Buongiorno,
stravolgendo le regole che mi sono data, arrivo, con molto ritardo, a riprendere la rubrica:
Soraya Esfandiary-Bakhtiary
(1932 - 2001)
Hotel Plaza Athénée- Parigi
Siamo a Parigi, al bar dell'Hotel Athénée nella stessa via dove si trova l'appartamento di Sua Altezza Imperiale la Principessa dell'Iran.
- Madame, la chiamavano la principessa triste?
- Ero entrata nel palazzo reale di Teheran con la consapevolezza di aver coronato un sogno. Ero davvero dentro una favola, giovane ed innamorata, illusa che l’amore fosse sopra ogni cosa. Ma non fu così…
- Quali sono le sue origini?
- Sono nata a Esfahan, una città dell'Iran centrale il 22 giugno 1932, mio padre, Khalil Esfandiari Bakhtiyari,fu ambasciatore d'Iran in Germania mentre mia madre, Eva Klein, era una tedesca di origini russe. Ho vissuto in Germania e studiato nei collegi Svizzeri
- Si sentiva metà europea e metà iraniana, metà cattolica e metà musulmana?
- Ben presto notai le differenze sia per la mentalità che per il comportamento. Lo stile di vita di una donna in Europa era completamente diverso.
- Immagino la sua emozione quando fu invitata a corte..
- Fui invitata grazie a Shams, la sorella del sovrano Reza Pahavi la quale gli aveva mostrato una mia fotografia. Eravamo amiche e l'avevo conosciuta a Parigi. Forse il metodo può apparire arido, ma io mi innamorai di lui appena lo vidi. Ricordo ancora quel momento, mi tremavano le gambe e non dissi una parola. Credevo di aver fatto un buco nell'acqua, ma il giorno dopo, con mia sorpresa, venne annunciato il nostro fidanzamento.
- Era molto giovane quando sposò lo Scià di Persia?
- Ci sposammo a Teheran il 12 febbraio 1951,lui aveva trentadue anni ed io quasi diciannove, la vita mi aveva fatto un grande regalo e non mi sembrava vero. Indossavo un abito di Dior tempestato di seimila brillanti veri, pesava oltre 15 chili. Forse per il peso del vestito o forse per l’intenso profumo dei quintali di fiori fatti arrivare appositamente dall'Olanda svenni per ben tre volte…. Ero felice, ma purtroppo i sogni possono durare al massimo una notte.
- Per suo marito era il secondo matrimonio?
- Prima di me c'era stata Fawzia, sorella di Faruk, re d'Egitto, ripudiata perché aveva partorito un’inutile figlia femmina.
- E' stato un matrimonio d'amore e di passione?
- Vivevamo al settimo cielo, tanto entusiasmo avrebbe dovuto dare buoni frutti, ovvero: una gravidanza invece non succedeva nulla. Nemmeno dopo sei mesi., un anno, tre anni. A corte iniziò il malumore, i parenti di . Mohammad Reza Pahlavi cominciarono a sospettare che la giovane sposa fosse sterile.
- Ci fu un altro tentativo per salvare il matrimonio, vero?
- Sì ventilò l’ipotesi di designare erede al trono il fratello minore dello Scià, Alì, ma questi purtroppo morì in un incidente aereo.
- Dopo sette anni la ragion di Stato costrinse il sovrano a dare il triste annuncio...
-La ragione di stato, come lei la chiama, pretendeva dalla consorte del re di essere una fattrice di lusso, la produttrice di un erede maschio. Visibilmente affranto e commosso mio marito annunciò la separazione. Io mi trasferii in Europa.
- La sua storia commosse tutto il mondo, era anche amata dal suo popolo?
- Lo ero, ma purtroppo sono stata anch'io ripudiata e cercai di rifarmi una vita, diventai attrice, un vecchio sogno da ragazzina. In Italia recitai con Alberto Sordi in " I tre volti", Nacque una bella amicizia con il regista Franco Indovina. Ma lui morì nel 1974 in un incidente aereo.
- Suo marito si risposò poco dopo…
- Sposò Farah Diba. Poco dopo nacque il suo sperato erede maschio Ciro, in seguito altri tre figli! Purtroppo non servì a nulla l'erede, in quanto, a seguito alla rivoluzione khomeinista, Reza perse il potere, cessò la monarchia che durava da 2500 anni e tutta la famiglia fu costretta ad espatriare.
- Ora, posso chiederle come sta ?
- Sono una girovaga per l'Europa, partecipo ad eventi mondani, ma nonostante questo esilio dorato la depressione rimane la mia unica e fedele compagna.
Era il 25 ottobre 2001, aveva 69 anni. e venne trovata morta dalla sua donna di servizio. Ad ucciderla sarebbe stato un cocktail di farmaci e di alcool. La stesso mix che qualche mese prima aveva spezzato a Londra la vita di Leila Pahlavi, trentunenne figlia dello scià e di Farah Diba.

.jpg)


Che storia da brividi mamma mia... Mi torna in mente la frase di un sermone di recente ascoltato: "noi pensiamo di giocare con la vita; in realtà è la vita che gioca con noi". E' terribilmente vero, anche in questo caso. Grazie Verbena. Intervista magistrale la tua.
RispondiEliminaUna storia veramente da raccontare e da vivere nelle sensazioni di questa principessa 69 anni
RispondiEliminaChi sà quanti pensieri l'hanno accompagnata una vita lontana dalla sua terra cosa si può dedurre intervista intervista per questa sintesi di una vita
La vita è bella comunque e non deve finire immersa nel di cocktail e senza limiti
Una storia che non ricordavo.
RispondiElimina