tramontato e l’aria notturna cominciava a farsi fredda.






L’eremita aiutò l’imperatore a trasportare il ferito nella capanna e ad adagiarlo sul suo letto.
L’uomo chiuse gli occhi e restò immobile.

Anche l’imperatore era sfinito per la lunga arrampicata e per il lavoro all’orto, si appoggiò al vano della porta e si addormentò.  Al suo risveglio il sole era già alto.
Per un attimo dimenticò dove era e cosa era venuto a fare.
Gettò un’occhiata al letto e vide il ferito che si guardava attorno smarrito.
Alla vista dell’imperatore si mise a fissarlo intensamente e gli disse in un sussurro.
“Vi prego, perdonatemi”.
“Ma di che cosa dovrei perdonarti?” rispose l’imperatore.
”Voi non mi conoscete, maestà, ma io vi conosco.
Ero vostro nemico mortale e avevo giurato di vendicarmi perché durante l’ultima guerra uccideste mio fratello e vi impossessaste dei miei beni. Quando seppi che andavate da solo sulle montagne in cerca dell’eremita, decisi di tendervi un agguato sulla via del ritorno e di uccidervi. Dopo molte ore di attesa non vi eravate ancora fatto vivo, perciò decisi di lasciare il mio nascondiglio per venirvi a cercare; ma invece di trovare voi mi sono imbattuto nella scorta, che mi ha riconosciuto e ferito. Per fortuna, sono riuscito a fuggire e ad arrivare fin qui.
Se non vi avessi incontrato, a quest’ora sarei morto certamente.
Volevo uccidervi e invece mi avete salvato la vita!
La mia vergogna e la mia riconoscenza sono indicibili.
Se vivo, giuro di servirvi per il resto dei miei giorni e di imporre ai miei figli e nipoti di fare altrettanto.
Vi prego, concedetemi il vostro perdono”.

L’imperatore si rallegrò infinitamente dell’inattesa riconciliazione con un uomo che gli era stato nemico. Non solo lo perdonò, ma promise di restituirgli i beni e mandargli il medico e i servitori di corte per accudirlo finché non fosse completamente guarito. Ordinò alla sua scorta di accompagnarlo a casa, poi andò in cerca dell’eremita. Prima di tornare a palazzo, voleva riproporgli le tre domande per un’ultima volta.

Lo trovò che seminava nel terreno dove il giorno prima avevano vangato.
L’eremita si alzò e guardò l’imperatore:
“Le tue domande hanno già avuto risposta”.
“In che modo?” chiese l’imperatore, perplesso.
“Se ieri non avessi avuto pietà della mia vecchiaia e non mi avessi aiutato a scavare questi solchi, saresti stato aggredito da quell’uomo sulla via del ritorno.
Allora ti saresti pentito amaramente di non essere rimasto con me. Perciò, il momento più importante era quello in cui scavavi i solchi, la persona più importante ero io, e la cosa più importante da fare era aiutarmi.
Più tardi, quando è arrivato il ferito, il momento più importante era quello in cui gli hai medicato la ferita, perché se tu non lo avessi curato sarebbe morto e avresti perso l’occasione di riconciliarti con lui.
Per lo stesso motivo, la persona più importante era lui e la cosa più importante da fare era medicare la sua ferita.

Ricorda che c’è un unico momento importante: questo.

Il presente è il solo momento di cui siamo padroni.

La persona più importante è sempre quella con cui siamo, quella che ci sta di fronte,
perché chi può dire se in futuro avremo a che fare con altre persone?

La cosa che più conta è rendere felice la persona che ti sta accanto, perché solo questo è lo scopo della vita”.






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martedì 25 novembre 2025

Oggi, domani e sempre




Fermiamo la violenza contro le donne






 

Se ti ama non ti uccide, non ti manipola e non ti ricatta. Chiama il 1522



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sabato 25 ottobre 2025

Scopri l'Autore






"Sono poco tollerante e, comunque, troppo poco per andar bene agli altri. Non riesco a dimenticare tanto presto quando dovrei gli errori e i vizi degli altri, né le offese che mi vengono arrecate. I miei sentimenti non mutano ad ogni più lieve tentativo. Forse si potrebbe dire di me che serbo facilmente rancore. La mia stima, quando la si perde, è persa per sempre."

"Più conosco il mondo, più ne sono delusa, e ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza."

"A mio parere c'è in ogni temperamento la tendenza a qualche difetto particolare; è un'imperfezione di natura che non si vince nemmeno con la migliore educazione."

"L’orgoglio si riferisce all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a ciò che vorremmo gli altri pensino di noi."










Chi ha scritto questi versi e qual' é il titolo del libro?


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giovedì 2 ottobre 2025

Miracolo in mare






Il delfino manda il benvenuto alla flotilla , il giorno dopo gli umani sparano con cannoni ad acqua sulle imbarcazioni.





Incrociamo le dita per queste eroiche  persone, intanto partecipiamo numerosi alle manifestazioni in atto.







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venerdì 12 settembre 2025

Tropea e le Isole Eolie

Buongiorno, 

anche questa estate è giunta al termine. Noi siamo andati in Calabria,  non ci eravamo mai stati se non di passaggio per la Sicilia. 

Dovunque si trovano  testimonianze di un grande passato  di Greci, Romani, Bizantini, Normanni, Angioini e Aragonesi, approdati nel corso dei secoli sulle coste calabresi. 

Affascinante la Costa degli Dei, affacciata sul Mar Tirreno, dove paesaggi naturali di rara bellezza si rispecchiano nel mare turchino e lunghe spiagge bianche succedono a rocce frastagliate con piccole cale raggiungibili solo a piedi o in barca.




Lo scoglio del Leone









Tropea, una piacevole scoperta;







Santuario di s. Maria dell'Isola








Da Tropea partono motonavi e traghetti per le Isole Eolie e noi ne abbiamo approfittato affrontando con timore un mare particolarmente mosso.


L'isola di Vulcano  vista da Lipari


Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi Panarea le sette isole di origine vulcanica che formano un arcipelago e comprendono numerosi isolotti e scogli affioranti dal mare. Vulcano e Stromboli sono attualmente attivi.


Salina (sullo sfondo Alicudi)




Stromboli da Panarea


Ci imbarchiamo per Stromboli l'isola vulcano che erutta ogni venti minuti e all'arrivo,  una bandiera,  non italiana ma  della Palestina.






La vacanza è terminata ricordando la meravigliosa visione che tutte le sere dal nostro albergo avevamo: il tramonto sul mare con "Iddu" lo Stromboli.






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giovedì 7 agosto 2025

Esce dal buio e dal degrado il Castello di Sammezzano






"Tutelato, valorizzato e reso accessibile a chiunque"  questo l'auspicio di tutti coloro che nonostante i divieti hanno raggiunto a piedi, perché solo così è accessibile,  per molti anni il grande parco che circonda il meraviglioso Castello di Sammezzano nel comune Reggello in provincia di Firenze.




Ne avevo parlato in un post qui dieci anni fa.

Dunque il Castello fra due anni sarà riaperto al pubblico, non grazie allo Stato ma ad una facoltosa famiglia fiorentina  che ha acquistato l'intera struttura e il parco di circa 200 ettari. 
L’immobile, e altri dieci edifici quali ex fattorie, ghiacciaie, ponti, grotte artificiali e fabbricati rurali, sono ufficialmente passati nelle mani della SMZ srl la società di Ginevra Moretti, figlia dell’imprenditore Giorgio, e del marito Maximilian.




Esulta l'associazione “Save Sammezzano” che si è  battuta per il recupero del capolavoro orientalista, e tutti noi con loro.


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sabato 26 luglio 2025

Fame: la nuova arma di guerra















Il genocidio, come la stessa etimologia rivela,
è la distruzione di un popolo in quanto tale.
E non è un atto: è un processo, lungo e continuo,
anche se non sempre lineare,
mai a velocità costante.
E cosa costituisca il genocidio non sono le opinioni personali, o i ricordi o i traumi.
No, è la Convenzione sul Genocidio stabilita all’indomani dell’Olocausto
che ha avuto luogo all’interno della Seconda Guerra Mondiale,
affinché i genocidi non occorressero più,  affinché ci fossero i mezzi per prevenirli, per fermarli.
E la Legge parla chiaro:
uccidere -
Il mezzo non importa: che sia machete, o camere a gas,
o tecnologie militari da XXI secolo -
infliggere sofferenze psichiche o fisiche come umiliare, picchiare, torturare, stuprare anche a mezzo di oggetti , creare condizioni di vita calcolate per distruggere,
per esempio lasciando la gente senza casa, cure mediche, cibo, acqua,
mentre le si bombarda pure,
o adottare misure volte a prevenire le nascite,
come per esempio distruggere la clinica di fertilità
che conservava 3000 embrioni.
Questi sono crimini in sé, che costituiscono anche genocidio
quando sono commessi con l'intento di distruggere un gruppo in quanto tale.
Ecco cosa è un genocidio.

(Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per il Territorio Palestinese )


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giovedì 12 giugno 2025

Pensieri in riva al mare



Il mare è sempre fonte di ispirazione per me.








 Non puoi controllare il vento, ma puoi regolare le vele.

(metafora della vita)





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giovedì 8 maggio 2025

L'ultimo giorno di Gaza


Buongiorno, condividiamo e divulghiamo questa iniziativa:

Dal blog di Vincenzo Cavaliere:







Non possiamo rimanere in silenzio, facciamo tutto il rumore possibile. 

Molti di noi leggeranno la poesia «Se Devo Morire» di Refaat Alareer.
Poeta, scrittore e professore universitario di letteratura comparata ucciso in un bombardamento a Gaza nel 2023.

Se devo morire,
tu devi vivere
per raccontare la mia storia
per vendere le mie cose
per comprare un pezzo di stoffa
e dello spago,
(bianco con una coda lunga)
cosicché un bambino, da qualche parte a Gaza
guardando il cielo negli occhi
aspettando suo padre che se ne andò in fiamme—
senza dire addio a nessuno
nemmeno alla sua carne
nemmeno a se stesso—
veda l'aquilone, il mio aquilone che tu hai fatto, volare in alto sopra
e pensi per un momento che ci sia un angelo lì
riportando l'amore
Se devo morire
lascia che porti speranza
lascia che sia una storia.


 Ma tante sono le parole possibili per dire una sola cosa: BISOGNA SALVARE GAZA.
E il 9 maggio è davvero l’#ultimogiornodigaza.




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venerdì 25 aprile 2025

25 Aprile 1945- 2025


Buongiorno e buon 25 aprile


Cosa si festeggia oggi?

Si festeggiano ottant'anni dalla liberazione dal nazifascismo, ottant'anni di libertà, indipendenza, e democrazia. I valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione e il sacrificio dei giovani e delle giovani che hanno scelto di stare dalla parte giusta nella lotta per la RESISTENZA.








Ricordiamolo sempre ai nostri figli e ai nostri nipoti!






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