Buongiorno,
oggi, per la rubrica "Un Tè con..." abbiamo una delle fotografe più sorprendenti del secolo scorso, la cui opera fu svelata al mondo solo in anni recenti.
VIVIAN MAIER
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| (V.Maier self-portrait) |
(New York 1 febbraio 1926 - Chicago 21 aprile 2009)
- Mrs. Maier, lei è stata una "fotografa di strada" anche se non si è mai considerata tale, ci può raccontare come arrivò ad appassionarsi alla fotografia?
- Sono nata il 1° febbraio 1926, mio padre Charles Maier americano proveniente da una famiglia di origine austriaca e mia madre Maria Jaussaud nata in Francia . Io nacqui qualche anno dopo mio fratello William. I nostri genitori si separarono nel 1929, mio fratello fu affidato ai nonni ed io rimasi con mia madre. Trovammo rifugio presso una vecchia amica di mia madre Jeanne Bertrand fotografa professionista.
- Lei non ebbe la possibilità di studiare anche se avrebbe voluto?
- Non avevo studi specifici ebbi difficoltà a trovare lavoro, infine feci la bambinaia per quarant'anni.
- Non abbandonò mai la macchina fotografica?
- Mai! Con il ricavato della vendita all'asta di una casa in Francia ereditata da mia madre, comprai una fotocamera eccellente: una Rolleiflex professionale e viaggiai nel Nord America. Avevo 30 anni quando mi stabilii a Chicago dove fui assunta dai coniugi Nancy e Avron Gensburg per prendermi cura dei loro tre ragazzi: John, Lane e Matthew. Secondo Nancy Gensburg i bambini mi adoravano ed io adoravo loro.
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- Oltre alla fotografia, ebbe una grande passione per i viaggi?
- Mentre ero ancora al servizio dei Gensburg, che ricorsero ad una temporanea sostituta, intrapresi, da sola, per 6 mesi, tra il 1959 e il 1960, un viaggio intorno al mondo, visitando le Filippine, la Thailandia, l'India, Lo Yemen, l'Egitto, l'Italia e la Francia. scattando molte foto. Non dissi mai ai Gensburg dove ero stata, benché fossi molto legata a questa famiglia con cui vissi per 17 anni..Diventati grandi John, Lane e Matthew, i Gensburg non ebbero più bisogno di una tata e così li lasciai per continuare la mia attività presso altre famiglie con bambini piccoli.


- Furono diverse le famiglie in cui lei prese servizio?
- Nel 1987 mi
presentai ai coniugi Usiskin, miei nuovi datori di lavoro, portando con
me 200 casse di cartone contenenti il mio archivio personale, che furono
immagazzinate in un box. Dal 1989 al 1993 mi presi cura con
grande affetto di Chiara Bayleander, un'adolescente con handicap
mentale. In questo periodo le mie casse furono sistemate in un mezzanino. Ci tenevo molto ai miei rullini fotografici che erano diventati centinaia, così quando mi ritrovai in ristrettezze economiche la famiglia Gensburg mi aiutò a pagare l'affitto di un box dove sistemarli.





La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.
Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.
Ciò che questa strana donna ci ha restituito sono immagini straordinarie di un’America che negli anni Cinquanta e Sessanta stava subendo un forte cambiamento sociale e culturale. Nell'era in cui tutto si condivide nell'immediato e le fotografie assumono sempre carattere documentaristico, ci sfugge la possibilità di immortalare per il gusto di farlo.
Probabilmente fotografava perché questa era la sua dimensione dello stare al mondo, questo il suo modo di disegnare la realtà. Identitario non è il prodotto finale ma l'azione in sé.
( foto di vivian maier)



Ciao Verbena!!! Ma che bello! IO ho scoperto questa fotografa grazie a mia nipote, che ha visto una mostra a lei dedicata a Roma e me ne ha parlato. Chissà se la faranno mai anche a Firenze! Comunque i suoi scatti sono davvero belli!
RispondiEliminaCiao ! Interessante, non avevo mai sentito parlare di questa fotografa che ci fa conoscere aspetti di vita dell'America di altri tempi. Le foto dei bambini mi piacciono tantissimo !!! Saluti.
RispondiEliminaPhotographs are very much the eyes to the world. An amazing story and how interesting how the photographs were discovered. Thank you for sharing.xx
RispondiEliminaChe post meraviglioso, complimenti !!! Queste foto d'epoca sono davvero opere d'arte .. conservano qualcosa di magico ... istantanee di vita ...sembra di osservare piccole porzioni di film ...bravissima e grazie di aver condiviso questo post. un abbraccio
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