sabato 1 luglio 2017

Luglio/ Un tè con...


Buongiorno  a tutti,



come ogni mese ci ritroviamo con le mie interviste impossibili  nella rubrica:



Il personaggio di oggi è l'attrice austriaca Romy Schneider, nome d'arte di Rosemarie Magdalena Albach-Retty (Vienna, 23 settembre 1938 – Parigi, 29 maggio 1982).





 * Signora Schneider vuole parlarci un po' di lei, dove è nata e come è stata la sua infanzia?

- Per iniziare non posso non dirle che sono figlia d’arte. Mia madre, Magda Schneider, e mio padre, Wolf Albach-Retty, sono stati entrambi attori di successo, molto famosi  in Austria. Per via del lavoro dei miei genitori, che li spingeva a stare molto tempo lontano da casa, ho trascorso gran parte della mia infanzia con i nonni materni nella loro casa di campagna.
 Mio padre s’innamorò di un’altra donna ed abbandonò la famiglia quando io ero ancora molto giovane. Questo mi portò a legarmi molto sia a mia madre che a mio fratello. Trascorsi un periodo della mia infanzia in un collegio a Salisburgo e quando tornai mia madre si era risposata con un pasticcere di Colonia.

* Lei iniziò  molto giovane ad apparire  sullo schermo?
-  Si avevo 16 anni e interpretai il ruolo della giovane regina Vittoria , nel film "L'amore di una grande regina".

* Sua madre in quel film interpretava la parte della fedele governante della regina Vittoria.
- Lei ricoprì il ruolo di mia madre in molti film tra cui quelli della trilogia di Sissi interpretando il ruolo della duchessa Ludovica mia madre nel film.




* Ottenne un’immensa notorietà, ma perché secondo lei?
- Sicuramente ho dato a quel personaggio una carica di freschezza, ingenuità ed entusiasmo. Tenga conto che per un caso strano vi era oltre a una forte somiglianza con l’Imperatrice Elisabetta.anche la stessa età della principessa bavarese.




* La svolta avvenne nel 1958 con il film "L'amante pura"?

Il film andò molto bene e venni consacrata a livello internazionale, ma soprattutto durante la lavorazione conobbi Alain Delon. All' inizio non ci trovammo molto simpatici, anzi durante le riprese del film a Vienna bisticciavamo molto. Poi, però, a riprese terminate, quando fu il momento di salutarci presi con lui l’aereo per Parigi. La mia vita cambiò totalmente… tra le altre cose mi trasferii definitivamente a Parigi





1965. Alain Delon e Romy Schneider nel film "L'amante pura" di Pierre Gaspard-Huit (AFP/Getty Images)






* Quanto durò la relazione con Delon?
- Ci lasciammo dopo cinque anni, quando entrò nella vita di Alain un'altra donna :Natalie. Iniziò così la mia discesa nella depressione ma nonostante questo interpretai altri film come:"Delitto in pieno sole", di René Clément ,  "Boccaccio '70", di Luchino Visconti.e Il processo con la regia di Orson Welles.








Fortunatamente in quel periodo ricevette un’offerta da alcuni produttori di Hollywood che la volevano nei loro 

* Fortunatamente in quel periodo ricevette un’offerta da alcuni produttori di Hollywood che la volevano nei loro film…
- Sì esatto! Ma soprattutto incontrai  il regista Harry Meyen. Ricordo che quando ci sposammo io ero già incinta di David di tre mesi. Ero al massimo della felicità, ma il matrimonio durò poco e mio figlio David morì all'età di quattordici anni in modo tragico, tentando di scavalcare un cancello rimase trafitto dalle lance appuntite dell'inferriata.



* Dopo il divorzio da suo marito, nel 1975 si risposò con il suo segretario Daniele Biasini.
- Daniele era più giovane di me di 11 anni, purtroppo persi il bambino che aspettavo in seguito ad un incidente automobilistico, ma, fortunatamente, il buon Dio mi fece la grazia e rimasi incinta quasi subito. Nel 1977 nacque la mia secondogenita, Sarah Magdalena.

* Dopo la nascita della bambina si riprese dalla depressione?
- No, peggiorai. A soli 40 anni ero spaventata dalla vecchiaia, esattamente come era accaduto a Sissi. Mi ero fissata che mio marito mi potesse lasciare a causa della differenza d’età. Per evitare questo lo lasciai io, sempre nel timore che lui potesse anticiparmi.

* I dolori non finirono lì vero?
- Eh no! Mi fu asportato un rene a causa di un tumore, ma quello fu niente rispetto a…

Avrei voluto fare molte altre domande sui suoi  film di successo e soprattutto su "Fantasma d'amore", girato nel 1980 da Dino Risi con Marcello Mastroianni.  Ma Romy non mi ascolta più, il suo sguardo è perso nel vuoto. Quel film inquietante e toccante anticipò di due anni il tragico epilogo della sua vita reale.


I film più importanti di Romy Schneider:
La giovane regina Vittoria di Ernst Marischka (1954)
La principessa Sissi di Ernst Marischka (1955)
Sissi, la giovane imperatrice  di Ernst Marischka (1956)
Sissi - il destino di un'imperatrice  di Ernst Marischka (1957)
Boccaccio '70 - episodio "Il lavoro" di Luchino Visconti (1962)
Il processo di Orson Welles (1962)
Ciao Pussycat di Clive Donner (1965)
La piscina  di Jacques Deray (1969)
L'amante di Claude Sautet (1970)
La califfa di Alberto Bevilacqua (1970)
Il commissario Pellissier  di Claude Sautet (1971)
È simpatico, ma gli romperei il muso  di Claude Sautet (1972)
Ludwig di Luchino Visconti (1972)
Male d'amore di Jean-Claude Brialy (1974)
Il trio infernale di Francis Girod (1974)
Frau Marlene  di Robert Enrico (1975)
L'importante è amare di Andrzej Zulawski (1975)
Gli innocenti dalle mani sporche di Claude Chabrol (1975)
Una donna alla finestra di Pierre Granier-Deferre (1976)
Una storia semplice  di Claude Sautet (1978)
Linea di sangue  di Terence Young (1979)
Chiaro di donna  di Costa Gavras (1979)
La morte in diretta  di Bertrand Tavernier (1980)
La banchiera di Francis Girod (1980)
Fantasma d'amore di Dino Risi (1981)
Guardato a vista  di Claude Miller (1981)
La signora è di passaggio di Jacques Rouffio (1982)







Bella e affascinante ma con un  destino crudele il suo, che le aveva fatto toccare le vette del successo e dell’amore, ma  non le risparmiò le ferite dell’anima e i lutti più atroci.




A noi piace ricordarla così:







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Credits



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1 commento:

  1. Bellissima donna, sguardo affascinante ma sempre velato da tristezza. Deliziosa intervista Verbena, è stato come sedersi con lei e condividere gioie e dolori che l'hanno accompagnata nel suo percorso di vita. Spero che, ovunque ora sia, abbia trovato pace e serenità. Un abbraccio. Paola

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