Buongiorno,
la rubrica "Un Tè con..." di questo mese ci porta a conoscere una donna dotata di una intelligenza particolare, la scienziata che scoprì la struttura del DNA umano.
1920/1958
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Mrs. Franklin ci vuole parlare un po' di lei, come è stata la sua infanzia?
- Sono nata a Kensington (Londra) il 25 luglio 1920 unica figlia femmina di quattro fratelli di una ricca e colta famiglia ebraica. La mia infanzia trascorse in modo ben organizzato tra la scuola, il parco, gli animali da compagnia, le festività, le giornate di attività fisica e i fine settimana in campagna nella casa del nonno.Nel 1929 stava per arrivare un nuovo fratellino e fui mandata in collegio poiché si ritenne che l'aria salutare del Canale della Manica mi avrebbe giovato. La scuola che Ellis e Muriel , i miei genitori, scelsero si trovava a Bexhill, sulla costa del Sussex, una zona piena di alberghi, collegi e campi da golf, nella convinzione che la costa potesse offrire un ambiente più sano del fumo e delle ciminiere di Londra alla loro figlia maggiore. Qui mi appassionai alla geometria, alla geografia, agli sport, ma soprattutto alla scienza, materia nella quale mi forzavo di essere la migliore della classe. Gli ultimi anni della mia carriera scolastica furono segnati dalla concomitante ascesa al potere in Germania di Adolf Hitler.

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Ritornò presto a Londra?
- Nel gennaio del 1932, all'età di undici anni, entrai a metà dell'anno alla St Paul, una scuola diurna nella zona occidentale di Londra composta da due istituti, uno maschile e uno femminile, nota per il suo rigore accademico, vinsi una borsa di studio della Senior Foundation. Dopo aver ottenuto il diploma di istruzione primaria, iniziai a frequentare la scuola superiore, dove ho potuto concentrarmi sulle discipline che più mi interessavano: chimica, fisica e matematica pura e applicata. A sedici anni avevo infatti le idee già molto chiare.
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Ebbe difficoltà ad essere accettata nel mondo della scienza?
- Sapevo che non sarebbe stato facile per una donna ma ero pronta ad affrontare quell'ambiente maschilista che considerava la donna incapace di poter svolgere un lavoro serio. Entrai all'Università di Cambridge con una borsa di studio e mi laureai nel 1941 in chimica e fisica concentrando gli studi del carbonio e della biofisica. In seguito mi trasferii a Parigi per apprendere la tecnica di diffrazione a raggi X per lo studio di grandi molecole.
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Questa tecnica le aprì la strada allo studio del DNA?
- Fui chiamata dal King's College ed ebbi l'opportunità di fare delle scoperte scientifiche, ma il mio carattere riservato e solitario e la tendenza a lavorare da sola, crearono attriti tra me e il direttore del college Maurice Wilkins .Arrivai al King's College nel 1951, nel febbraio del 1953 scrissi sul mio taccuino che"
il DNA è composto da due catene distinte" risultato ottenuto da mie elaborazioni matematiche e dall'immagine ai raggi X della forma B del DNA la famosa "numero 51".
Per Wilkins era inaccettabile che una donna – molto più giovane di lui – si occupasse del suo stesso campo di ricerca.
* I suoi studi le furono sottratti dal direttore Wilkins?
- In quel periodo altri ricercatori erano in gara con altri gruppi nello studio del DNA. Tra di loro vi erano Watson e Crick a cui Wilkins mostrò loro l’immagine dopo averla prelevata dal mio laboratorio senza il mio consenso e senza che venissi a saperlo. Parlare di furto potrebbe sembrare eccessivo ma in realtà le cose andarono proprio così. Quella foto fu fondamentale per l'elaborazione del modello elicoidale della struttura del DNA da parte dei
futuri premi Nobel: Watson e Crick.
"Solo quando sarà normale che una donna diventi una scienziata, o che un uomo voglia badare un po’ ai propri figli, quando i concetti di “maschile” e “femminile” non saranno poi accompagnati ad un sentimento di ostinata estraneità, quando ci si accorgerà che non ha senso competere quando si è parte di una sola umanità, allora davvero si potrà camminare insieme verso il progresso dell’essere umano."
(Rosalind Franklin)
Nel 1962 James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins ottennero il Premio Nobel per la Medicina per la scoperta della struttura del DNA. e non riconobbero il contributo di Rosalind Franklin neppure durante il loro discorso di ringraziamento.
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(Fonte: Brenda Maddox, Rosalind Franklin. La donna che scoprì la struttura del Dna, Mondadori 2004)
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