sabato 12 dicembre 2020

Vota con il FAI il castello di Sammezzano



Buona giornata a tutti,

in un mio post del 29/10/2015   Salviamo il Castello di Sammezzano ho parlato di questo Castello che  si trova a Leccio, frazione del Comune di Reggello, a circa 30 chilometri da Firenze. Si erge su una collina proprio sopra il paese ed è circondata da un grande parco di 187 ettari, di cui 50 “parco storico”. Tenuta di caccia in epoca medicea, nel 1605 la proprietà venne acquistata dagli Ximenes D’Aragona. Fino alla metà dell’800 ebbe l’aspetto di una classica villa toscana. Da quella data il marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, con un lavoro durato oltre 40 anni, diede al castello la veste attuale. Personaggio eclettico, dagli interessi più svariati, protagonista della vita culturale, sociale e politica della Firenze del tempo - fu anche Deputato del Regno - Ferdinando progettò e diresse personalmente i lavori che trasformarono la struttura in un castello in stile eclettico con prevalenza orientalista. Grazie alla grande disponibilità economica ed alla vasta cultura, affascinato dalla moda orientalistica diffusa in tutta Europa, Ferdinando realizzò un edificio unico, il più importante esempio di arte Orientalistica in Italia ed in Europa. Nel castello sono richiamati capolavori architettonici di arte moresca come l’Alahambra di Granada ed il Taj Mahal in India. Nel piano monumentale si trovano sale bellissime con colori sorprendenti e giochi di luce. Inoltre, in ogni sala si trovano scritte e motti in latino, italiano e spagnolo che parlano di Ferdinando e del tempo in cui visse. Intorno al castello Ferdinando realizzò uno dei parchi storici più vasti della Toscana, con oltre 100 specie arboree esotiche. Molte di queste sono scomparse, ma il parco resta ancora famoso per le numerose sequoie presenti (Sequoia Sempervirens e due esemplari di Sequoiadendron Gigantea) tra cui spicca la cosiddetta “Sequoia Gemella”, albero monumentale che con i suoi 53,96 metri è risultato essere il secondo albero più alto d'Italia. (dal sito Fai)





Entro il 15 dicembre possiamo votare per I LUOGHI DEL CUORE sul sito del FAI Fondo per l'ambiente Italiano:

Affrettiamoci a votare per non lasciare a investimenti stranieri questa meraviglia, ma invece  entri lo Stato e il FAI per farlo diventare una delle bellezze dell'Italia e far in modo che possa essere visitato da tutti.










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mercoledì 2 dicembre 2020

Portiamo in casa i profumi del bosco

Buongiorno,

e voi, per che albero siete? Naturale o sintetico? Siete contro il disboscamento selvaggio? Bene, l'Asociazione Florovivaisti Italiani ci tiene a sottolineare che gli alberi di Natale naturali sono cresciuti nei vivai,  ma la maggior parte di noi acquista quelli sintetici provenienti per l'80% dalla Cina.




I pini naturali rilasciano in casa la loro essenza profumata molto balsamica per le vie respiratorie. 





La seconda tipologia in vendita sono gli alberi di Natale senza radici: sono le cime di alberi chiamati cimali che sono stati tagliati in bosco per produzione legnosa. Il più delle volte l’albero è stato tagliato per fare dei diradamenti, sempre nel rispetto di severe norme di gestione forestale.  Anche in questo caso se comprate un cimale aiutate le foreste perché contribuite ad aumentare il reddito degli operatori del settore. Un settore, quello forestale, che in Italia ha alti costi e bassi redditi. 
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Se preferite un albero artificiale verificate che sia del tipo autoestinguente cioè non infiammabile. Controllate che sia indicato sulla confezione o nelle istruzioni all’interno. 















Qualora invece si scelga un albero naturale è da preferire un abete vivente, cioè piantato con le radici nel vaso. Anche in questo caso verificatene la stabilità (grandezza del vaso sufficiente e ricordatevi di innaffiarlo periodicamente per evitare che si secchi)










Comunque sia, l’albero di Natale,  non è solo un addobbo, ma una vera e propria tradizione e, con la sua storia e la sua simbologia, è diventato parte integrante della nostra cultura.





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