Buongiorno a tutte e a tutti.
Questo mese ritroviamo l'ultima sovrana Normanna in Italia::
Per comprendere l’origine del regno, istituito nel 1130, è necessario rifarsi alla presenza normanna nell’Italia meridionale. Nel X secolo alcuni gruppi di normanni si trovarono a transitare in Italia, in veste non di guerrieri ma piuttosto di pellegrini di ritorno dalla Terrasanta. Solo agli inizi dell’XI secolo essi iniziarono a mettere la propria abilità militare al servizio dei vari signori locali, insinuandosi via via nei conflitti che vedevano longobardi e bizantini contendersi il Mezzogiorno.
Nel volgere di una generazione, l'apporto militare dalla Normandia diventò determinante al punto da essere ricompensato con significative concessioni territoriali. Proprio come ricompensa per il sostegno al duca bizantino di Napoli contro il principe longobardo di Capua, nel 1029 venne istituita la prima contea normanna in Italia, ad Aversa. Nei decenni successivi i normanni si espansero in maniera inarrestabile, conquistando terre longobarde e bizantine senza che né l’imperatore germanico né il papa potessero contenere la loro ascesa
A distinguersi in tale frangente furono in primo luogo gli Altavilla (dalla località di Hauteville, in Normandia): nella seconda metà dell’XI secolo, dalle loro fila emersero personalità di assoluto rilievo, quali Roberto detto il Guiscardo,, e suo fratello minore Ruggero . Furono loro due che, forti della posizione raggiunta nel Mezzogiorno nel 1061 avviarono la conquista della Sicilia musulmana, uno dei territori più floridi e ricchi del Mediterraneo.
Ruggero II detto 'il normanno' (1095 - 1154) fu il primo sovrano del Regno di Sicilia che arrivò ad estendersi per circa un terzo della superficie della Penisola italiana.
Palermo - Palazzo dei Normanni e Cappella Palatina fatti costruire da Ruggero II - 1130
- Regina Costanza, Voi non foste destinata a diventare regina ma la morte di tutti i Vostri fratellastri Vi portò a diventarlo?
- Sono nata nel 1154, mio padre Ruggero II morì qualche mese prima della mia nascita. Mia madre, Beatrice di Rethel, era la sua terza moglie.
- Avevate interesse per la vita monastica?
- L'hanno pensato in molti perchè a trent'anni non erano state previste nei miei confronti possibilità matrimoniali né possibile successione al trono.
- La Vostra vita inaspettatamente cambiò nel 1184?
- Cambiò quando per porre fine ai contrasti da anni esistenti tra Impero, rappresentato da Federico Barbarossa e Regno di Sicilia rappresentato da Guglielmo, si arrivò a un trattato di pace, e fu richiesta in garanzia la mia mano.
- Fu deciso così il Vostro fidanzamento?
- Esattamente, mi fidanzai con il giovane Enrico figlio del Barbarossa di 20 anni, io ne avevo trentuno.
Due anni dopo, il 27 gennaio 1186, a Milano fu celebrato il matrimonio.
- Voi, principessa normanna, dalla calda Palermo Vi trasferiste nelle barbare langhe tedesche?
- E mi trovai proiettata verso una vita diversa da quella vissuta fino ad allora. Nessuna possibilità di successione al trono di Sicilia era ipotizzabile.
- Finchè invece nel 1189 si verificò l'impensabile e l'incredibile....
- Quell'anno Guglielmo morì, aveva 36 anni e non aveva eredi. Il Regno era in pericolo per la mancanza di un erede, ma ci si era dimenticati di Costanza, l'ultima figlia di Re Ruggero.
- Si aprirono le porte per l'imprevista strada al trono di Sicilia?
- Enrico VI, mio marito, era diventato imperatore dopo la morte del padre, il Barbarossa. Io fui l'unica erede legittima vivente di Ruggero II.
- Ma in Sicilia i tedeschi non erano molto amati?
- L'Aristocrazia e il clero siciliano, appoggiati anche dal Papato, si opposero per la presenza di mio marito tedesco, si ribellarono alla sola idea ed elessero Re Tancredi, cugino di Guglielmo II, nipote di Ruggero II, unico discendente maschio, per quanto illegittimo, di stirpe normanna.
- Con Vostro marito Vi opponeste a questa elezione?
- Ovviamente, rivendicammo il diritto ereditario e nel 1191 partimmo per la conquista della Sicilia attraversando l'Italia.
- Il vostro esercito fu fermato a Napoli?
- L'esercito tedesco, ingrossato da altre truppe di Stati italiani ghibellini, fu fermato davanti alle mura di Napoli, che erano imprendibili e ben difese. Per giunta, a causa di una pestilenza, fu decimato e si fermò nei pressi di Salerno e da lì rientrammo tutti in Germania.
Preso da questioni tedesche, mio marito l'imperatore abbandonò momentaneamente il problema siciliano, fino a quando nel 1194 il re Tancredi morì e gli successe un bambino di nove anni, Guglielmo III, con la reggenza della madre, Sibilla di Medania.
- In quell'anno molti non credettero alla Vostra gravidanza?
- Avevo quarant'anni ed ero incinta, erano trascorsi ben nove anni di matrimonio, , una età all'epoca molto avanzata. Nacquero voci, dicerie e dubbi sia sulla reale madre che sul padre.
Ciò nonostante, mi misi in viaggio per raggiungere la Sicilia. Lungo il cammino però dovetti fermarmi per evitare problemi.
Enrico, che era un violento e sanguinario, con il grosso dell'esercito proseguì l'avanzata, massacrando e uccidendo tutti quelli che si opponevano, conquistò finalmente Napoli e ne abbattè le mura, si imbarcò e arrivò a Palermo il 20 novembre e il 25 di dicembre fu incoronato re di Sicilia nella cattedrale di Palermo.
- Voi, pur ancora lontana diventaste Regina di Sicilia.
- Io, in quei giorni avevo altro da pensare stavo partorendo. Al fine di fugare ogni dubbio sulla nascita di mio figlio, feci allestire un tendone nella piazza di Jesi, dove mi trovavo, e partorii pubblicamente. Il maschietto fu chiamato Federico Ruggero.
- Qualche anno dopo Enrico morì?
- Ora mi trovo con un figlio di quattro anni e una corte disunita ed infida. Ho assunto il ruolo di tutrice del piccolo Federico e reggente del regno.
Nel 1198 Costanza morì a soli quarantaquattro anni, ma per garantire il trono di suo figlio scese a patti con la Chiesa, mise il figlio sotto la tutela di Papa Innocenzo III e rinunciò al titolo di imperatrice del Sacro Romano Impero. Fu sepolta nella Cattedrale di Palermo.
Costanza aveva un unico obiettivo: ricostruire la Sicilia come regno normanno, assicurarne l'indipendenza conservandone l'eredità al figlio.
Il piccolo Federico diventò da grande uno dei più importanti personaggi dell' epoca. Quello che non era riuscito al padre, l'unione delle corone di Sicilia e di imperatore, riuscì a lui, Federico II di Svevia.

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