venerdì 10 giugno 2016

Le donne, la moda e l'arte





Buongiorno care amiche,

qualche anno fa visitai una mostra a Firenze di un pittore che mi aveva colpito particolarmente.

Io non m'intendo d'arte ma quando un quadro mi colpisce, mi piace conoscere e informarmi sull'autore
.
Sul web si trova di tutto, e allora credo di farvi cosa gradita se vi faccio conoscere:

Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931) un pittore italiano rimasto in ombra rispetto ai pittori francesi della sua epoca: La Belle Epoque.







Nacque a Ferrara nel 1842 e fu avviato alla pittura dal padre Antonio, da giovane si recò a Firenze e si interessò all'arte dei macchiaioli, ma il suo spirito estroso si indirizzò verso l'eleganza della moda del secolo.
Nel 1871 lasciò l'Italia, si stabilì a Parigi e iniziò la sua carriera come ritrattista e l'oggetto della sua pittura divenne l'alta società parigina.










Ciò che colpisce sono i vestiti, svolazzanti, gonfi, sembra di sentirne il fruscìo, anche perché si nota il tratto veloce nella parte inferiore dei suoi quadri come se volesse sottolineare la leggerezza e il movimento.

















Consuelo Vanderbilt e suo figlio 1906 The Metropolitan Museum of Art New York




Alto un metro e 54 come Toulouse Lautrec, suo pittore contemporaneo, nella sua vita fu circondato da donne bellissime. Le divine facevano la fila per farsi ritrarre dal ferrarese emigrato a Parigi e lui le ritraeva, da vero gentiluomo, esaltandone le caratteristiche migliori. 

I volti esprimono tutta la fragilità nervosa, raramente sorridono e questo piccolo pittore italiano che amava le donne, riusciva a capirle e trasmettere il tutto nei  loro ritratti.

Morì a 89 anni quasi cieco dopo aver sposato due anni prima la trentenne giornalista Emilia Cardona.


Certamente un pittore all'avanguardia per il suo tempo.




Buona Domenica








credits:



mercoledì 1 giugno 2016

Giugno/ Un tè con...






Buongiorno ,

il mese di maggio, quello che amo di più, è già passato. Eccoci dunque in giugno e siete tutte invitate alla rubrica:










attrice statunitense




* Cara signora Hepburn ci può raccontare un po' di lei? Dove è nata e come è stata la sua infanzia?

- Certo, sono nata nel Connecticut il 12 maggio del 1907, la mia famiglia era assai agiata, mio padre è stato un famoso urologo e mia madre fu cugina di un ambasciatore. Fece parte del gruppo delle "sufragette", le donne che lottavano per l'affermazione dei diritti femminili.

* Quindi sua madre è stata una donna all'avanguardia, colta e capace di comprendere lei nelle sue scelte.
- Iniziai a recitare negli spettacoli "femministi" organizzati da mia madre durante le vacanze estive e per beneficenza. Poco dopo entrai a far  parte della compagnia teatrale del college che frequentavo.
Mi laureai a ventun anni nel 1928 in arte drammatica , ottenni una lettera di presentazione per una compagnia di Baltimora e nonostante il mio temperamento aggressivo riuscii a farmi assumere come attrice principiante.

* Iniziò così il suo tirocinio artistico?
- Si, dopo pochi mesi debuttai a Broadway con la commedia "These Days".

* Qual'è stato il primo film che ha interpretato?
- Febbre d'Amore di George Cukor e riuscii a strappare un contratto da 1500 dollari a settimana quando in teatro ne guadagnavo 80. Il successo del film mi fece conoscere a Hollywood .

* Ha saputo essere anche romantica e sognatrice in qualche film?
- Si riferisce a PICCOLE DONNE (1933)? Si, certamente con questo film interpretai il ruolo di Jo March e in  Italia ottenni il premio al Festival del cinema di Venezia come migliore interprete femminile.




* Come fu l'incontro con il grande amore della sua vita Spencer Tracy?
- Fui io a volere Tracy come partner nel film LA DONNA DEL GIORNO, tratto da un romanzo famoso per la cui trasposizione cinematografica avevo acquistato  i diritti. L’incontro fu piuttosto spigoloso. “Gli uomini che mi si parano davanti per motivi professionali tento sempre di sopraffarli, di mettermeli sotto i piedi”. Sono alta un metro e 75 ed usavo spesso tacchi altissimi per sovrastare ancora di più i miei partner. Quando mi trovai davanti il metro e 69 di Spencer Tracy, mi lasciai andare  ad una battuta che sapeva chiaramente di provocazione: “Piuttosto bassotto, eh, mister Tracy...”. Lui non si lasciò certo schiacciare. “Non si preoccupi, miss Hepburn: se sarà brava e imparerà a lavorare bene, tra qualche settimana o un mese potrà essere alla mia altezza”, fu la sua risposta, secca e tagliente.




* Nel 1951 girò LA REGINA D'AFRICA con Humphrey Bogart e fu un successo.
- Non sono pochi i film entrati nella leggenda del cinema per il loro valore e per le vicende produttive che li accompagnarono ma questa opera di John Huston è sicuramente uno dei più esemplari. Perché sin dall'inizio si trattava di un progetto a rischio a causa del soggetto, finì invece per offrire ad Humphrey Bogart l'Oscar quale migliore attore. Il rischio ulteriore era poi costituito dalle riprese in esterno realizzate nel continente africano (tra Uganda e Zaire) con un protagonista (Bogart) troppo abituato agli studios per apprezzare la stravaganza.


* Sono molti i film che ha girato.Quattro Oscar vinti e dodici nomination in quasi cinquant'anni di carriera: è un record che nessun altra star ha mai registrato.

- Oltre all'Oscar per "Gloria del mattino", ne ricevetti  altri tre a quasi fine carriera e cioè nel 1967 per "Indovina chi viene a cena", "Il Leone d'Inverno e "Sul lago dorato" nel 1981. Non sono mai andata a ritirarli personalmente.
Per quanto mi riguarda i premi non sono niente; il mio premio è il mio lavoro.

*Ha qualche rimpianto?
- Ho tanti rimpianti, le cose stupide che fai le rimpiangi...se sei sensato, e se non le rimpiangi forse sei stupido.
                                                                                                                            ---Katharine Hepburn
















E' stato bello ricordare questa attrice straordinaria, donna grintosa, forte ma che sapeva commuoversi al momento giusto.


Il pomeriggio è finito... e anche il tè!