venerdì 1 luglio 2016

Luglio/Un tè con...



Buongiorno,

incredibile come passano i mesi, i giorni e le ore...siamo già in luglio, e come ogni inizio del mese siete le benvenute alla  Rubrica:





Per la verità si preferirebbe un tè freddo, comunque, freddo o caldo il tè di questo mese lo prenderemo con una scrittrice italiana che ha molte analogie con le scrittrici inglesi dell'ottocento. Anche lei ha cominciato a scrivere e pubblicare romanzi molto giovane. Nei suoi racconti c'è tutta l'inquietudine familiare dei romanzi dell'ottocento inglese, con i deliri talvolta comici e tragici dei protagonisti.






scrittrice e poetessa italiana
1912/1985





* Cara signora Morante ci può raccontare un po' di lei? Dove è nata e come è stata la sua infanzia?
- Sono nata a Roma il 18 agosto 1912 nel quartiere popolare di Testaccio da Irma Poggibonsi e Francesco Lo Monaco. L'uomo che mi ha riconosciuta come figlia naturale e mi ha dato il suo cognome è stato il marito di mia madre Augusto Morante ma io sono figlia di Francesco Lo Monaco un impiegato delle poste, così come i miei quattro fratelli.

* Com'è stato il rapporto con suo padre naturale?
- Io ero la figlia maggiore, fui la prima a sapere la verità, cioè che il mio padre biologico era un'altra persona. Per certi versi lo detestavo ma ebbi momenti di grande malinconia quando venimmo a sapere che si era suicidato nel 1945.


* Lasciò la famiglia molto presto?
- Si lasciai la famiglia a diciotto anni e non potendo proseguire gli studi alla Facoltà di Lettere per ristrettezze economiche, mi mantenevo compilando tesi, cambiando stanze di pensione e camere ammobiliate, fino ad avere un piccolo appartamento in affitto nel 1935. Iniziai allora  a scrivere racconti che poi riunii nella raccolta "Lo scialle andaluso" pubblicato nel 1963.







*Qualche anno dopo lei conobbe colui che divenne suo marito        cioè Alberto Moravia?
- Conobbi Alberto nel 1936 e ci sposammo nel 1941, abitavamo a Roma  ma presto fummo costretti a fuggire per le idee antifasciste di entrambi. Ci rifugiammo a Fondi un paesino della ciociaria dove fra paure, stenti e fame io terminai di scrivere Menzogna e Sortilegio e iniziai La Storia. In quel periodo Alberto scrisse La Ciociara.
Nel 1948 ritornammo a Roma, venne pubblicato da Einaudi Menzogna e Sortilegio, il libro ottenne notevole successo grazie al Premio Viareggio.



*Nel 1957 scrisse un altro romanzo destinato ad avere successo per le sua qualità di narratrice...
- Si,  L'Isola di Arturo ambientato a  Procida con il quale vinsi il Premio Strega. Il romanzo sviluppa il tema della crescita e della formazione di un adolescente che si evolve attraverso le deludenti esperienze della vita.




* Nei suoi libri lei sta spesso dalla parte dei vinti, dei sofferenti e li circonda di amore materno.
- Forse è la mia rinuncia alla maternità che inconsciamente si ribella dentro di me.

 * Lei non parlò mai né scrisse delle sue produzioni giovanili perché?
- A tredici anni scrissi e illustrai delle favole che raccolsi in Le straordinarie avventure di Caterina . Pubblicate per la prima volta da Einaudi quando avevo trent'anni nel 1942. Non ho mai rinnegato gli scritti giovanili, solo che le esperienze della vita mi segnarono profondamente e sopirono in me l’infantile ottimismo, ho sempre  avuto grande fiducia nella forza dei bambini perché i bambini
 ” sono i soli che si interessano a cose serie e  importanti”.







Non sappiamo granché della sua infanzia, di certo fu il periodo più spensierato della sua vita, passato tra i libri e l'immaginazione. Sappiamo che amava i gatti che aveva occhi grandi e lo sguardo severo.

 Elsa Morante ha scritto sempre contro tutto e  contro tutti pur essendo  nello stesso tempo sofisticata, aristocratica e popolare.


***


Il pomeriggio è trascorso  in piacevole compagnia, e voi cosa pensate del personaggio
che ho scelto questo mese? Un vostro parere sarebbe molto gradito, non esitate a commentare,
 il blog è un luogo di confronto, non dimentichiamolo.










Citazioni da: La fiaba estrema. Elsa Morante tra vita e scrittura, Carocci 339 pagine, , Roma 2012
Marcello Morante, Maledetta benedetta, Garzanti  136 pagine Milano 1986



10 commenti:

  1. Ciao Verbena, condivido il tuo messaggio: il blog, è questo. Interazione, commenti, crescita, opinioni e scambi, a mio parere, dovrebbe continuare ad essere una grande agenda mediatica da "sfogliare" su cui cogliere non solo informative individuali ma anche e soprattutto post come questo di introduzione all'interazione, alla conoscenza ed alla informazione, di cui non ne dovrammo MAI essere sazi, dopo questa chilometrica prefazione dico: che scelta!!! Commento riportando una frase della Morante: "... ho sempre avuto grande fiducia nella forza dei bambini perché i bambini sono i soli che si interessano a cose serie e importanti”. Condivido il pensiero! Un abbraccio e buon w.e. NI

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    1. Cara Ni, Non sai come mi abbia fatto piacere questo tuo commento; "interazione" è la parola giusta e sono contenta che tu abbia espresso molto meglio di me quello che entrambe pensiamo sulla funzione del blog.
      Grazie e a presto.

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  2. Ciao VErbena ti confesso che ho letto Moravia ma mai Morante. Mi sa che devo rimediare alla lacuna anche perchè il tuo post mi ha presentato una donna notevole.
    Ciao e un abbraccio

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    1. Cara Patricia, un'assidua lettrice come te non ha letto la Morante? Ti perdono...ma devi rimediare!
      Non sai quante lacune ho io in fatto di letture....Ciao e buon fine settimana.

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  3. il suo romanzo "La storia" è fra i mie preferiti in assoluto. Penso che sia stata una grandissima donna e scrittice. Io la amo molto

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    1. Cara Laura anche a me è piaciuto molto anche se è una storia molto triste dato il periodo in cui è ambientato. Purtroppo nelle scuole non si studiano questi autori italiani contemporanei ed è un vero peccato. Buon week end!

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  4. I am happy to learn of this beautiful and clever woman. Thank you
    for your information. It is incredible how our childhood really marks
    our soul, our thoughts, and our actions. Elsa speaks the truth when she
    refers to children and them being interested in the important things. A
    child is always the best character to speak the truth, be concerned and
    being good little souls. I think some people need to really think hard
    when they are raising children to do the best they can for them. Thank you
    for sharing.
    A hug xx

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    1. The childhood is important for future life. Thanks for comment
      Ciao Anita

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  5. Cara Verbena, una invitata molto gradita a questo tè di inizio luglio.
    La apprezzo proprio per quel suo coraggio di "scrivere contro tutto e tutti".
    V.

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  6. Una donna dal carattere forte ma fragile allo stesso tempo. Ho letto molti anni fa alcuni dei suoi romanzi, e mi parve di leggere qualcosa di lei, celato tra le righe. Concordo con te quando dici che, anche se non ne ha mai parlato ampiamente, che gli anni più belli per lei furono quelli legati all'infanzia. La sua depressione, il tentativo di suicidio, dimostravano un suo male interiore, ma ciò non ha mai leso lo scorrere piacevole nello scrivere i suoi libri. Grazie Verbena per questo delizioso pomeriggio a sorseggiare the, parlando di una donna che ha lasciato, indiscutibilmente, un segno nella nostra letteratura italiana. Buon mese di luglio. Paola

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