mercoledì 1 aprile 2020

Aprile/Un Tè con...


Buongiorno,








ecco aprile con il  giorno 25 che ricorre con tutta la sua forza ancor oggi. Questo mese, a prendere il tè con noi, simbolicamente, abbiamo una donna da primato:





TINA ANSELMI
(1927/2016)


Durante il suo ministero alla Sanità (1978-1979), vengono approvate tre leggi pilastro della nostra storia civile e collettiva, oltre la legge che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale (legge 833 del 1978), la riforma dell’assistenza psichiatrica (legge 180 del 1978, la “Legge Basaglia”) e la sua firma è presente sulla legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza del 1978 (Tina Anselmi, cattolicissima, appone la sua firma come ministro alla legge 194 sull’aborto, nonostante non l’avesse votata in Parlamento, per rimarcare il suo senso delle istituzioni e il rispetto della laicità dello Stato.. l’azione di Tina Anselmi fu decisiva in ciascuna di queste leggi.



- Cara Signora Anselmi, la conosciamo quasi tutti perchè lei è stata Ministro della Repubblica ma ci parli un po' della sua infanzia.
- Sono nata a  Castelfranco Veneto (Treviso)   il 25 marzo 1927 primogenita di quattro figli. Mio padre Ferruccio era socialista con in tasca la tessera firmata da Filippo Turati, mia mamma Norma cattolicissima gestiva un'osteria insieme alla nonna Maria..

- Come nasce il suo impegno nella militanza politica?
- Avevo 16 anni, frequentavo l'Istituto magistrale di Bassano del Grappa. La mattina del 26 settembre 1944 irruppe la polizia e ordinò a tutti gli studenti di recarsi in piazza. I fascisti e i tedeschi avevano compiuto un grande restrellamento sul Grappa di 43 giovani e costrinsero la popolazione e noi studenti ad assistere all'impiccagione. Fra quei giovani c'era il fratello della mia compagna di banco.
Quella mattina scelsi di non restare inerte di fronte a quell'implacabile imbarbarimento.

- Qualcuno le chiese di fare la staffetta partigiana?
- Fu l'occasione che non mi feci scappare, il mio nome in codice fu Gabriella e il mio mezzo di trasporto fu la mia bicicletta con la quale percorrevo diversi chilometri quotidianamente tra Treviso, Cittadella, Castelfranco e Bassano partivo alle 5 del mattino prima di andare a scuola.

- I pericoli erano tanti?
- Bisognava trasferire informazioni, radiotrasmittenti o addirittura armi. Il rischio di essere bloccata  e perquisita era altissimo.

- La popolazione è stata solidale con voi partigiani?
- Straordinaria! Ci offrivano pasti caldi, ci nascondevano e spesso ci ospitavano quando aspettavamo i lanci di paracadute degli Alleati.

- Dopo la guerra, si iscrive alla Facoltà di Lettere all'Università Cattolica di Milano?
- Sì, ma inizio un'attività sindacale a difesa delle lavoratrici tessili che lavorano senza contratto, senza tutele e con paghe misere. Io ero una studentessa e non correvo rischi con i padroni così mi spesi per loro facendo battaglie che loro non avevano il coraggio di intraprendere.

- Quando scelse di iscriversi al partito della Democrazia Cristiana?
- Nell'aprile del 1946 a diciannove anni. Il percorso in politica fu graduale ma già nel 1959 ero membro del Consiglio Nazionale. Nel 1958 sono stata in prima linea accanto alla collega socialista Lina Merlin nella durissima lotta per l'abolizione delle case chiuse.

- Da Parlamentare a Ministra, un percorso in ascesa...
- Nelle politiche del 1968 venni eletta alla Camera dei Deputati e sottosegretaria al Lavoro e Previdenza Sociale.Nel luglio 1976 Ministro del Lavoro.  Nel 1978 Ministro della Sanità, porta la  mia firma la legge 833 che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale una conquista epocale nel campo della tutela dei diritti della persona.









Dopo la carriera da ministra, Anselmi ha continuato a essere deputata fino al 1992, ed è stata anche eletta presidente della Commissione d’inchiesta sulla Loggia P2. Come parlamentare, è stata prima firmataria di una pionieristica proposta di legge sull’educazione sessuale nelle scuole nel 1979.

In questi giorni difficili per il nostro Paese, il plauso al servizio sanitario nazionale è unanime: nonostante le difficoltà dovute ai continui tagli e alla mancanza di personale, lo sforzo di medici e infermieri per fronteggiare questa crisi è senza precedenti. Se  oggi riusciamo  rispondere a una simile emergenza sanitaria è perché qualcuno credeva che l’accesso alle cure dovesse essere libero e gratuito per tutti. E a farlo è stata una donna, Tina Anselmi.








Credit:Donne della Repubblica Ed. Il Mulino





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6 commenti:

  1. Giusto ricordare una donna straordinaria per la nostra storia.
    Sereno giorno.

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  2. Bell'omaggio. Brava e grazie Verbena.

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  3. Una grande donna !! Buon mese di aprile.

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  4. Grande donna! Altro che certe donne di oggi!
    Ciaooo

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  5. Una donna davvero straordinarie come tante ce ne sono state e ce ne sono. Un omaggio davvero doveroso. Buon nuovo mese.
    sinforosa

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  6. Una grande donna. Hai fatto proprio bene a ricordarla.
    Un abbraccio e buon mese di aprile
    Maria

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