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oggi siamo in compagnia di due pittrici nate in Italia tra il 1500 e il 1600 che hanno in comune la scarsa visibilità delle donne nella storia dell'arte del passato ed entrambe con il padre anch'egli pittore.
Lavinia Fontana e Artemisia Gentileschi
(1552 - 1614) (1593 - 1654)
- Lavigna Fontana, come è stata la sua vita di pittrice nella sua epoca?
- Sono nata a Bologna il 24 agosto 1552, ereditai la passione per l'arte e la pittura da mio padre Prospero, anch'egli pittore, il quale aveva una bottega tutta sua.
- Crescere in una bottega di artisti aveva i suoi vantaggi?
- Venni educata sul campo, anche se nel 500 per un'artista donna non fu affatto facile. Mio padre notò il mio talento e fece di tutto perché non andasse sprecato.
- Dove lavorò e chi furono i suoi committenti?

- Dipinsi alcune pale d'altare ma fu il papa Gregorio XIII che mi chiamò a Roma per farmi lavorare alla sua corte. Diventai la"Pontificia Pittrice" e molte nobildonne ambivano a farsi ritrarre da me.
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L.Fontana-Adorazione dei Magi
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| L:Fontana-ritratto di dama (particolare) |
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| L. Fontana-Ritratto di Bianca degli Utili Maselli e i suoi figli (1605) |
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Riuscì a conciliare il ruolo di artista con quello di moglie e madre?
- Sposai il pittore Paolo Zappi e nel contratto di matrimonio mio padre fece includere la clausola che mi permettesse di continuare la carriera di pittrice. Abbiamo avuto undici figli, otto morirono prima di me.
- Quante opere dipinse?
- Furono 135 ma solo 32 sono datate e firmate. Alcuni dei miei ritratti sono stati attribuiti al mio contemporaneo Guido Reni.
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| L.Fontana- Giuditta e Oloferne |
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| L.Fontana- Autoritratto alla spinetta 1577 |
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-Artemisia Gentileschi, lei ebbe un'adolescenza travagliata ce ne vuole parlare?
- Sono nata a Roma l'8 luglio 1593, primogenita del pittore pisano Orazio Gentileschi. Mia madre morì che avevo 12 anni. Imparai da mio padre l'arte della pittura, le forme realistiche. l'uso della luce e dell'ombra tipiche di Caravaggio. Avevo 17 anni quando un collega e amico di mio padre, Agostino Tassi, che doveva insegnarmi a padroneggiare con i colori, approfitta di me e vengo violentata. Esco distrutta, e l'uomo mi promise di sposarmi nascondendomi di essere già sposato. Pretesi giustizia e denunciai lo stupro.
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| A.Gentileschi -Annunciazione |
- Ebbe grande coraggio, specialmente in quell'epoca...
- Iniziò un lunghissimo processo con testimoni falsi, lunghe e umilianti visite, torture. Vinsi io; l'uomo venne condannato e allontanato da Roma. La mia reputazione però venne distrutta.
-In seguito sposò un pittore toscano?
- Si nel 1612 sposai Pierantonio Stiattesi andai a vivere a Firenze lasciando tutto alle mie spalle ma non nella mia anima. L'odio lo espressi nel quadro di Giuditta e Oloferne.
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| A.Gentileschi- Giuditta decapita Oloferne (1613)Museo di Capodimonte Napoli |
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| A sinistra Giuditta di Caravaggio, a destra Giuditta di Artemisia |
- Qui conobbe molti uomini importanti?
- Divenni amica di Galileo Galilei, Michelangelo Buonarroti, nipote e omonimo del grande Michelangelo. Il 19 luglio 1666 venni ammessa all'Accademia del Disegno di Firenze. prima donna in assoluto a godere di tale privilegio e chiamata "pittora".
- Firenze le è stata madre ma anche matrigna?
- Scappai dalla mia casa di Piazza de' Frescobaldi, principalmente per i debiti di mio marito che amava vivere a credito. Con i quattro figli tornammo a Roma, con Pierantonio eravamo complici ma la passione non c'era più.
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| A. Gentileschi- Giuditta e la sua ancella |
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A.Gentileschi- Autoritratto come santa Caterina d'Alessandria (1615)
The National Gallery London |
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Nel suo quadro raffigurante lei stessa come Santa Caterina d'Alessandria lei ha voluto ricordare il suo vissuto?
- Come lei, sopravvissuta alla tortura della ruota, contro cinquanta teologi pagani in una contesa, anch'io ho dovuto soffrire l'ingiustizia in un tribunale romano come vittima e non imputata.
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A. Gentileschi- Adorazione dei Magi (1636) Cattedrale di Pozzuoli-Napoli
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La sua arte la portò a diversi spostamenti?
- Roma non mi offriva più molto lavoro così mi recai a Napoli; una città che in quel momento (1630), oltre essere capitale del vice regno spagnolo, costituiva un vivace ambiente culturale. Nel 1638 raggiunsi mio padre a Londra che stava lavorando presso la Corte del re Carlo I. Dopo la morte di mio padre tornai a Napoli.
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Lavinia Fontana fu per lei ispiratrice?
- Certamente, lei fu "attrice" e modello ideale. Fu lei che adottò per prima le espressioni altamente teatrali che rappresentavano storie di donne ed eroine del vecchio testamento, quel genere di pittura creata da Lavinia Fontana alle corti dei cardinali e papi di Bologna e Roma.
A conclusione della sua lunga carriera scrisse a uno dei suoi più importanti committenti degli ultimi anni il nobile siciliano Antonio Ruffo: <
Perché il nome di donna far stare in dubbio, sinchè non si è vista l'opra?>
La domanda è ancora attuale.

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