domenica 1 gennaio 2017

Gennaio/ Un Tè con...



Buongiorno  e buon 2017 a tutti,

un benvenuto a voi  per il tea party mensile, ma anche una tisana depurativa, dopo i pranzi e le cene di questo periodo sarà certamente gradita.








Oggi abbiamo una ospite a dir poco eccezionale, un'attrice italiana che divenne l'immagine della tragedia di quel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale. Il suo fu un nuovo modo di fare cinema, quel neorealismo dei grandi registi come Rossellini e De Sica capace di dare la possibilità  alla gente di apprendere attraverso una grande scossa emotiva.

Questa attrice è la grande:





* Cara Anna, o meglio, cara Nannarella, ci vuol parlare un po' di lei, dove è nata e come è stata la sua infanzia?
- Sono nata a Roma il 7 marzo 1908 da una ragazza madre che ben presto decise di rifarsi una vita partendo per Alessandria d'Egitto dove sposò un ricco austriaco. Sono stata cresciuta da una nonna e cinque zie, con affetto molto e denaro poco. La nonna mi iscrisse presso un collegio di suore francesi ma rimasi solo pochi mesi. In seguito frequentai l'Accademia di Santa Cecilia e lo studio del pianoforte. Ma la musica non mi soddisfaceva e mi indirizzai verso la recitazione.

* Una decisione che cambiò la sua vita?
- Si, superai nel 1927 l'esame d'ammissione alla Reale Scuola di Recitazione diretta da Silvio d'Amico.

* Qualcuno intuì il suo innato talento?
- Dario Niccodemi mi volle nella sua compagnia teatrale. Iniziai così diverse tournée che mi portarono persino in Sud America. Dal 1934 al 1941 lavorai nei teatri accanto ai Fratelli De Rege e Totò.

* Nel frattempo ci fu anche il matrimonio?
- Sposai il regista Goffredo Alessandrini nel 1935 e mi separai nel 1940.



Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori. [Anna Magnani]


* Quale fu il film che la lanciò nel mondo del cinema?
- Il vero ruolo da protagonista fu lo straripante personaggio di Elide in Campo de' Fiori di Mario Bonnard dove recitavo a fianco di Aldo Fabrizi. Su questa coppia cinematografica Rossellini poserà la scelta al momento della progettazione di Roma città aperta.

* Come furono gli anni della guerra?
- Vivevamo nella paura, io stessa nascondevo a casa mia amici antifascisti compreso Luchino Visconti, ma la paura la tenevamo per noi, sul palcoscenico dispiegavamo un'altra vita.
C'era la miseria, la fame, le bombe, le mitragliate, le spie, gli approfittatori, eravamo oppressi dai feroci occupanti tedeschi. Gli attori dal palcoscenico si opponevano con ammiccamenti, sberleffi, battute improvvisate e fulminanti.

* Ci può raccontare qualche episodio?
- Nelle prime repliche dello spettacolo Che ti sei messo in testa; recitavo con particolare enfasi un verso che terminava con la parola <libertà> e la platea rispondeva con applausi scroscianti. Ed ecco che una sera nel mio camerino si presenta un "bacarozzo" (così chiamavamo i repubblichini per il colore nero delle loro divise) che mi impone di tagliare la parola <libertà> minacciando una bomba nel teatro. I miei colleghi erano spaventati. La sera dopo entrai in scena accompagnata dalle raccomandazioni di Totò : Siamo nelle sue mani., mi disse.  Quando lo spettacolo arrivò al dunque mi piazzai al centro del palcoscenico e incominciai a dire la battuta incriminata: -Del tuo re la volontà e alfin, la cosa più importante.... feci una pausa carica di suspense ... Aria, aria  pura per respirare!
Gridai forte e con violenza all'indirizzo dei repubblichini in prima fila. E gli applausi del pubblico fecero quasi crollare il soffitto.                                                   (dal libro Nannarella di Giancarlo Governi)

* Iniziò poi un sodalizio artistico sentimentale con Roberto Rossellini?
- Roberto mi volle nel film Roma città aperta nel ruolo di Pina, che riprende un fatto realmente accaduto, di  un'indomita popolana già madre di un bambino e poi incinta di un tipografo impegnato nella Resistenza, con il quale avrebbe dovuto sposarsi proprio nel giorno in cui finirà a terra falciata da una mitragliata tedesca mentre insegue il camion che lo sta portando via. Con me recitavano molti attori presi direttamente dalla strada e Aldo Fabrizi nel ruolo del prete che verrà fucilato. Questo capolavoro fu capito tardi in Italia ma ricevette la Palma d'Oro a Cannes nel 1946.






* Lei interpretò molti film, ebbe molti riconoscimenti e anche un Oscar nel 1955.
- Si, con La rosa Tatuata scritto da Tennesseee Williams, ma non andai a ritirarlo.

* Vogliamo citare altri suoi bellissimi film?
- L'onorevole Angelina di Luigi Zampa 1947
  Bellissima di Luchino Visconti 1953
  Risate di gioia Mario Monicelli 1960
  Mamma Roma Pierpaolo Pasolini 1962
  Il Segreto di Santa Vittoria di Stanley Kramer 1969
  Roma  di Federico Fellini 1972

* Grandi uomini hanno riconosciuto il suo talento
-   A Totò e De Sica devo molto, ma molti altri uomini mi hanno colpita nella mia vita privata.
A parte il plateale voltafaccia di Rossellini, anche il padre del mio  unico figlio Luca, l’attore Massimo Serato, mi ha abbandonata quando ero ancora in dolce attesa. Ma Anna Magnani è una che cade in piedi! Ho preteso e ottenuto di dare il mio cognome al bambino.  Come anni prima, nel 1908, alla mia nascita, mia madre aveva fatto lo stesso con me.




Una donna vulcanica dagli occhi penetranti e i capelli neri che si ribellavano a qualsiasi pettine, questo era Anna Magnani, attrice simbolo del dopoguerra e del neorealismo italiano, capace di regalare alla nostra storia una galleria di personaggi femminili forti e struggenti, in lotta contro le ingiustizie, l'amore e le delusioni, senza mezze misure o incertezze, ma armate solamente di dignità e di orgoglio.
( da Vanity Fair)








Grazie "Nannarella" siamo orgogliosi di averti conosciuta, sei stata un'attrice e una donna straordinaria.











3 commenti:

  1. Donna e attrice incredibile. Va oltre ogni aggettivo. Mitica!
    Buon anno Verbena

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  2. What an interesting life and a very strong woman.
    How amazing that, like her own Mother, she raises
    a child on her own. Bless this strong woman. xx

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