sabato 7 maggio 2016

Mattinata a Firenze


Buongiorno,

è primavera...svegliatevi bambine..., sono le parole di una vecchia canzone .

Ieri  la giornata era splendida e così di buon' ora ci siamo recati a Firenze per  una passeggiata   e arrivare  fino a Villa Bardini, dopo Ponte Vecchio. Ci siamo incamminati su per Costa San Giorgio, una strada in salita, ma ne è valsa la pena, il panorama su Firenze è spettacolare.

Davanti alla Galleria degli Uffizi è stato allestito provvisoriamente un giardino.







Villa Bardini risale alla metà del 1600, dopo il lascito dell'ultimo proprietario al Comune di Firenze è stata restaurata ed è visitabile. La villa ha una superficie di 3800 mq. su quattro livelli, sessanta tra stanze e saloni, dove  si svolgono mostre e convegni.

La posizione collinare offre una vista completa su Firenze.







Passeggiare nel grande giardino, lontano dai rumori della città, sembra di essere in un paradiso.










rose antiche, generose di bellezza e profumo,









 
e la scalinata barocca
 
Da qui i monumenti della città sembrano così vicini da poterli toccare.
Buona Festa della Mamma a tutte, 
a chi lo è,  a chi non lo è  e a chi lo sarà.


domenica 1 maggio 2016

Un tè con...Karen Blixen



Buongiorno,

il mese scorso ho iniziato una nuova Rubrica:



oggi vi presento il personaggio che ci farà compagnia per questo tè insieme:


scrittrice danese



* Cara Baronessa Blixen, il suo vero nome è Karen Christentze Dinesen, ci può raccontare un pò di       lei? Dove è nata e com'era composta la sua famiglia?
-  Sono nata in Danimarca, a trenta chilometri da Copenaghen il 17 aprile 1885, la mia famiglia era composta, dai miei genitori e altri quattro fratelli. Mio padre, proprietario terriero, si suicidò quando io avevo dieci anni.

* A che età iniziò a scrivere i suoi primi racconti?
-  A 22 anni, nel 1907 scrissi due racconti L'eremita e L'aratore, mentre nel 1909 la Famiglia de Cats sotto lo pseudonimo di Osceola.

* Nel 1914 parte per Mombasa, scopre il suo grande amore per i popoli indigeni dell'Africa e
 il  rispetto per la cultura africana che, per l'epoca, è sorprendente...
-  In Africa ho vissuto una quantità infinita di cose meravigliose, anche se con altri l'Africa è stata più clemente, io credo fermamente di essere uno dei suoi figli prediletti.
Un gran mondo di poesia si è dischiuso laggiù, mi ha fatto entrare e io l'ho amato.





* In quale anno lasciò definitivamente l'Africa?
- Lasciai l'Africa nel 1931 col cuore spezzato, dopo aver perso ogni speranza di continuare a reggere la mia piantagione di caffè in Kenya.





* Il periodo della Sua vita trascorso in quella regione lo racconta nel suo libro "La mia Africa" dove descrive intermezzi incantati ma anche un lungo dramma.
-   Il libro nasce dalle lettere che quotidianamente inviavo ai miei famigliari in Danimarca fra l'entusiasmo e lo sconforto e posso dire che proprio in queste lettere mi sono scoperta e messa alla prova della scrittura. Anche se l'esperienza africana fu una pena lancinante, continuai a guardarla con gratitudine.







Meryl Streep/ Out of Africa (movie)
* Come trascorreva le sue giornate nella fattoria?
- Mi trovavo spesso sola, ma non chiudevo mai a chiave la mia porta. Andavo al safari lontano miglia e miglia da qualsiasi bianco. Amavo gli indigeni e loro avevano fiducia in me.
I miei rapporti con loro sono stati sempre semplici e piani, sia durante i safari che alla fattoria. Eravamo buoni amici. Sapevo che non avrei mai potuto conoscerli o capirli completamente, mentre loro mi conoscevano fino in fondo e riuscivano a prevedere i miei atti e le mie decisioni. (da La mia Africa)







Ho guardato i leoni negli occhi e ho dormito sotto la Croce del Sud, ho visto le grandi praterie in fiamme, e le ho viste coperte di sottile erba verde dopo la pioggia, sono stata amica di Somali, Kikuyu e Masai, ho volato sopra le Ngong Hills .


* Dopo il divorzio da suo marito, conobbe Denys Finch Hatton il grande amore della sua vita.
- V 'era un tratto del suo carattere per me veramente prezioso, amava sentir raccontare...talvolta giungeva all'improvviso mentre mi trovavo nei campi di caffè o di granoturco, portava dischi nuovi: quando tornavo a cavallo al tramonto, la musica del grammofono mi veniva incontro, nell'aria fresca della sera, annunciandomi il suo arrivo.... (da La mia Africa)
Aveva comprato un aereo, imparò a pilotarlo ma un giorno precipitò e tutto si concluse.




"Io conosco il canto dell'Africa, della giraffa e della luna nuova africana distesa sul suo dorso. Degli aratri nei campi e delle raccoglitrici di caffè...Ma l'Africa conosce il mio canto?"


Karen Blixen museum in Nairobi/ Kenya






La scrittura di Karen Blixen mi piace molto; ti ritrovi all'ultima pagine senza accorgerti.

* * *

Noi ci diamo appuntamento per il mese prossimo con un altro personaggio....

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